CULTURA & SOCIETA'

Maggio mese ideale per la cattura dei polipi lungo la costa della nostra isola: escono dalle tane avvertendo la prima calmata sottomarina di stagione

La pesca della passione senza tempo a Ischia riconosce solo due suoi grandi pescatori singoli del pesce piu’ furbo dell’universo sottomarino / Di pescatori di polipi alla” rienzo” ed alla “giacomettiello” non se ne vedono più in giro. Quei pochi privati appassionati di questo tipo di pesca, lo praticano con la classica “purpara” da un molo o seduti si di uno scoglio. Al mattino al mercato all’aperto sulle barche di Ischia Ponte ed a quello di Lacco Ameno i polipi arrivano catturati con altre attrezzature più sofisticate e sicure. In proposito bisogna dire che il polipo o polpo è uno degli animali marini più furbi del suo universo sottomarino ma, nonostante ciò ,sono nate a suo discapito altre e particolari tecniche di pesca specifiche per catturarli. La storia lontana degli incalliti Rienzo e Giacomettiello considerati dai colleghi e dalla gente del vecchio borgo, i pescatori di polipi e seppie più esperti operanti nella Baia di Cartaromana fra il Castello Aragonese, gli scogli di S. Anna e la Punta della Pisciazza. Solo qualche santangiolese forse li affiancava, ma mai li superava

Siamo in odore di polipi oggi come ieri. Da maggio scattano le operazioni per la pesca mirata. Il,popoli si fa vivo già da questo mese de si lascia pescare con poche difficoltà. Oggi un pescatore dell’isola ed in particolare di Ischia Ponte specializzato per la sola pesca dei polipi, è difficile individuarlo. Al mercato del pesce del pontile e banchina aragonese a Ischia Ponte i polipi arrivano anche in abbondanza, ma pescati da quei pescatori che uscendo in mare pescano di tutto. Quindi il polipo c’è , ma senza quel fasciano della cattura singola che possa inorgoglire l’autentico pescatore di polipi. Ma la storia di ischia nel settore non si smentisce mai e ci propone due storici pescatori locale di Ischia Ponte, del Borgo di Celsa che ai loro tempi facevano parlare di sé per essere i più bravi a catturare i polipi con le seppie, andandoli a scovare nei luoghi sotto costa tra il castello e Cartaromana che solo essi conoscevano.

TINOZZE RICOLME DI POLIPI SULLA BARCA ALL’ANCORA AL PONTILE ARAGONESE

Furono presto un mito la cui storia personale nel mestiere è viva ancora oggi. Sono traordinari ricordi dell’antica pesca dei polipi e delle seppie che si praticava a Ischia, e che risalgono alla fine dell’’800,tanto per non andare troppo lontano nel tempo, avendo per protagonista uno storico pescatore dei preziosi molluschi, quel Lorenzo Mellusi che nel Borgo di Celsa tutti chiamavano Rienzo. Suo nonno, anch’ egli di nome Lorenzo e quindi Rienzo, era il pescatore di origini della famiglia Mellusi, padre di 10 figli quasi tutti dediti al lavoro della terra tra Soronzano e Campagnano e soprattutto produttori chi di vino da esportazione e chi di frutta e ortaggi portati per la vendita ai vari mercati ortofrutticolo di Ischia, Casamicciola e Forio. Nonno Rienzo era considerato dai suoi colleghi e dalla gente del Borgo, il pescatore di polipi e seppie più esperto operante nella Baia di Cartaromana fra il Castello Aragonese, gli scogli di S. Anna e la Punta della Pisciazza. Solo qualche santangiolese forse lo affiancava, ma mai lo superava. Possedeva un gozzo di 5 metri circa di colore grigio chiaro con l’intera e spessa bordatura, da poppa a prua, tutta rossa, un capace tridente chiamato in gergo ”lanzaturo” e un “secchio” di rovere con il fondo a specchio per scrutare il fondale marino. Attrezzature semplici ma fondamentali in dotazione, per uscire in mare e per andare incontro a polipi, seppie ed altro tipo di pesce a tiro, e fare buona pesca tutti i giorni, per la quale si sentiva specializzato. Rienzo junior, più conosciuto di ultima memoria, sulla scia di suo nonno si seppe conquistare maggiore popolarità facendo suoi, in lungo ed in largo, i tratti di mare, specie sotto costa, che furono battuti dal vecchio congiunto, avendo per base di approdo e partenza la vecchia spiaggetta della Corteglia, alla estremità dell’attuale Piazzale delle Alghe a Ischia Ponte. Rienzo, personaggio dal fisico minuto ed incallito con immancabile pipa accesa in bocca e copricapo d’epoca paesana in testa, il suo gozzo con gli attrezzi per la pesca simili a quelli di suo nonno, lo aveva solitamente ancorato ad un largo scoglio davanti alla spiaggetta. Quello scoglio chiamato “ ‘A Prete ‘e Rienz” esiste ancora ed è lo stesso sul quale si appoggia il molo dei barcaioli che trasportano oggi i turisti a Cartaromana e ad altri luoghi della zona. Lo storico scoglio è stato menzionato in alcune guide e libri su Ischia dal Mirabella (1953), dal Cervera (1957) e dal sottoscritto (1964) in una poesia pubblicata sulla rivista Dialetti D’Italia. Rienzo per la pesca dei polipi oltre al “ lanzaturo” ed allo specchio per avvistarli, faceva uso anche delle langelle di terracotta sistemate lungo una corda in filiera di 20, 30 esemplari e calate al largo su fondali sconnessi con presenza di alghe e scogli sommersi.

LE TRADIZIONALI LANGELLE PER LA CATTURA DEI POLIPI

Questo tipo di pesca al polipo da langella, era praticato dai nostri pescatori fino a qualche tempo. Oggi non lo si usa più, perchè metodi più sbrigativi e moderni ne hanno facilitato la cattura. A Rienzo, nel l’antico Borgo di Ischia Ponte dopo, col passar di molti anni, è succeduto un altro storico pescatore che gli assomigliava tanto. Si chiamava Giacomettiello vissuto fino agli anni ‘60, al secolo Giacomo Cigliano, anch’egli con buona prole e pescatore di polipi e seppie imbattibile lungo gli scogli del golfo aragonese tra il Castello e Cartaromana degli anni ’40 e ‘50. Giacomettiello ha pescato polipi di tutte le dimensioni entro certe misure naturalmente, per una vita intera. Sapeva scovarli di notte con la luce della propria vecchia lampara, li avvistava e li “lanzava” con maestria e cinismo. Giacomettiello è stato “grande” nel suo mestiere che lo praticava con estrema passione. I suoi “concorrenti “ in zona, nonostante fossero attrezzati fino ai denti, non sono mai riusciti a tenergli testa. La sua pesca del polipo con seppie ed altro tipo di pesce era sempre la più continua ed abbondante. Oggi è tutt’altra storia. Di Pescatori di polipi e seppie alla Rienzo ed alla Giacomettiello non se ne vedono in giro. Quei pochi privati appassionati di questo tipo di pesca, lo praticano con la classica “purpara” da un molo o seduti si di uno scoglio. Al mattino al mercato all’aperto sulle barche di Ischia Ponte ed a quello di Lacco Ameno, arrivano catturati con altre attrezzature più sofisticate e sicure.

Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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7 Commenti

  1. Con tutto il cuore spero non catturiate mai Polipi che sono guai di salute grossi – i Polpi forse è meglio…

  2. Elvira Mazza si ma poi “popoli”…dopo una virgola che non ha nessun senso…
    Manchi scrive un bimbo di 6 anni?

  3. In medicina, un polipo è un’escrescenza di tessuto che sporge dalla parete di un organo cavo, come il colon o l’utero. In zoologia, polipo è il nome di animali acquatici di diverse forme, appartenenti alla famiglia degli Cnidari. In entrambi i contesti, la parola “polipo” si riferisce a una massa sporgente, ma con significati diversi.
    Polipi in medicina:

    Sono piccole escrescenze di tessuto che si formano sulla mucosa di organi cavi.

    Possono essere benigni o maligni, e in alcuni casi possono evolvere in tumori.
    Sono spesso asportati chirurgicamente per prevenire complicazioni.
    I polipi intestinali, ad esempio, possono causare sanguinamento dal retto o altre problematiche digestive.
    La colonscopia è un metodo diagnostico utilizzato per individuare e rimuovere i polipi del colon.

    Polipi in zoologia:

    Sono animali acquatici di diverse dimensioni, come anemoni di mare o coralli.

    Possono essere solitari o coloniali, e alcuni sono organismi precursori alle meduse.
    Sono caratterizzati da un corpo cilindrico, con tentacoli intorno alla bocca, e dalla capacità di rigenerarsi.
    I polipi sono una fase del ciclo di vita di molti cnidari, come le meduse.

    Differenze:

    I polipi in medicina sono escrescenze di tessuto umano, mentre in zoologia sono organismi viventi.

    I polipi medici possono essere benigni o maligni, mentre i polipi animali sono parte di un ciclo vitale.
    I polipi medici possono essere asportati chirurgicamente, mentre i polipi animali non hanno una funzione medica.

  4. Bruno Iacono sono passati dagli articoli sul riccio a quelli sul polpo… Sempre nel periodo in cui NON vanno toccati… E dato che l’autore è sempre lo stesso inizierei a dubitare della qualità generale di ciò che viene pubblicato quotidianamente… E credo di non essere l’unica

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