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Il Majo resta una “trappola”, 135 anni dopo mancano risposte

CASAMICCIOLA TERME. Eccessiva lunghezza della catena gerarchica amministrativa tra i vari enti istituzionali, e di conseguenza una carenza di azione “centralizzata” per affrontare al meglio le conseguenze del terremoto. È questa solo una delle varie chiavi di lettura dell’interessante e partecipato dibattito svoltosi ieri mattina nella sala the del Bar Calise di Piazza Marina, nel giorno esatto del 135° anniversario del sisma che nel 1883 devastò l’isola e in particolare il comune di Casamicciola che all’epoca era all’avanguardia mondiale del turismo termale. L’agile convegno è stato promosso e organizzato dal Lions Club Isola d’Ischia, rappresentato nell’occasione dal Presidente Pasquale Francesco Buono, con Peppino Mazzella fondatore dell’agenzia di stampa “Il Continente” a moderare il compatto ma prestigioso parterre di relatori che comprendeva il professor Giuseppe Luogo, il celebre vulcanologo che un anno fa per primo comprese e segnalò gli errori di rilevamento della scossa tellurica che colpì l’isola, e Osvaldo Cammarota, operatore di sviluppo e coesione territoriale di lunga esperienza tecnica e politica. Assente invece il Senatore De Siano a causa di non rinviabili impegni.

Giuseppe Mazzella ha introdotto i lavori con una panoramica sulla pubblicistica prodotta nei decenni sul sisma del 1883 e soprattutto sulla natura e la rapidità degli interventi che il giovane Stato italiano allestì per fronteggiare l’immane tragedia che cambiò il volto di Casamicciola. Interventi condotti in maniera “centralizzata”, dove un importante ruolo fu svolto dal ministro Genala, che in poche ore assunse il comando delle operazioni. Un evento, quello del terremoto dell’83, che diede origine alle prime legislazioni antisismiche, a un sollecito piano regolatore ma anche ai quartieri provvisori divenuti definitivi. Una panoramica terminata con l’emergenza tuttora in atto dopo il sisma del 21 agosto 2017: un’emergenza che, ha dichiarato Mazzella, necessita di una legge speciale per l’isola, ancora alle prese con i suoi atavici e del tutto peculiari problemi sociali, economici e politici, a partire dalla frammentazione amministrativa.

Francesco Buono ha ricordato la fondazione dell’Osservatorio Geofisico di Casamicciola, uno dei fiori all’occhiello dell’isola, citando la vita e le opere di Giulio Glabrovitz con la sua vasca sismica, uno degli strumenti che furono premiati nel 1906 all’Esposizione di Milano con la medaglia d’oro, e di Giuseppe Mercalli, che dedicò il suo primo libro alla storia sismica dell’isola d’Ischia, dove si ammoniva di non ricostruire nella zona alta di Casamicciola, epicentro del sisma dell’83: «Dobbiamo unire le forze di tutta l’isola affinché venga riattivato l’Osservatorio sismico ed istituita una Commissione apposita che studi il territorio con una completa mappatura. Infine, va trovata una sistemazione dignitosa e definitiva per gli sfollati che tuttora attendono una risposta. Noi dei Lions siamo pronti a lottare con loro, affinché queste problematiche siano risolte e l’isola ritorni al suo originario splendore. Siamo qui non per ricordare la catastrofe dell’83 ma per celebrare l’impegno successivo, e sollecitare analoga azione per l’attuale emergenza».

Al termine degli interventi dei relatori si è spontaneamente sviluppato un dibattito altrettanto interessante tra il pubblico presente in sala. Il patron del Premio Ischia di giornalismo, Benedetto Valentino, ha evidenziato la differenza tra il decisionismo con cui fu affrontato il sisma nel 1883 e la frammentazione istituzionale attuale: « Oggi non c’è più uno Stato: ci sono tanti enti, disorganizzati, che non riescono né a prendere decisioni, né a trovare soluzioni. Ecco la differenza con 135 anni fa.
Se la nostra comunità non si organizza con un’idea, un progetto i danni del terremoto resteranno lì per altri duecento anni, fino al prossimo terremoto». L’ingegner Antuono Castagna ha fortemente criticato la politica degli interventi di somma urgenza che hanno comportato ingenti spese per tenere in piedi edifici ormai inutilizzabili e la tendenza a ridurre in modo rapido e progressivo la zona rossa fino a classificare come zona verde alcuni siti tuttora a rischio. Anche l’ingegner Peppino Conte ha in gran parte stigmatizzato le scelte susseguitesi in questi mesi, comprese quelle effettuate nell’edilizia scolastica, dove le decisioni sono state reputate contraddittorie. Il consigliere comunale Ciro Frallicciardi ha dichiarato che quel tipo di azione amministrativa è consentita ai Comuni da un vulnus normativo che andrebbe corretto, affermazione su cui Conte non concordava, mentre molti si sono detti d’accordo sull’eccessiva cautela del Commissario delegato all’emergenza: in pratica, egli i poteri delegatigli dallo Stato li avrebbe, ma non li ha usati.

L’intervento finale è toccato all’onorevole Maria Grazia Di Scala, consigliere regionale che ha rivendicato gli sforzi del suo partito, Forza Italia: tramite il senatore De Siano è stata denunciata la “discriminazione” dell’emergenza isolana rispetto a quelle di altre zone d’Italia. L’avvocato Di Scala ha anche sottolineato la necessità di un’unica voce isolana nel dialogo con gli enti sovraordinati, rivelando anche il recentissimo sollecito rivolto al Consiglio comunale di Casamicciola a esprimersi sulla proposta legislativa del Comune unico, che però anche nel prossimo civico consesso non sarà discussa. In ogni caso, l’onorevole Di Scala si è detta da subito disposta alla stesura di un documento in cui fissare le varie azioni da compiere per non lasciar cadere i propositi enunciati nel corso del dibattito.

Francesco Ferrandino

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