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Di Maio in consiglio a Casamicciola: «Pronti a varare un decreto Ischia»

DI GAETANO FERRANDINO

CASAMICCIOLA TERME. No, non è scappato. Anzi. A prendersi la scena in occasione della seduta di consiglio comunale di Casamicciola, a un anno dal sisma dello scorso 21 agosto, è stato il vicepresidente del Consiglio e Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. L’esponente pentastellato ha raggiunto la sede del Capricho dal porto di Casamicciola dove è stato di fatto scortato oltre che da un cordone di forze dell’ordine anche dai sindaci di Casamicciola e Lacco Ameno, dal commissario Schilardi e dal vice governatore della Campania Fulvio Bonavitacola. Ad attenderlo nella improvvisata sala consiliare anche il capodipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, e il commissario per l’emergenza Giuseppe Grimaldi.

A Di Maio, che ha raggiunto il municipio fermandosi a salutare tantissimi ischitani e turisti, è stato chiesto dal presidente Vincenzo D’Ambrosio un intervento e lui non si è fatto pregare: “Ringrazio tutti voi che siete presenti qui stasera ma soprattutto vi sono riconoscente per la pazienza che continuate a dimostrare – ha detto il vicepremier – lo ribadisco ancora una volta, ove mai ce ne fosse bisogno: i cittadini e i terremotati di Ischia sono stati trattati come terremotati di serie C e questo non è assolutamente giusto. E’ assolutamente incredibile che a distanza di un anno stiamo ancora qui a parlare di nomina del commissario per la ricostruzione, di norme che servono ad avviare la predetta ricostruzione ed in alcuni casi ad avviare l’emergenza, e regole per l’isola ed è ancora più paradossale che stiamo ancora a parlare della stima dei fondi che occorrono”. Di Maio ha poi incalzato rincarando la dose: “E’ passato un anno e di questo me ne dispiaccio ma oggi non sono qui a portarvi la vicinanza del Governo. In fondo di persone che sono passate da queste parti a portarvi i saluti delle istituzioni ne avete viste fin troppe. Io invece sono venuto qui a dirvi che se un cittadino è terremotato, anche se vive nel meridione d’Italia, deve essere trattato alla stessa maniera di tutti gli altri cittadini del nostro paese. Questo è un principio da stabilire, c’è anche una questione nostra, del sud, in questa storia”.

Il ministro del Lavoro si è poi soffermato su un altro aspetto: “Siamo davanti a una vicenda che ha provocato una forte discriminazione, qui oltre al danno si è consumata pure la beffa. L’isola ha perso turisti perché questo terremoto è stato strumentalizzato all’inizio quando hanno fatto passare il messaggio che tutto fosse andato completamente distrutto e poi successivamente le abitazioni, le attività commerciali e le strutture alberghiere che avevano subito ingenti danni o erano crollate sono state abbandonate al loro destino. Ora noi non abbiamo la bacchetta magica ma insieme ci metteremo a lavorare, ovviamente insieme. Se servirà un Decreto Ischia, come in tutte le altre zone terremotate d’Italia, lo faremo, mi pare ovvio. E non si venga a dire che non è possibile, perché lo hanno fatto ovunque. Insomma, è chiaro che qui oltre alla vicinanza servono leggi e soldi e io sono venuto a dirvi che ci mettiamo la faccia. Io sono un cittadino di queste terre, e so bene che quando ci metti la faccia e non mantieni quanto hai promesso poi dopo non puoi più farti vedere. Ecco perché mi prendo tutte le responsabilità delle cose che vi vengo a dire oggi. La nomina del prefetto Schilardi vuole essere un punto di partenza mettendo un punto fermo per ripartire. Lo Stato è vicino, la Regione lavora con noi e soprattutto voglio raccontare al mondo che Ischia è operativa dal punto di vista turistico, può lavorare e in questo momento merita maggiore vicinanza. Chi può venga in questo scorcio d’agosto ma anche a settembre in vacanza sull’isola, darà una mano ad una comunità che ne ha bisogno e lo merita”. Poi la conclusione: “Dovremo avere la lucidità di analizzare tutte le situazioni col buon senso. Cosa significa? Che se una cosa si può fare la facciamo, ma in caso contrario non va punito alcun cittadino. Questa è stata una calamità naturale, alla quale è giusto dare le risposte del caso. Ho fiducia in tutte le autorità, il gioco di squadra risolleverà questa zona dell’isola e la porterà ad essere più bella di prima. Non faccio promesse su numeri e tempi, ma avrete un governo amico e che vi vorrà bene”.

Davanti ai giornalisti, poi, Di Maio ha fatto gli auguri ad Angelo Borrelli per il conferimento della cittadinanza onoraria e si è soffermato anche sulle insistenti domande relative alla spinosa questione dei condoni: “Le questioni relative al condono riguardano il condono, noi qui parliamo di ricostruzione. Quando questi due temi si incroceranno, lo affronteranno caso per caso… o casa per casa. Ma detto questo non dobbiamo utilizzare il tema del condono come alibi per non ricostruire. Prima questo era diventato un alibi per non tirare fuori i soldi, adesso il vento è cambiato”. Poi ha lasciato il Capricho per recarsi presso la zona rossa dove c’è stata la deposizione di una corona di fiori in memoria delle due vittime del sisma, Lina Balestrieri e Marilena Romanini.

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