POLITICA

Mario Savio tra la Forio di oggi e domani e un sospetto: «Una regia occulta rema contro»

Il vicesindaco del Comune del Torrione a tutto campo in questa inedita e lunga intervista a Il Golfo. Parole al miele anche per la minoranza, poi però lancia un messaggio sibillino

Siamo arrivati al primo giro di boa del secondo mandato dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Del Deo. Qual è il tuo personale bilancio?

«Sicuramente è un bilancio positivo. Il cambio generazionale, con l’ingresso di diversi giovani, ha giovato ma soprattutto ha creato un gruppo più forte e compatto di prima. Tutti ricorderanno che in passato c’erano state non poche defezioni e questa era una lacuna che andava assolutamente colmata. Oggi abbiamo una compagine amministrativa unita, granitica, si lavora di più e anche meglio per il paese: a breve si cominceranno a vedere i risultati che non potranno che apportare benefici al paese».

«Tra i consiglieri di minoranza ci sono persone perbene e degne di stime. Ma credo che al di fuori ci sia una regia occulta: qualcuno non capisce (o finge di non capire) che la campagna elettorale è finita da un anno, provano a frapporre ostacoli lungo il cammino di un’amministrazione che però va avanti senza curarsene»

Quali sono i risultati che avete fin qui conseguito?

«Beh, rifacendoci alla strettissima attualità credo che sarebbe troppo facile rispondere parlando del parcheggio di Panza, di recentissima inaugurazione: tuttavia, non posso omettere di ricordare che è stata programmata lo scorso anno. Allo stato sono in corso di definizione le opere al frontespizio del Piazzale Cristoforo Colombo, poi la passeggiata di Citara (per il quale abbiamo ricevuto dalla Città Metropolitana un finanziamento di circa un milione e ottocentomila euro) ma anche il rifacimento degli spogliatoi del campo sportivo di Panza ed altri interventi tra cui un maquillage del porto di Forio per il quale abbiamo ottenuto dieci milioni di euro. Insomma, sono certo che in un paio d’anni l’immagine del paese sarà ancor più accresciuta e migliorata. Mi piace ricordare che in un arco di tempo breve quest’amministrazione è riuscita a intercettare circa venti milioni di risorse, non roba da poco».

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Ritorniamo a poco fa. Tu sei convinto assertore del fatto che questa nuova amministrazione sia molto più granitica rispetto a quella precedente.

«Non solo più granitica ma anche composta da persone che al mattino salgono in municipio e spendono le proprie energie per il paese. Faccio dei nomi ma senza per questo voler togliere nulla agli altri: penso all’assessore Angela Albano, il consigliere avvocato Miragliuolo e amici consolidati come Michele Regine, Gianni Matarese. Ma pure Gigino Patalano e Gianni Mattera, c’è insomma partecipazione alla vita amministrativa: un paese ha tanti problemi, poterli affrontare con collegialità è sempre un qualcosa di particolarmente importante e significativo».

Un quesito che ci poniamo da secoli. A Forio non si trova mai pace, il rapporto tra forze politiche diverse è sempre “cruento” e sfocia perennemente in atteggiamenti che vanno al di là della semplice dialettica politica. Hai mai provato a chiederti il perché e soprattutto a darti una risposta?

«Io ho un’idea ben precisa. Penso che alcuni soggetti che non fanno parte del consiglio comunale e neppure svolgono politica attiva non sono riusciti a digerire la sconfitta elettorale…».

Spiegati meglio.

Il cambio generazionale ha giovato all’amministrazione creando anche un gruppo più forte e compatto. Tutti ricorderanno che in passato c’erano state non poche defezioni e questa era una lacuna che andava assolutamente colmata. Oggi abbiamo una compagine amministrativa unita, granitica, si lavora di più e anche meglio per il paese»

«D’accordo. Io credo che nelle fila dei consiglieri comunali di minoranza ci siano persone assolutamente degnissime e in grado di portare un valido contributo al paese: penso a Stani Verde, Enzo Di Maio e Jessica La Vista, giusto per fare alcuni nomi. Penso però che al di fuori dei consiglieri comunali ci sia una regia occulta: qualcuno non capisce (o finge di non capire) che la campagna elettorale è finita da un anno, provano a frapporre ostacoli lungo il cammino di un’amministrazione che però va avanti senza curarsene. Ripeto, si fa evidentemente enorme fatica a metabolizzare la sconfitta elettorale. Lo ribadisco, ci sono diversi esponenti dell’opposizione che sono persone per bene, ma evidentemente si fanno coinvolgere dalla predetta regia occulta: gente, per farla breve, che non riuscendo ad arrivare al potere in modo diretto, prova a farlo per vie traverse. Ma gettare fango e veleno non fa altro che creare danno al paese».

Insomma, Mario Savio sta dicendo che a Forio esiste una lobby più o meno occulta che tende a cercare di condizionare l’operato amministrativo?

«Si, ci provano, ma senza risultati visto che noi tiriamo dritti per la nostra strada. Spero che i consiglieri di minoranza capiscano che debbano camminare con le proprie gambe, per ambire, in chiave futura, a nutrire la prospettiva di poter amministrare il paese. Ma se la regia rimane sempre quella, portando avanti la politica della diffamazione e delle denunce, ho paura che anche loro avranno vita decisamente breve. Sono sistemi che non funzionano, per governare occorre ben altro».

Non fai politica da ieri mattina, anzi. Sei attualmente vicesindaco di Forio e c’è qualcuno che pensa che – al termine del secondo mandato di Francesco Del Deo – il successore naturale per logica e pedigree potresti essere proprio tu. Cosa ne pensi?

«No, sgombro subito il campo da ogni equivoco: io non ho assolutamente l’ambizione di fare il candidato sindaco, l’ho detto diverse volte e lo ribadisco di nuovo. Però faccio parte di una compagne di amici con cui abbiamo amministrato insieme e con cui c’è un feeling particolare. Io non nutro la volontà di indossare la fascia tricolore, quanto piuttosto quella di fare qualcosa per il paese. Che questo succeda facendo il vicesindaco, il consigliere, l’assessore o qualcos’altro, credimi fa davvero poca differenza».

Quindi per il dopo Del Deo sono in tanti i “cavalli” in corsa?

«Assolutamente sì. Ci sono diversi personaggi che hanno lo spessore e le qualità per sedersi sulla poltrona di sindaco di Forio».

«Ischia sta attraversando un periodo molto negativo, sia per la congiuntura economica nazionale e internazionale, sia per la crisi che esiste sul territorio. Ma dobbiamo anche capire che qualcosa non va a livello generale, anche se tutti quanti dobbiamo darci una mossa e lavorare per risalire la china»

Il Comune Unico è una problematica sulla quale si dibatte ormai da tempo immemore. La posizione tua e foriana in genere è abbastanza chiara ed orientata negativamente. Ci spieghi perché?

«Allora, sono assolutamente contrario all’istituzione del Comune unico e al massimo favorevole alla cosiddetta unione dei servizi. Poi, certo, è ovvio che bisogna lavorare in maniera sinergica e univoca tra le sei amministrazioni comunali quando si tratta di affrontare tematiche come trasporti, nettezza urbana, sanità e tanti altri. Sei municipalità comunque continuano a farsi preferire: meglio avere il contatto diretto con il cittadino e quando si passerebbe a parlare di un Comune composto da settantamila abitanti questa prerogativa verrebbe chiaramente meno. E lo dico sinceramente, è una prospettiva che non mi alletta affatto…».

Tanti anni trascorsi in politica, posso chiederti qual è il protagonista della vita amministrativa foriana con il quale hai legato più di ogni altro?

«La figura che (eccezion fatta per Francesco Del Deo, cui sono legato da un’amicizia ormai quarantennale) ricordo con più piacere è senza dubbio quella di Gaetano Colella. A mio avviso è stato un vero leader, capace di dare tanto a Forio sin dall’alba degli anni ’80. Gode della mia stima e del mio rispetto, ha scritto pagine importanti nella storia di questo paese».

E un personaggio col quale proprio non legavi o c’era un’insanabile incompatibilità?

«Ho conosciuto tante persone in vent’anni di politica, posso dirti che quando con qualcuno non riesco a entrare in sintonia e a creare rapporti, a quel punto subentra sempre la diffidenza. Ma non ho mai nutrito astio per nessuno, nemmeno quando in quasi dieci anni sedevo tra i banchi della minoranza quando era sindaco Franco Regine».

C’è l’isola che dal punto di vista turistico sembra non sapere che strada prendere, con le idee che appaiono confuse. Secondo alcuni analisti, non averle chiare di questi tempi è un qualcosa che potrebbe rivelarsi fatale. Ma secondo te, come se la passa Ischia?

«Sono e resto fermamente contrario all’istituzione del Comune Unico. Sposo con favore invece attività ed iniziative sinergiche e pure l’istituzione dei servizi ma un’unica municipalità di quasi 70.000 abitanti di fatto cancellerebbe il rapporto umano e quotidiano tra politica e cittadini. E la cosa non mi alletta affatto…»

«Ischia sta attraversando un periodo molto negativo, sia per la congiuntura economica nazionale e internazionale, sia per la crisi che esiste sul territorio. Ma dobbiamo anche capire che qualcosa non va a livello generale, anche se tutti quanti dobbiamo darci una mossa e lavorare per risalire la china. Magari cercando nuovi mercati come quello olandese, tanto per dirne uno. Albergatori, tour operatori e amministrazioni (non solo comunali, ma anche provinciale e regionale) devono davvero munirsi di idee e progettualità valide e mettere il piede sull’acceleratore».

Però è giusto dire che dovremmo tenere il territorio un po’ più ordinato. Ormai sembra di sbarcare in una metropoli…

«Il traffico è uno dei punti negativi dell’isola, non è possibile che ogni famiglia disponga di due o tre vetture. Andrebbero fatti dei sacrifici, specie in estate: da luglio a settembre, oggettivamente Ischia è invivibile, un turista non può trovare uno scenario simile a quello delle città. Quest’impatto negativo ha conseguenze facilmente immaginabili».

Ma per il futuro sei ottimista o pessimista?

«Io sono ottimista per natura, per vocazione: ma voglio invitare tutti a darsi da fare e rimboccarsi le maniche. Piangersi a dosso è un alibi, e nemmeno serve a nulla».

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