Manifesto isolano per la difesa della democrazia e della libertà
“La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare” (Piero Calamandrei)

Un’isola (come Ischia) è portata a due fenomeni antropologici e sociologici: la tendenza a ripiegarsi sui problemi strettamente locali e personali, offuscando ciò che avviene a livello nazionale e mondiale; la tendenza a registrare con ritardo i mutamenti che avvengono fuori dell’isola.
Il primo fenomeno ci penalizza perché ciò che accade nel mondo globalizzato si ripercuote inevitabilmente in ogni – sia pure periferica realtà territoriale- e, pertanto, trascurarne la lettura ci fa trovare impreparati e fragili di fronte ai problemi che si propongono.
Il secondo fenomeno, la percezione e l’attuazione ritardata di quel che ci accade intorno, a volte può essere storicamente negativo, ma in questo frangente può essere salvifico, nel senso che possiamo considerare il nostro tessuto sociale e istituzionale ancora non permeato irreparabilmente dal morbo illiberale, autoritario, guerrafondaio, antisolidale, antieuropeo, sovranista, che si allarga, a macchia d’olio, nel mondo, con una velocità di trasmissione che non ha precedenti.
Prima, dunque, che sia troppo tardi, facciamo appello a tutte le forze sane di quest’isola, a tutti i democratici, liberali,libertari, socialisti, cristiano sociali, ad unirsi per rifiutare il diffondersi della violenza (bellica, economica o razziale) di Stati contro Stati, di Regioni contro Regioni, di popoli contro popoli, di istituzioni contro istituzioni, in una deriva illiberale che ci riporta a drammi che la storia ci ha già proposto con fascismo, nazismo, comunismo sovietico, terrorismo internazionale. Gli attuali rappresentanti di questo drammatico cancro politico sociale sono il Presidente degli Stati Uniti, Trump, il capo della Russia Putin e il capo del governo israeliano Netanyahu, scimmiottati da “capetti” europei e mondiali che mirano a rompere qualsiasi legame istituzionale internazionale per ripiegarsi su nazionalismi insensati ed egoistici.
Non possiamo più consentire l’assuefazione ad immagini disumane di deportazione in carceri orribili come Guantanamo o di disperati rientri di palestinesi in una Gaza ridotta in macerie e accampati in tende improvvisate su un litorale che si vuole convertire a resort di lusso, d’impronta americana e israeliana .
Non possiamo consentire che si voglia espellere tutto il popolo palestinese e mandarlo – in una sorta di paradossale riedizione della “ soluzione finale” con una deportazione di massa – in paesi mediorientali che a ciò si rifiutano.
Non possiamo tollerare che si proclamino mire espansionistiche e annessionistiche di paesi sovrani, come il Canada o la Groenlandia.
Non possiamo tollerare che si ricattino Paesi con attacchi bellici o con dazi, allo scopo di impossessarsi delle loro terre rare.
Non possiamo tollerare che si vogliano distruggere organismi internazionali, alla cui istituzione l’Italia ha partecipato da protagonista, come la Corte Penale Internazionale, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità o, addirittura, l’Unesco che difende ed esalta patrimoni culturali e naturali del mondo, per non dire della demolizione della scientifica teoria dei cambiamenti climatici che ha da tempo raccolto – con l’enciclica Laudato sii – l’accorata, convinta, forte adesione di papa Bergoglio. Ischia divenga “ isola della pace mondiale, della legalità e della solidarietà internazionale”!
Questo manifesto è prodromico ad una grande assemblea, che renda pubblica l’esistenza ad Ischia di una significativa presenza della società civile, germe di resistenza ed opposizione all’autoritarismo che avanza nel mondo.
IL COMITATO ORGANIZZATORE
Cosa si è disposti a fare pur di sopravvivere….
Grazie! Perché arrendersi al cinismo, all’arroganza, alla crudeltà, al delirio di onnipotenza, alla prepotenza?