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Maraio:«Con l’America’s Cup Ischia alzerà l’asticella»

L’assessore regionale al Turismo guarda all’appuntamento in programma il prossimo anno a Napoli, che potrebbe rappresentare una svolta importantissima anche per alzare il livello della qualità del turismo sulla nostra isola. Ecco la sua “ricetta” e anche una serie di iniziative per cogliere questa straordinaria opportunità

Assessore, quali sono i primi riscontri che arrivano da questa stagione turistica estiva, considerando che ormai Napoli vive un turismo distribuito lungo tutto l’arco dell’anno?

«I dati che stiamo registrando sono sicuramente molto positivi e confermano una tendenza che ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore convinzione nel lavoro avviato. Se guardiamo nello specifico all’isola d’Ischia, possiamo parlare di una crescita significativa, di una vera ripartenza dopo anni che sono stati particolarmente difficili e che hanno inevitabilmente segnato il comparto turistico. Oggi, invece, assistiamo a un ritorno di numeri importanti, che testimoniano la capacità di questo territorio di rialzarsi e di tornare ad essere una delle principali destinazioni della Campania. Questa crescita ci ha posto di fronte a una responsabilità ancora maggiore come Regione: valorizzare al massimo le straordinarie potenzialità dell’isola e accompagnarne lo sviluppo con investimenti e strategie mirate. È una scelta che abbiamo fatto con convinzione e che stiamo portando avanti attraverso iniziative concrete».

Ce ne elenca qualcuna?

«Tra queste rivendico con particolare soddisfazione il progetto “Praesentia”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Si tratta di un’iniziativa dedicata alla promozione del turismo enogastronomico che abbiamo voluto far partire proprio da Ischia. Non è stata una scelta casuale, ma la volontà precisa di riconoscere il valore di un territorio che, oltre al mare e alle terme, possiede un patrimonio straordinario fatto di produzioni tipiche, tradizioni, cultura gastronomica ed eccellenze agroalimentari. Da Ischia è partito un ciclo di otto itinerari dedicati proprio alla scoperta di queste eccellenze. Abbiamo voluto costruire un percorso che mettesse al centro i prodotti del territorio, i produttori, le aziende, le tradizioni locali e tutto ciò che rende questa isola unica anche dal punto di vista enogastronomico. È un investimento concreto che testimonia l’attenzione che la Regione sta riservando a Ischia e che rappresenta soltanto uno dei tasselli della nostra strategia complessiva. Naturalmente, in questi mesi abbiamo parlato molto anche dell’America’s Cup. È un appuntamento straordinario che rappresenterà una vetrina internazionale senza precedenti e sul quale abbiamo avuto diversi confronti anche con il presidente del Consiglio comunale di Ischia, Gianluca Trani, e con numerosi amministratori del territorio. In quelle occasioni abbiamo ribadito con chiarezza un concetto: Ischia non avrà un ruolo marginale. Al contrario, riteniamo che l’isola debba essere protagonista di questa grande opportunità e che possa ricavare benefici importanti da un evento destinato a richiamare l’attenzione del mondo intero sul Golfo di Napoli. Vorrei poi aggiungere un altro elemento che considero fondamentale».

«Ischia possiede già un brand fortissimo e riconosciuto ovunque. L’America’s Cup rappresenterà un’occasione straordinaria per valorizzarlo ulteriormente e per attrarre un turismo internazionale di altissimo livello»

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Prego.

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«Mi riferisco al turismo termale, che rappresenta uno dei grandi punti di forza della Campania. Proprio su questo comparto abbiamo avviato una serie di incontri con le federazioni di categoria e con tutti i soggetti interessati per individuare nuove strategie di valorizzazione. Il turismo termale è una nicchia di enorme importanza che interessa naturalmente Ischia, ma anche Contursi e altre realtà della nostra regione. È un patrimonio che va sostenuto e rilanciato con una programmazione seria, perché costituisce uno degli elementi distintivi dell’offerta turistica campana. Le potenzialità sono davvero enormi e noi ne siamo perfettamente consapevoli. Sappiamo anche, però, che per consolidare questa crescita occorre continuare a investire. Bisogna implementare i servizi, migliorare l’accoglienza, sostenere gli operatori del settore e rafforzare quella politica dei grandi eventi che ormai è diventata uno dei motori principali dell’attrattività turistica regionale. Anche sotto questo profilo Ischia sta svolgendo un ruolo da protagonista, ospitando manifestazioni di livello internazionale che contribuiscono a rendere ancora più competitiva l’offerta dell’isola.

Per questo motivo ritengo che esistano tutte le condizioni per consolidare gli ottimi risultati che stiamo registrando. Naturalmente l’obiettivo non è soltanto quello di incrementare ulteriormente il numero dei visitatori. C’è un traguardo ancora più importante che dobbiamo perseguire e sul quale insisto spesso: aumentare la permanenza media dei turisti nei nostri territori. È quella, infatti, la vera leva strategica dello sviluppo economico, perché un visitatore che resta più giorni genera ricchezza diffusa, valorizza maggiormente il territorio e produce benefici concreti per l’intero sistema economico locale».

E come si raggiunge questo obiettivo?

«Per raggiungere questo risultato è necessario innanzitutto ampliare e diversificare l’offerta turistica. Non possiamo più pensare che il turismo balneare, pur rappresentando una componente fondamentale della nostra economia, sia sufficiente da solo a sostenere la crescita futura. Dobbiamo costruire un’offerta molto più ampia, capace di integrare il mare con la storia, la cultura, l’arte, l’archeologia, l’enogastronomia e tutte le eccellenze che caratterizzano il territorio campano. La nostra regione possiede un patrimonio straordinario che spesso viene percepito solo in parte. Accanto alle coste e alle isole esistono aree interne ricchissime di storia, di tradizioni, di borghi, di produzioni tipiche e di esperienze autentiche che possono arricchire enormemente il soggiorno dei visitatori. L’obiettivo è proprio quello di mettere in rete tutte queste opportunità, creando pacchetti turistici integrati che consentano ai visitatori di vivere esperienze diverse all’interno della stessa vacanza. Ischia, ad esempio, può essere perfettamente collegata a itinerari culturali, artistici, religiosi, naturalistici ed enogastronomici che interessano l’intera Campania. È questa la forza della nostra regione: offrire un sistema turistico completo, capace di mettere insieme mare, cultura, benessere, gastronomia e paesaggio in un’unica proposta competitiva sul mercato internazionale. Soltanto così riusciremo ad aumentare la permanenza media dei visitatori e a consolidare ulteriormente il ruolo della Campania tra le principali destinazioni turistiche italiane ed europee».

«Considero molto importante il percorso avviato con le DMO. Grazie a questo strumento siamo riusciti a mettere insieme tutti i Comuni dell’isola in un’unica proposta organizzativa, creando i presupposti per una governance condivisa»

Posso chiederle, da visitatore prima e da assessore poi, in cosa Ischia rappresenta un’eccellenza e in cosa, invece, ritiene debba ancora compiere qualche passo in avanti?

«Se guardo all’isola con spirito obiettivo, credo che fino a qualche tempo fa una delle criticità più evidenti fosse rappresentata dalla frammentazione e da un dialogo non sempre semplice tra le amministrazioni comunali. Era un limite che rischiava di penalizzare un territorio straordinario, perché oggi il turismo non può più essere gestito con una logica esclusivamente comunale, ma deve essere governato come un’unica grande destinazione. Proprio per questo considero molto importante il percorso avviato con le DMO. Grazie a questo strumento siamo riusciti a mettere insieme tutti i Comuni dell’isola in un’unica proposta organizzativa, creando i presupposti per una governance condivisa che, ne sono convinto, produrrà benefici per tutto il territorio. Il turista non sceglie un singolo Comune: sceglie Ischia. È quindi su questa identità comune che bisogna costruire le politiche di sviluppo. Per parlare davvero di destinazione occorre creare una forte sinergia tra le amministrazioni pubbliche, sviluppare un rapporto stabile tra i Comuni e coinvolgere pienamente anche il sistema imprenditoriale. Sull’isola esiste un associazionismo di categoria estremamente dinamico, ricco di competenze e di esperienze, che rappresenta una risorsa preziosa e che deve continuare ad avere un ruolo centrale nei processi decisionali. Questa collaborazione tra pubblico e privato rappresenta probabilmente il cambiamento più significativo che vedo oggi a Ischia. Mi viene raccontato che in passato ci sono state fasi caratterizzate da forti contrapposizioni amministrative e da una certa parcellizzazione delle iniziative. Oggi, invece, percepisco una volontà diversa, una maggiore disponibilità a lavorare insieme e a costruire strategie condivise. È un segnale molto positivo».

E quindi volendo trovare il “più” ed il “meno” di questo territorio su cosa si soffermerebbe?

«Ischia possiede qualità straordinarie che nessuno può mettere in discussione. Ha un patrimonio paesaggistico unico, una bellezza naturale riconosciuta in tutto il mondo e soprattutto ha dimostrato una capacità di resilienza fuori dal comune. Ha saputo affrontare momenti estremamente difficili che avrebbero messo in crisi qualsiasi altro territorio, riuscendo però a ripartire grazie a una programmazione seria, a una visione condivisa e alla determinazione delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini. Quello che trovo oggi è un’isola che ha voglia di investire, di crescere e di fare del turismo, ancora una volta, la principale impresa capace di produrre sviluppo, occupazione e ricchezza. Se invece devo indicare un aspetto sul quale possiamo ancora migliorare, direi senza dubbio la destagionalizzazione. È necessario programmare investimenti ancora più mirati durante i mesi meno frequentati dell’anno, quelli che precedono e seguono la stagione estiva. È lì che possiamo fare il salto di qualità. E proprio in questa prospettiva emerge il valore delle terme. Parliamo di una risorsa di valore inestimabile, che nessun altro territorio può vantare con la stessa forza. Le terme consentono di costruire un’offerta turistica dodici mesi all’anno e devono diventare sempre di più il punto di convergenza dell’intero sistema turistico isolano. Probabilmente in passato questo potenziale non è stato sfruttato fino in fondo. Comprendere definitivamente che il turismo termale rappresenta il principale strumento di destagionalizzazione significa fare un ulteriore salto di qualità, ed è una sfida che dobbiamo affrontare insieme».

L’America’s Cup rappresenterà una vetrina internazionale senza precedenti, non a caso abbiamo avuto diversi confronti anche con il presidente del Consiglio comunale di Ischia, Gianluca Trani, e numerosi amministratori del territorio»

In che cosa l’America’s Cup può rappresentare un’opportunità straordinaria anche per le isole del Golfo di Napoli?

«Lo sarà perché il mare sarà il grande protagonista della manifestazione. Non ospiterà soltanto le regate, ma diventerà il punto di approdo di imbarcazioni, yacht, diportisti e migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Questo significa che Ischia, Capri e Procida avranno l’opportunità concreta di intercettare nuovi flussi turistici e di rafforzare ulteriormente la propria immagine internazionale. Le nostre isole possiedono già un brand fortissimo e riconosciuto ovunque. L’America’s Cup rappresenterà un’occasione straordinaria per valorizzarlo ulteriormente e per attrarre un turismo internazionale di altissimo livello. Naturalmente, però, queste opportunità vanno preparate. Dobbiamo qualificare ulteriormente l’offerta turistica, migliorare i servizi, costruire prodotti sempre più competitivi e avere una visione strategica di lungo periodo. Parliamo di un turismo altospendente, con esigenze elevate e aspettative importanti. Ischia possiede già molte delle risposte che questo segmento di mercato richiede, ma dobbiamo continuare a crescere per essere sempre più competitivi. In questo percorso sarà fondamentale fare sistema con il resto della Campania. Le DMO rappresentano uno strumento decisivo, così come la governance che la Regione sta costruendo e la strategia di programmazione che stiamo portando avanti. Tutto questo consentirà alle isole del Golfo di diventare parte integrante di un’offerta turistica regionale forte, coordinata e riconoscibile. Io utilizzo spesso una metafora: il turismo è come un grande mosaico. Ogni territorio rappresenta un tassello indispensabile e soltanto quando tutti questi tasselli si incastrano perfettamente tra loro nasce un’immagine armoniosa e vincente. È esattamente quello che stiamo cercando di costruire in Campania. Naturalmente la politica deve fare la propria parte, ma anche il mondo dell’impresa è chiamato a contribuire con investimenti, qualità e innovazione».

Quale messaggio vuole rivolgere agli operatori del settore turistico?

«Il messaggio è molto semplice: le DMO non devono essere considerate soltanto uno strumento amministrativo, ma devono diventare il luogo permanente della concertazione tra istituzioni e operatori economici. Ho fortemente voluto che all’interno delle DMO il mondo privato fosse presente con un ruolo importante e paritario rispetto alle amministrazioni pubbliche, perché ritengo che soltanto attraverso un confronto continuo possano nascere politiche davvero efficaci.

Senza un’imprenditoria forte, senza una rete di strutture ricettive e di servizi all’altezza delle sfide che ci attendono, le istituzioni da sole non potranno ottenere risultati significativi. Allo stesso tempo è altrettanto vero il contrario: senza una programmazione pubblica capace di investire, di costruire strategie, di promuovere la destagionalizzazione, di sostenere gli eventi e di accompagnare la crescita del comparto, anche il sistema imprenditoriale rischia di non poter esprimere appieno tutte le proprie potenzialità. Per questo motivo dico sempre che siamo tutti sulla stessa barca. Ognuno ha responsabilità diverse, ma tutti dobbiamo remare nella stessa direzione. Mi auguro che il buon vento che accompagnerà le regate dell’America’s Cup possa essere anche il vento favorevole che sosterrà questo nuovo modello di sviluppo turistico che la Regione Campania sta costruendo insieme ai territori. Le ragioni per essere ottimisti ci sono e noi continueremo a lavorare con grande determinazione».

«Il messaggio che ho lanciato è semplice: le DMO non devono essere considerate soltanto uno strumento amministrativo, ma devono diventare il luogo permanente della concertazione tra istituzioni e operatori economici»

In che cosa le piacerebbe lasciare il segno come assessore al Turismo, anche segnando una discontinuità rispetto al passato?

«Credo che questa discontinuità sia già iniziata e la rivendico con convinzione. Ho voluto che nei bandi regionali prevalesse una filosofia completamente diversa rispetto al passato: quella della costruzione di un vero ecosistema del turismo, nel quale imprese, amministrazioni, associazioni di categoria, università, mondo della ricerca, sistema dei servizi e territori collaborino stabilmente per perseguire un obiettivo comune. Il turismo rappresenta la più importante leva economica della Campania e, proprio per questo, non può più essere affrontato con interventi frammentati. Occorre mettere in rete tutte le competenze, creare contaminazioni positive, favorire il dialogo tra soggetti diversi e fare in modo che tutti lavorino nella stessa direzione per la crescita del territorio. Uno degli esempi più concreti riguarda i bandi dedicati agli eventi, agli itinerari culturali e turistici. Abbiamo introdotto un criterio che in passato non esisteva: quello della contiguità territoriale. Oggi chiediamo ai Comuni di ragionare insieme, di costruire progettualità condivise, di valorizzare le vocazioni comuni e di presentarsi come destinazioni unitarie. In passato, invece, le risorse venivano spesso distribuite attraverso contributi a pioggia, senza una vera logica territoriale. Accadeva che Comuni appartenenti a realtà completamente diverse venissero associati soltanto per ottenere un finanziamento, senza alcuna visione strategica. Era un sistema che inevitabilmente disperdeva le risorse e abbassava anche il livello qualitativo della spesa pubblica destinata al turismo».

Insomma, una virata netta, mi pare di capire.

«Noi abbiamo scelto una strada diversa. Abbiamo deciso di concentrare gli investimenti su grandi opere infrastrutturali, materiali e immateriali, e su grandi eventi realmente capaci di incidere sullo sviluppo dei territori. Vogliamo valorizzare le destinazioni, i club di prodotto e le vocazioni specifiche di ogni area della Campania, evitando dispersioni e puntando sulla qualità. Sarà il tempo a dirci se questa scelta produrrà tutti i risultati che auspichiamo, ma sono convinto che il percorso intrapreso sia quello giusto. La risposta che stiamo ricevendo da parte dei Comuni, delle imprese, delle associazioni di categoria e di tutti gli stakeholder è molto positiva e dimostra che questa nuova visione è stata condivisa. L’obiettivo indicato dal presidente Vincenzo De Luca è chiaro: valorizzare in maniera integrata le fasce costiere, le isole, ma anche le aree interne della Campania, costruendo un modello turistico moderno, competitivo e capace di generare sviluppo stabile per tutto il territorio regionale».

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Un commento

  1. Si, l’asticella della bandiera bianca!
    Per certi livelli di ospitalità, l’isolano non è né preparato né competente.

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