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Massimo Bottiglieri, il capitano di Ischia porta l’Italia al mondiale di pesca

Cinque titoli italiani, una squadra nata sull’isola e un mare che diventa linguaggio universale. Massimo Bottiglieri guida Ischia e l’Italia verso il Mondiale di pesca d’altura in Costa Rica, tra sport sostenibile, identità territoriale e una sfida che va oltre la competizione: portare un’isola nel mondo senza perdere la rotta.

Dietro il volto sorridente e lo sguardo vigile che molti isolani conoscono, si nasconde una storia fatta di curiosità, ambizione e amore autentico per la vita.

Massimo Bottiglieri non è soltanto un campione italiano di pesca d’altura – con cinque titoli personali all’attivo – ma anche un imprenditore profondamente radicato nel tessuto sociale di Ischia.

La sua è una storia che affonda le radici nel tempo. La Gioielleria Bottiglieri è legata all’isola dal 1962, quando i genitori di Massimo, insieme alla sorella Marina e al fratello Marco, hanno proseguito una tradizione avviata negli anni precedenti, unendo arte, qualità e cultura del lusso. Un patrimonio familiare fatto di passione, competenza e visione.

Proprio la visione è ciò che ha sempre contraddistinto Massimo. Ancora giovane, ha girato il mondo alla ricerca di orologi e pezzi unici, partecipando alle più prestigiose aste internazionali. Dopo importanti esperienze nel settore orafo, è tornato a Ischia insieme alla moglie Teresa, con la quale ha costruito non solo una famiglia solida e affiatata, celebrando da poco 25 anni di matrimonio, ma anche una presenza culturale e sociale riconosciuta e apprezzata sul territorio.

Cinque titoli italiani, una vita divisa tra mare e impresa, e una rotta che da Ischia arriva fino al Mondiale di pesca in Costa Rica. Il ritratto di Massimo Bottiglieri, un capitano che porta l’isola oltre i suoi confini.

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La sua notorietà va ben oltre la pesca sportiva. Negli anni, Massimo Bottiglieri si è impegnato anche nella valorizzazione del patrimonio culturale dell’isola, come nel progetto di recupero della storica Villa La Colombaia, dimora legata al nome di Luchino Visconti. Un’iniziativa complessa, attraversata da difficoltà e vicende giudiziarie, ma che ha contribuito a riportare attenzione e luce su uno dei luoghi simbolo dell’eredità culturale ischitana, confermando la volontà di mettere la propria esperienza al servizio della comunità.

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Abbiamo incontrato Massimo Bottiglieri il 31 dicembre, capitano del team “Ticket to Ride”, pronto a portare Ischia e l’Italia dal cuore del Mediterraneo fino al Campionato del Mondo di pesca in Costa Rica.

  • Massimo, cosa significa guidare un team come “Ticket to Ride”?

«Guidare il team è molto più che coordinare la pesca. Significa condividere una passione, trasmettere esperienza e motivazione, e mantenere lo spirito di squadra anche nei momenti più difficili. Ogni uscita in mare è una lezione di vita: pazienza, osservazione, tecnica… e soprattutto fiducia reciproca. Il nostro team fa parte dell’ASD Ischiafishing ed è composto da me, in qualità di capitano, insieme a Gabriele Varrella e Giovanni Trombetta».

  • Cinque titoli italiani sono un risultato eccezionale. Esistono altri team con un palmarès simile?

«Nella traina d’altura, sinceramente, non credo ci siano altri team con cinque titoli italiani, almeno negli ultimi trent’anni.
Se siamo bravi? Non lo so. Credo che siamo molto fortunati, ma sicuramente abbiamo tanta esperienza e una grande passione. In queste competizioni nessun dettaglio va sottovalutato, ed è forse questo che alla fine fa la differenza
».

  • Che ricordo conservi della vittoria al Campionato Italiano?

«È stata una gioia immensa, il momento in cui anni di sacrifici e dedizione si sono trasformati in successo. Non è solo il titolo a contare, ma il percorso che porta fin lì: allenamenti al largo, strategie studiate nei minimi dettagli, notti insonni a preparare le attrezzature. E poi la soddisfazione di vedere Ischia riconosciuta come protagonista della pesca sportiva italiana».

In un tempo che corre veloce, questa storia parla di continuità, responsabilità e appartenenza. Perché arrivare lontano ha senso solo se si sa da dove si parte.

  • Puoi spiegarci in cosa consiste la pesca d’altura?

«La pesca d’altura è una disciplina molto tecnica, dedicata a specie che vivono al largo, come tonni, alalunghe, aguglie imperiali, pesci spada, lampughe e tonni striati. È una pesca profondamente rispettosa dell’ambiente: tutti i pesci catturati vengono filmati, in alcuni casi misurati, e poi immediatamente rilasciati».

  • Cosa significa per te rappresentare Ischia e l’Italia al Mondiale in Costa Rica?

«È un onore enorme. Andremo a portare il nome della nostra isola e del nostro Paese in un contesto internazionale, tra centinaia di team provenienti da tutto il mondo. Per me e per il team – composto da Gabriele Varrella, Giovanni Trombetta, Luigi Romeo e Vincenzo Marino – è una grande sfida, ma anche un’occasione di crescita, di confronto e di visibilità globale per Ischia».

  • Come vi state preparando a un evento così lontano e complesso?

«Ogni dettaglio è fondamentale: conoscere il mare locale, le barche, le attrezzature specifiche, organizzare voli, trasferimenti e logistica. La pesca d’altura non è solo sport: è strategia, organizzazione e capacità di adattamento, un vero test di professionalità e passione.

Al momento abbiamo il sostegno di un piccolo sponsor, ma per affrontare questa straordinaria avventura al meglio stiamo cercando partner visionari. La maggior parte delle gare che organizziamo prende vita grazie al supporto di sponsor privati, mentre le amministrazioni locali ci hanno sempre affiancato con entusiasmo.

Immaginate la possibilità di associarvi a un progetto internazionale dove Ischia diventa il palcoscenico per pescatori provenienti da tutto il mondo: appassionati, esperti e con elevata capacità di spesa, persone che apprezzano l’eccellenza e investono nelle migliori esperienze di pesca e lifestyle. Coinvolgere investitori stranieri significa non solo visibilità globale, ma anche l’opportunità di posizionare il vostro brand accanto a un pubblico esclusivo, inserendosi nei grandi circuiti mediatici internazionali.

Per noi è un passo decisivo: trasformare una sfida sportiva in una vetrina globale per Ischia, per i pescatori e per i nostri partner».

  • Quanti soci conta oggi l’ASD Ischiafishing e di cosa si occupa?

«L’associazione conta circa 100 soci, tra iscritti e partecipanti attivi. Oltre all’attività agonistica, organizziamo eventi sportivi di livello nazionale, come le finali dei Campionati Italiani di pesca d’altura.
Durante la settimana delle finali arrivano sull’isola circa
300 persone, tra atleti e familiari. È un appuntamento che organizziamo quasi ogni anno da circa otto anni, presso la Marina di Forio».

  • Questi eventi hanno anche un impatto turistico sull’isola?

«Assolutamente sì. L’organizzazione di eventi sportivi ha una ricaduta concreta e positiva sul territorio. Il nostro obiettivo è crescere ancora, puntando su eventi internazionali.
Proprio in questi giorni sono in contatto con la più grande organizzazione americana di eventi sportivi legati alla pesca. L’idea è organizzare insieme il più importante evento di pesca del Mediterraneo, portando a Ischia pescatori da tutto il mondo, in particolare dagli Stati Uniti. Sarebbe un’occasione straordinaria per far conoscere l’isola a un pubblico nuovo e inserirla nei grandi circuiti mediatici internazionali
».

Bottiglieri mostra come lo sport possa diventare strumento di crescita internazionale e valore condiviso per il territorio. L’evento rappresenta un’opportunità unica per sponsor visionari: visibilità globale, accesso a un pubblico esclusivo e inserimento nei principali circuiti mediatici internazionali. Trasformare la pesca sportiva in una vetrina mondiale per Ischia significa coniugare eccellenza, turismo e promozione del territorio.

  • Guardando al futuro, qual è il tuo sogno?

«Vorrei continuare a far crescere Ischia come polo internazionale della pesca sportiva, portando eventi capaci di attirare pescatori e turisti da tutto il mondo. Sogno un Mediterraneo in cui Ischia sia conosciuta non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua cultura marina e sportiva, e dove i giovani possano imparare dalla nostra esperienza e dalla nostra passione».

In un tempo in cui tutto sembra consumarsi in fretta, la storia di Massimo Bottiglieri ci ricorda che il valore vero nasce dalla continuità, dalla pazienza e dalla capacità di restare fedeli a ciò che si ama. Il mare non regala scorciatoie: chiede rispetto, studio, silenzio e responsabilità. Le stesse qualità che servono per costruire un’impresa, una famiglia, una comunità.

Portare Ischia fino a un Campionato del Mondo non è soltanto una sfida sportiva. È un gesto di appartenenza, un modo concreto di dire che anche da un’isola si può parlare al mondo, senza alzare la voce, ma tracciando una rotta chiara.

E forse è proprio questo il messaggio più forte: non conta quanto lontano si arriva, ma come si sceglie di arrivarci. Con rispetto, passione e la consapevolezza che ogni traguardo ha senso solo se riesce a restituire qualcosa al luogo da cui si è partiti.

Il ritratto

Bottiglieri e il suo team: protagonisti azzurri!

Ischia può vantare in Massimo Bottiglieri non solo un atleta di alto livello, ma un vero uomo di mare. Figlio dell’isola, Bottiglieri ha trasformato la sua passione in una carriera che unisce sport, imprenditorialità e amore per l’ambiente marino. Capitano della Nazionale italiana di pesca sportiva e anima dell’ASD IschiaFishing, rappresenta un punto di riferimento per chi sogna di fare della pesca agonistica una professione.

Professionista rigoroso, Bottiglieri conosce ogni dettaglio del mare isolano: correnti, fondali, venti e rotte non hanno segreti per lui. Questa esperienza tecnica si unisce a una capacità imprenditoriale rara: oltre a guidare il team nelle competizioni nazionali e internazionali, organizza eventi di traina d’altura e gestisce l’ASD IschiaFishing, promuovendo il territorio e la pesca sportiva italiana. Tra i suoi eventi di punta il Campionato Italiano di Traina d’Altura a Forio e il prestigioso Big Fish Tournament di Ventotene, manifestazioni che uniscono sport, turismo e sostenibilità.

Ma Bottiglieri è prima di tutto un uomo di squadra: accanto a lui, atleti come Gabriele Varrella, Giovanni Trombetta, Luigi Romeo e Vincenzo Marino condividono allenamenti, strategie e successi, formando un gruppo compatto e coeso. La sua leadership si basa sull’esempio, sulla disciplina e sul rispetto reciproco, qualità che fanno di lui un vero capitano dentro e fuori dall’acqua.

Imprenditore e promotore, Bottiglieri lavora costantemente per diffondere una cultura della pesca responsabile e sostenibile, educando i giovani al rispetto del mare e alla passione per questo sport. La sua visione combina tecnica, etica e amore per il territorio, rendendo ogni gara una dimostrazione di competenza e orgoglio isolano.

Ogni volta che la sua barca prende il largo, Massimo Bottiglieri porta con sé l’anima di Ischia: un legame profondo tra uomo, mare e comunità, fatto di esperienza, sacrificio e passione autentica. Un profilo che è esempio di come talento, lavoro e cuore possano navigare insieme verso il successo.

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