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CULTURA & SOCIETA'

Manoscritto Voynich, c’è il dietro front degli studiosi

Se non c’è traduzione, appare difficile anche ogni riferimento a Ischia: resta il mistero circa uno dei codici più famosi al mondo

Tutti i media l’avevano riportata come una scoperta sensazionale parliamo della traduzione del  ‘codice’ del testo più misterioso del mondo, il manoscritto Voynich,documentorisalente alla metà del ‘400, che, scritto in una lingua romanza molto antica ed estinta, rappresentava una sorta di enciclopedia illustrata realizzata da monache domenicane per Maria di Castiglia, regina di Aragona e che la cui provenienza risalisse proprio a Ischia.

Gli appassionati del genere hanno condiviso meravigliati la notizia, gli ischitani si erano gloriati della provenienza, ma appena il giorno dopo il tanto clamore è stato subito smorzato:Gerard Cheshire – l’autore della ricerche che sostiene di avere decifrato il manoscritto – è stato ampiamente criticato, con grandi dubbi circa le sue dichiarazioni e il metodo stesso con cui ha svolto i suoi studi. Il codice, insomma, non è stato “craccato” come si è letto in giro.Non essendo stati ritrovati altri codici scritti con lo stesso sistema, c’è anche chi ha messo in dubbio l’originalità dell’opera, ipotizzando che possa essere un falso forse realizzato dallo stesso Voynich.

Una datazione al radiocarbonio sembra però avere escluso questa eventualità, collocando l’origine del manoscritto ai primi decenni del Quattrocento.L’Università di Bristol ha, in questi giorni, cancellato il suo articolo sulla ricerca, dicendo che erano state sollevate preoccupazioni “sulla validità di questa ricerca da parte degli studiosi nei campi della linguistica e degli studi medievali”.Avendo precedentemente descritto Cheshire come “un accademico dell’Università di Bristol”, pare che l’università si stia impegnando a prendere le distanze da lui. “La ricerca era interamente opera dell’autore e non è affiliata con l’Università di Bristol, la scuola delle arti e il Centro di studi medievali”. Questo quanto dichiarato dall’Università di Bristol mentre gli ischitani stanno a guardare.

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