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Maltempo, l’isola “ferita” adesso fa la conta dei danni

Il giorno dopo le scene di devastazione causate da vento e pioggia emergono in tutta la loro drammaticità in ogni angolo del territorio: e c’è anche chi pensa di chiedere lo stato di calamità naturale

In ginocchio, un po’ ovunque. Quasi come se la tempesta abbattutasi sull’isola nel pomeriggio di martedì e proseguita fino a notte inoltrata non avesse voluto fare “figli e figliastri”. Il day after, insomma, somiglia tanto a un bollettino di guerra e i danni più o meno significativi sono ovunque. Tra scene di un film già visto – in fondo gli allagamenti in determinate zone dell’isola non rappresentano certamente una “primizia”, tutt’altro – e più o meno spaventose new entry, fare la conta e leccarsi le ferite diventa un esercizio davvero improbabile, per non dire addirittura impossibile. Non solo vento e pioggia, anche la mareggiata e il vento di scirocco hanno contribuito a rendere la situazione ancora più drammatica. Per fortuna ieri la situazione, dal punto di vista meteorologico, è andata leggermente migliorando e forse anche per questo lo scenario pareva a tratti quello di quiete dopo la tempesta.

A Casamicciola il COC riapre le strade, resta l’interdizione alla zona rossa. Ad Ischia i danni peggiori, ma anche Forio è stata letteralmente flagellata dal meteo avverso. Situazione migliore a Lacco e Barano, a Serrara paga “dazio” il borgo di Sant’Angelo

Ad Ischia la situazione è oggettivamente devastante, in particolare per quanto riguarda la zona costiera del territorio, particolarmente flagellata. Le “cartoline” da Ischia Ponte hanno imperversato sui social per l’intera giornata di ieri e il racconto fotografico e video pubblicato anche sul nostro sito internet raccontano ancora una volta di un’area che diventa una succursale di Venezia con una disarmante puntualità. Via De Rivaz è parimenti un deja vu, e la spiaggia di San Pietro ancora una volta è stata fortemente erosa dallo scirocco. Non è un caso che la Fiba Confesercenti, per il tramite del suo referente locale Giuseppe Lafranca, ha indirizzato una nota al sindaco d’Ischia Enzo Ferrandino ed all’assessore con delega al Demanio nella quale si legge: “Le scriventi associazioni di categoria SIB-Confcommercio e FIBA-Confesercenti in rappresentanza degli interessi degli imprenditori turistici e titolari di concessioni demaniali marittime uso ricreativo per il mantenimento di stabilimenti balneari, Gent.le sindaco, desideriamo portare alla Sua conoscenza che la mareggiata abbattutasi anche sulla nostra Isola nella sera tra il 12 e il 13 novembre ha duramente colpito la costa e a molti stabilimenti balneari provocando danni e disagi. Si sottolinea che la stagione invernale è appena cominciata e potranno verificarsi altre mareggiate e comunque situazioni climatiche sfavorevoli alle quali siamo completamente indifesi. Con la medesima si richiedono interventi improcrastinabili con risorse adeguate, efficaci e tempestive sui progetti già in essere di ripascimento degli arenili depauperati e di posizionamento delle scogliere a difesa e messa in sicurezza della costa stessa. Fiduciosi che in relazione all’oggetto, Lei e l’amministrazione prendiate i dovuti provvedimenti, la ringraziamo anticipatamente”. Tra l’altro lo stesso Enzo Ferrandino sta seriamente valutando l’ipotesi di chiedere lo stato di calamità naturale.

ALBERO CADUTO NEI PRESSI DELL’OSPEDALE RIZZOLI

Di Casamicciola abbiamo già ampiamente raccontato in altra parte del giornale, mentre a Forio danni sostanziali si sono verificati nella zona di Citara, dove il mare e il vento si sono dimostrati un cocktail micidiale e addirittura sono volate via anche le coperture di alcune attività commerciali. Sulla Borbonica diversi pali sono stati abbattuti, a Panza nemmeno se la sono passata bene. Barano tutto sommato non ha riportato grossi danni, anche se va rimarcato come la situazione di Testaccio e di via Piano sia stata oggettivamente “imbarazzante”: un vero e proprio pantano ha di fatto reso prigionieri in casa chi abitava nella zona. Lacco Ameno presenta le “ferite” più evidenti nella zona vicina al mare e dunque tra il Capitello e Corso Angelo Rizzoli, con il crollo di alcuni alberi e di un palo della luce. Ma i danni non sono oggettivamente preoccupanti. Serrara Fontana pure ha visto flagellata la parte più vicina alla costa ossia il borgo di Sant’Angelo, in alcuni casi il vento ha addirittura sradicato le porte di alcune baracche.

Foto Franco Trani

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Francesco

Una delle località più colpite è la spiaggia dei Maronti che è la piu esposta ai venti di scirocco. La spiaggia più grande dell’Isola, grazie anche agli scellerati interventi dell’uomo, vedi scogliere sommerse, ad ogni mareggiata di scirocco, conta i danni sempre più rilevanti

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