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CULTURA & SOCIETA'

Magia di Angela Impagliazzo, l’artista che “partorisce” la festa di Sant’nna a fumetti Questa sera a Ischia Ponte i fantasmi delle barche addobbate e lo spettro dei fuochi d’artificio

Oggi Sant’Anna, la festa che fu e che questa sera sarebbe stata migliore delle altre, davanti ad un pubblico massiccio ed entusiasta colcolabile come ogni anno intorno alle trentamila unità, la presentiamo curiosamente a fumetti avvalendoci del tocco magico dell’artista Angela Impagliazzo che nelle composizioni che qui pubblichiamo ha bene interpretare le origini, la storia e le tradizioni di una festa che nessun ischitano e turista fedele vorrebbero vedere persa .

Questa sera niente festa , solo nell’aria fantasmi e spettri del nulla. Rabbia, nostalgia e speranza ci portano però a valutare un evento che non doveva morire quest’anno di Coronavirus Covid-19. Purtroppo è successo, e la presa d’atto è molto triste. Allora, in attesa della rinascita ci abbandoniamo ai ricordi, quelli lontani. Di quando cioè, questa Festa prese avvio ad iniziativa di un manipolo di intraprendenti giovanotti del Borgo. Era luglio del 1932 con il giorno di S.Anna che si avvicinava sempre di più, finchè, non si giunse all’imbrunire del 26, allorquando per incanto all’improvviso una miriade di lampetelle ottenute con uno straccio imbevuto di nafta immerso in un barattolo di conserva, si accesero sugli scogli di S. Anna, sui muretti di cinta della Chiesetta e della Torre di Michelangelo vicine , sugli scogli dei “Travi” e della Corteglia, sui bastioni e fabbricati del Castello.

Lo spettacolo si aricchiva con “fugarazzi” o falò o “lumminari” che prendevano fuoco sulle colline di Soronzano e Campagnano. La prima edizione della Festa di Sant’Anna dell’era moderna stava incominciando datata 26 luglio 1932. Dalle barche addobbate con foglie di canna e lanternine rudimentali della prima ora (1503) si passò alla prima barca addobbata con effetto scenico presentata alla festa da un giovane e valente artigiano del Borgo, Giovan Giuseppe Sorrentino noto col nome di Nerone. Altri concorrenti alla sfilata furono la famiglia Purificato, Federico De Angelis e Vincenzo Funiciello. Nerone fu indiscusso protagonista nelle edizioni del ’33, del ’34, del ‘ 35 e del ’36.

Il Comitato pioniere di quelle prime Feste di Sant’Anna tenne banco resistendo fino al 1944 ed era composto da storici personaggi dell’epoca quali il cap. Michelangelo Patalano, i pittori Federico Variopinto e Matteo Sarno, il commerciante Nicola Giusto, il commerciante Antonio Castagna, il capitano Giovanni Castagna ( morì in Grecia), l’artista Aniellantonio Mascolo, Giovan Giuseppe Patalano, Rosario Rosiello, Costantino Mazzella, Giovanni Messina, Luigi Pilato detto Maressa, Giannino Barile, Andrea Monti,Emilio Di Meglio, Catello Curci, Pasquale Di Massa, Enrico Califano e il dott. Luigi Mazzella nominato presidente del gruppo. La Festa di S. Anna durò fino al 1940, poi la sospensione a causa degli eventi bellici e ripresa a guerra ancora in corso nel 1944 anno in cui si svolse l’ultima edizione del primo e vecchio ciclo. La festa a Mare agli Scogli di Sant’ Anna tornò nel 1952 ad iniziativa dell’EVI Ente Autonomo per la Valorizzazione Turistica dell’Isola d’Ischia. La Festa di Sant’Anna divenuta manifestazione di fortissima espressione popolare dal 1952 ad oggi non si è mai più fermata.

Non è vero che la festa di S. Anna subì lo stop nel 1954 per dare spazio alla celebrazione del primo centenario dell’apertura del Porto borbonico di Ischia. Quella edizione del ’54 non solo ebbe luogo, ma sancì la vittoria dell’artista Vincenzo Colucci con la barca addobbata Aida che partecipò dopo anche alla festa del porto. Colucci vinse su Funiciello, Sasso, Buono ed altri. Quindi a conti fatti, la festa di S,Anna per la prima volta dalla sua ripresa, si ferma all’dizione n- 86 dello scorso anno 2019. Quest’anno sarebbe stata la 87esma e non la 88esima come credono Di Vaia e soci. In tutti questi anni di acqua ne è passata sotto i ponti . La Festa a Mare agli scogli di S,Anna evolutasi ai livelli massimi nel periodo tra il ’52 ed il 2019 ha visto giganteggiare sul grande palcoscenico del golfo aragonese grandi maestri dell’arte scenica nella ideizzazione e costruzione di barche allegoriche in concorso: da Nerone e i suoi figli Raffaele e Carlo a Funiciello, da Canestrini a Federico De Angelis, da Andrea Di Massa a Luca Mazzella, da Giovanni Conte Puparuolo e Antonio Leone a Ciccio Boccanfuso, da Antonio Di Scala a Domenico Bubbessa, da Gaetano Maschio agli artisti di Procida, da Giorgio Migliaccio a Nerino Rotolo ed alla lunga schiera di giovani che con il loro estro ed entusiasmo hanno contribuito alla crescita di una fessta che ciascuno portava nel proprio cuore.

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Composizioni della Pittrice Angela Impagliazzo

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antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog.com

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