Ma il malessere alla politica non è solo Parpinel

Di Mauro Iovino
Sul Golfo abbiamo dato il giusto risalto alle gravissime affermazioni del consigliere comunale di Forio Grazia Parpinel. Lo abbiamo fatto perché, come già spiegato nel mio pezzo di venerdì, un membro del consiglio comunale (ora si dice anche civico consesso ma se questi sono i personaggi tanto civico non è) non può degenerare mostrando odio, superficialità, tracotanza nell’augurare ai sindaci della sua isola che “era meglio fossero andati a Bruxelles”. Un’affermazione questa che è stata all’unanimità condannata tranne qualche deficiente che su facebook – gioie e dolori del nostro tempo – ha plaudito con affermazioni o “simbolini” vari. Anche il fascismo ed il nazismo hanno avuto i loro seguaci e tanti applausi e l’estremismo di stampo islamico ha tutt’ora un gran seguito.
Il problema quindi, dobbiamo dirlo, non è solo quello relativo alla questione “Parpinel” che – lo ribadisco – dovrebbe dimettersi perché il suo comportamento è stato inqualificabile e ci dimostra che non c’è più il senso di rivestire un ruolo istituzionale, altrimenti una cosa del genere non si sarebbe mai verificata, ma ci induce ad interrogarci ed a chiederci come mai negli ultimi giorni su facebook si è manifestata una siffatta avversione ed odio nei confronti dei massimi esponenti politici dell’isola, nonostante questi fossero andati a Mosca per promozionare la nostra isola e quindi a cercare di mettere in moto economie di mercato che non potranno che fare del bene a Ischia.
Purtroppo, o per fortuna se vogliamo, la sparata della Parpinel che ha fatto, prima il giro dell’isola e poi d’Italia, ha finito col nascondere un altro aspetto da non sottovalutare: quello di un malessere strisciante della gente verso chi amministra, a prescindere cosa faccia o cosa dica. Qualsiasi cosa facciano i politici, infatti, una semplice fotografia messa su facebook o diffusa agli organi di stampa, una dichiarazione pubblica, o altro è lo spunto che la gente utilizza per mostrare tutto il suo malessere e odio contro la politica.
C’è anche chi afferma che il paese non è la realtà di facebook ma dobbiamo dire che un certo quadro della situazione emerge dall’analisi dei social network e questo aspetto non può essere sottaciuto. Quindi quali possono essere le cause di tale malcontento?
La Politica, in passato, in una realtà opulenta come Ischia era sempre riuscita a fungere come ammortizzatore sociale. Se non suscitava particolari simpatie riusciva perlomeno a non attirarsi antipatie, grazie ad un diffusissimo clientelismo e quindi chi veniva gratificato dalla “raccomandazione” ricevuta di certo non era nelle condizioni di poter attaccare i politici. Oggi queste possibilità di garantire tutto a tutti sono venute meno e non certamente per un maggiore senso civico ma perché le maglie si sono ristrette e tante cose sono cambiate e di rimando si vede una carica di odio strisciante che aumenta giorno per giorno…
Rispetto al passato, quel modo di tutelare il proprio elettorato non c’è più, e questo nel nostro profondo sud, dove alberga il verbo “raccomandare” è certamente un bene.
Dopo la DC-PSI e il ventennio berlusconiano, abbiamo avuto una nuova generazione di politici e dobbiamo prendere atto che, sulla nostra isola, purtroppo, Giosi Ferrandino e Domenico De Siano, ne sono i capostipiti. Entrambi hanno utilizzato la politica non per aiutare l’isola ad avere uno sviluppo sociale ed economico, ma semplicemente per raggiungere loro stessi degli scopi che erano quelli di andare fuori dall’isola. Questo ha finito chiaramente col nuocere, perché cos’è successo? Che De Siano e Ferrandino sono andati fuori dall’isola, ma l’isola di questo non se n’è avvantaggiata e tutto ruota attorno a questo. Le inchieste della Cpl Concordia, il carcere prima, i domiciliari poi per quattro mesi, per Giosi Ferrandino e la richiesta di arresto ancora pendente per Domenico De Siano (che doveva essere il salvatore del Comune di Ischia fino al giorno prima della richiesta di arresto) hanno messo alla berlina l’intera classe politica finendo col mettere alla berlina anche chi spende il proprio tempo, la propria vita, per la società e per il proprio paese.
Ho partecipato a qualche dibattito su Facebook e risposto a muso duro contro chi lo meritava ma se la Politica vuole recuperare terreno e spegnere i fuochi della rivolta popolare allora deve guardare a se stessa e recuperare credibilità e considerazione. Chi sbaglia paga, sia che si chiami Giosi Ferrandino sia che si chiami Grazia Parpinel. Col tempo e dopo il rinnovamento del proprio animo e del proprio spirito nelle acque battesimali ci potrà essere un nuovo ritorno ed una nuova crescita politica e personale, ma prima bisogna passare per il calvario, la morte dell’uomo vecchio e la resurrezione, proprio come insegna la giornata della Santa Pasqua che oggi festeggiamo.
Auguri a tutti
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