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Malagestio nelle assunzioni sismiche, la denuncia dei consiglieri Pd

Ignazio Barbieri, Arnaldo Ferrandino e Loredana Cimmino hanno confezionato una nota che è stata spedita tra gli altri anche al commissario Carlo Schilardi, oltre che a una serie di autorità interessate e al sindaco casamicciolese Castagna

Tolgono il freno a mano e decidono di pigiare il piede sull’acceleratore i tre consiglieri comunali di minoranza del Pd. Ignazio Barbieri, Arnaldo Ferrandino e Loredana Cimmino, infatti, hanno trasmesso una dettagliata nota a presidente del Consiglio, prefetto di Napoli, presidente della Corte dei Conti di Napoli, commissario per la Ricostruzione dott. Carlo Schilardi, Ottava Commissione nella persona del senatore Mauro Coltorti, capo dipartimento della Protezione Civile, presidente della Regione Campania, sindaco del Comune di Casamicciola Terme. L’oggetto della missiva è chiaro e inequivocabile: “Mala gestio delle unità sismiche di cui al decreto legge 28 settembre 2018 n. 109”. Il documento dei ree esponenti politici parte dalla premessa nella quale si considera che “le disposizioni di cui al capo III del decreto legge 28 settembre 2018 n. 109, convertito in legge n. 130 del 16 novembre, disciplinano gli interventi per la riparazione, la ricostruzione, l’assistenza alla popolazione e la ripresa economica nei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno dell’isola d’Ischia interessati dagli eventi sismici verificatisi il giorno 21 agosto 2017”. Contestualmente Barbieri, Ferrandino e Cimmino ricordano che “per lo svolgimento delle funzioni di cui al capo III è stato nominato un commissario straordinario che, nell’ambito delle proprie competenze e funzioni, opera con piena autonomia amministrativa, finanziaria e contabile in relazione alle risorse assegnate e disciplina l’articolazione interna della struttura di cui al comma 2 dell’articolo 31 del decreto in oggetto”.

Gli esponenti politici lamentano che le unità lavorative sarebbero state impegnate per attività di ordinaria amministrazione anziché per la risoluzione di problematiche connesse alla ricostruzione post sisma. E citano anche alcuni decreti sindacali che rafforzerebbero la loro convinzione

I consiglieri comunali casamicciolesi proseguono la loro esposizione dei fatti scendendo più nei dettagli: “In particolare – si legge nella nota – il comma 2 di cui all’articolo 31 del decreto in oggetto disciplina che il commissario straordinario si avvale, oltre che dell’unità tecnica (…) di una struttura posta alle sue dirette dipendenze, le cui sedi sono individuate a Roma e quelle operative a Napoli e nell’isola d’Ischia. Essa è composta da un contingente nel limite massimo di 12 unità di personale non dirigenziale e 1 unità di personale dirigenziale di livello non generale”. E qui parte l’affondo-denuncia di Ignazio Barbieri, Loredana Cimmino e Arnaldo Ferrandino che senza esitazione alcuna sostengono che “gli scriventi ritengono che le suddette unità di personale impiegate presso il Comune di Casamicciola Terme abbiano espletato prevalentemente funzioni di ordinaria amministrazione dell’ente comunale, occupandosi solo in via residuale delle problematiche connesse al sisma. Pertanto, è ragionevole pensare che l’impiego ‘snaturato’ di codesti lavoratori abbia contribuito a rallentare la macchina della ricostruzione post sisma”.

I firmatari della nota a conferma della bontà delle loro affermazioni evidenziano che “come si evince da taluni decreti sindacali, pubblicati e presenti agli atti, a dette unità lavorative sono state affidate mansioni non strettamente connessa all’attività ricostruttiva”. E nello specifico vengono individuate le nomine di responsabili dell’area economico finanziaria, di quella tecnica, demografica, entrate tributarie, con un paio di unità che si sono sobbarcate in alcune circostanze anche l’intere di svolgere il ruolo di vicesegretario comunale, stante la perdurante e cronica assenza del dott. Principe, che ormai a Casamicciola può essere considerato un ex. Non solo, i tre consiglieri sostengono che alcune unità “non abbiano espletato i ruoli indicati dalla struttura commissariale per la ricostruzione venendo, invece, impiegati dall’amministrazione per le pratiche di edilizia privata comunale. Ad oggi le pratiche sismiche espletate per la ricostruzione risultano essere circa 10. Pertanto, gli scriventi ritengono che dette figure sismiche avrebbero dovuto occuparsi esclusivamente della ricostruzione post sisma con il vincolo dell’incompatibilità con altri ruoli di ordinaria amministrazione”. Una serie di perplessità e interrogativi che portano Ignazio Barbieri, Arnaldo Ferrandino e Loredana Cimmino a chiudere il loro esposto domandando di sapere se “si è a conoscenza dei fatti esposti; si ritiene che quanto in oggetto possa avere ingenerato un rallentamento della ricostruzione degli immobili ammalo rati dal sisma del 2017; si ritiene che l’amministrazione abbia agito contra legem; si ritiene si possa profilare un danno erariale, atteso che i fondi utilizzati per finanziare dette figure sismiche sono stati impegnati per attività di ordinaria amministrazione nonché per la risoluzione di problematiche connesse alla ricostruzione post sisma”.

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