CULTURA & SOCIETA'

“Marasma”, il racconto del manicomio dinanzi alle telecamere

Protagonista è Elena una dei pazienti della psichiatria ischitana, nel docufilm il racconto del suo passato con le fascette al braccio

La Casa Alloggio dove vive Elena, uno dei pulcini sperduti della psichiatria ischitana, si è trasformata per qualche giorno in un set cinematografico. E’ stata lei, con il suo entusiasmo da bambina, a raccontare alla troupe, davanti alle telecamere, le sue emozioni, le storie sugli anni bui e dolorosi della sua gioventù in manicomio che hanno colpito tutti e finiranno nel docufilm dal titolo Marasma.

A curare il soggetto Cinzia Lo Fazio, la regia Luigi Perelli. “Dopo tre mesi di contatti e preparazione alla fine siamo riusciti in questa bella impresa. Una troupe di qualità tutta per Elena. Due giorni di riprese e riflessioni sulla psichiatria di ieri e di oggi”. E’ questo il commento di Egidio Ferrante uno degli educatori che ha fatto da tramite per quest’importante progetto che vede più voci raccolte in giro per l’Italia. Attraverso i racconti di chi ha vissuto la triste esperienza dei manicomi si ripropone un vecchio modo di fare psichiatria. “Circa tra mesi fa mi contattò un dottore di psichiatria democratica di Napoli chiedendomi se tra i nostri c’era qualcuno che potesse raccontare.

Pensai subito a Elena, la più capace nel ricordo, quella che sta più a suo agio davanti alle telecamere”. Uno dei simboli della battaglia contro la chiusura di Villa Orizzonte, Elena, dinanzi alle telecamere era felice ed emozionata di avere una troupe solo per lei e di poter esternare quel ricordo che mai dimenticherà. “Nei due giorni di riprese – ci racconta ancora Egidio – ha raccontato delle fascette ai polsi e di tutto quello che le facevano come le pratiche forzate. Poi della sua famiglia fino ad arrivare alla vita a Villa Orizzonte. Colpiva la sua emozione, la sua lucidità. Si faceva capire nonostante il suo linguaggio colorito. Una vera star”

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