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Manca il collaudo, “patatrac” Polifunzionale

ISCHIA. Con il fragore ovattato di una bomba di profondità, arriva la notizia attesa quanto temuta. La commissione di collaudo ha depositato presso il Comune di Ischia il certificato di collaudo tecnico-amministrativo relativo al Centro Polifunzionale di via Morgioni, che avrebbe dovuto essere rilasciato già la scorsa settimana. L’attuale sede del Liceo è risultata “non collaudabile e non collaudata”. Il responso, dicevamo, era in una certa misura atteso.  Già nel 2010 venne depositata la cosiddetta relazione di collaudo, in cui i componenti della commissione avvertirono l’amministrazione dell’epoca che allo stato delle cose l’opera non era collaudabile, e che avrebbe potuto esserlo soltanto a determinate condizioni e adeguamenti, che vennero puntualmente indicati nella relazione. Pare tuttavia che negli otto anni trascorsi da allora l’amministrazione non abbia mai prodotto alcun atto in tal senso: un’inerzia di fronte alla quale trascorsi i termini di legge la commissione di collaudo ha finito per vedersi costretta a emettere il certificato definitivo. Negativo, appunto.

Le motivazioni  di tale esito sono legate sia a questioni di sicurezza, legate alla statica della struttura, sia alla mancanza dei collaudi dei vari impianti, da quello idrico a quello antincendio.  Le conseguenze pratiche del responso potrebbero essere dirompenti, in quanto il mancato collaudo comporta l’inagibilità della struttura. In sostanza, l’ufficio tecnico potrebbe anche arrivare a dichiararne la chiusura, decretando di conseguenza l’impossibilità di proseguire l’attività didattica che il Liceo Ischia svolge nelle aule dell’imponente complesso edilizio.

Il risultato sarebbe stato quindi provocato del non aver dato seguito agli allarmi lanciati nel corso degli anni dalla Commissione, anche se  l’amministrazione  in passato rispose a sua volta con una contro-relazione, segnalando i presunti errori della commissione e invitandola a consegnare il certificato di collaudo. La vicenda è pluridecennale oltre che intricata, ed è già transitata anche nelle aule giudiziarie, in quanto una ormai risalente sentenza del Tribunale di Napoli basata su due perizie tecniche disposte dallo stesso Tribunale stabilì che i pali di fondazione sarebbero profondi circa la metà di quello che era il valore di progettazione. Un dato che contrasta con quanto dichiarato dal collaudatore statico, che stabilì la conformità al progetto. Inoltre la discrasia sulla profondità dei pali di fondazione si rifletterebbe pesantemente sulla contabilizzazione finale delle opere. Come si vede, le questioni che il mancato collaudo porta con sé potrebbero avere conseguenze a vari livelli, primo fra tutti quello dell’edilizia scolastica isolana, in un momento già notoriamente difficile.

Francesco Ferrandino

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