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LE OPINIONI

Mattera tuona: Caso Siena, basta con le falsità

L’architetto interviene nuovamente sulle colonne de Il Golfo ribattendo punto su punto ad una serie di contestazioni e affermazioni sulla realizzazione del parcheggio. E noi lanciamo la proposta: un tavolo di confronto tra le parti

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO

Sono riottoso al confronto? Sì. Il motivo? Basta leggere la controreplica di Borgogna alle mie precisazioni in ordine alla vicenda delle Siena. Non mi aspettavo certamente un grazie per aver tentato di rispondere a legittimi quesiti e dubbi posti dall’opinione pubblica, ma almeno una piccola riconoscenza da parte di chi aveva sollevati tali dubbi per avere appreso qualcosa che fino ad allora era oscura, ma non per motivi di occultamento, ma per semplice mancata conoscenza di elementi tecnici.

Sono riottoso al confronto per il semplice motivo che, scusatemi per la presunzione, dopo 37 anni di professione, di cui oltre venticinque passati a guidare una piccola società d’ingegneria composta da ingegneri, architetti, geologi, archeologi, economisti, oltre a fornire consulenza per imprese quotate in campo nazionale, non posso confrontarmi tecnicamente con chi della materia è completamente all’oscuro. Il “mestiere” di ingegnere è complicato, figurarsi quello dell’architetto. C’è sempre un geometra che ne capisce più di ingegneri e architetti, c’è sempre un capomastro che ne sa più di geometri, ingegneri e architetti, e ci sarà sempre un manovale che ne capirà sempre di più dei capomastri, geometri, ingegneri e architetti. Facebook docet.

Nonostante ciò voglio provare a fare un ultimo sforzo, e giuro che sarà l’ultimo, per cercare di far comprendere alcuni concetti che risultano, evidentemente, di difficile comprensione.

Se si continua ad affermare che un componente della commissione del paesaggio aveva espresso parere negativo al progetto, e con questo si ritiene che il parere della restante parte è di conseguenza illegittimo, siamo alla morte della democrazia. La commissione del paesaggio esprime il proprio parere che viene riportato nella relativa autorizzazione, come ho provveduto a rendere noto. Se il parere è reso all’unanimità o a maggioranza non è dovuto sapere in quanto le riunioni sono coperte da segreto e i relativi verbali sono sottratti alla pubblica consultazione ed accessibili solo per motivi di giustizia. Questo anche per tutelare coloro che in sede di riunione esprimono un parere contrario a quella della maggioranza. Chiarito ciò, se vogliamo ragionare alla “Travaglio” dove conta il capo d’imputazione del PM e non la sentenza di assoluzione del tribunale, non ritengo di aderire a questa impostazione. Concludendo il concetto, se un componente della commissione del paesaggio vuole rendere noto il proprio parere al difuori dei lavori della commissione, sommessamente penso che stia violando la norma di riservatezza a cui deve sottostare. Ho dimostrato che il parere della commissione non contiene nessuna prescrizione né tantomeno osservazioni sui famigerati pannelli fotovoltaici, ma evidentemente ciò non basta, e Borgogna continua falsamente ad affermare che la commissione ha espresso questo parere negativo. Questo riguarda un aspetto non tecnico, e nonostante ciò riesce di difficile comprensione, figuriamoci quando tra poco affrontiamo questioni tecniche. Infatti, e qui entriamo nel difficile, quando leggo testualmente Che non risponda al vero che i pannelli fotovoltaici saranno ricoperti di verde ma che verde sarà invece il pergolato su cui verranno incorporati i pannelli colorati di grigio, non cambia la sostanza delle critiche, anzi l’aggrava”. È qui che si complicano le cose. Quando parlo di pergolato verde con un tecnico è immediata la percezione di quanto affermo. Sto parlando di una struttura, vuoi in legno, vuoi in acciaio o altro materiale, che servirà di supporto a piante rampicanti, se poi queste piante avranno fiori rossi, lilla o gialli, poco importa, ma non sto parlando di una struttura dipinta di verde come ha inteso il Borgogna. Se d’altro canto, sempre con il mio interlocutore tecnico parlo di pannelli fotovoltaici, questo immediatamente sa che il colore dei pannelli è di colore scuro, di solito nero o blu e non grigio. Il grigio a cui mi riferivo, e l’ho scritto chiaramente, era la campitura (forma geometrica la cui area è evidenziata mediante linee o colori)

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che è stata riportata sul grafico per il posizionamento dei pannelli e non il colore dei pannelli. Non capisco perché è “Insostenibile poi quanto affermato da Mattera sul “minuscolo impianto fotovoltaico, di poche decine di metri quadrati”. Anche i bancari sanno che a nulla servirebbe un impianto sottodimensionato rispetto al fabbisogno energetico della struttura”.

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Il nostro ingegnere impiantista (che non è bancario) mi assicura che la potenza prodotta è sufficiente al fabbisogno del parcheggio. Fornisco al Borgogna un piccolo dato così, visto che è esperto di impianti può fare le proprie verifiche. La superficie del parcheggio e sala è di circa 3.700 mq. La campitura in grigio è la superficie occupata dai pannelli che producono la potenza necessari alla bisogna.

Penso che sulla scorta delle sue conoscenze tecniche sia in grado ricavare la superficie dei pannelli e la relativa potenza. Per quanto riguarda la conoscenza tecnica del Borgogna, devo ricredermi almeno su un punto. Resto sbalordito che egli, da una rappresentazione costituita da una foto di piccole dimensioni di un disegno lungo circa un metro, riesca a percepire che l’area del parcheggio sia in terra battuta. A nulla servirebbe affermare il contrario, evidenziando che l’area di parcamento delimitato dalle strisce dei posti auto non erano tracciate con il gesso come si usa per i campi di calcio in terra battuta.

In riferimento “alle sorgenti termali che sarebbero state sconvolte, è materia ancora tutta da accertare”, ci farebbe sapere da chi dovrebbero essere accertate, visto che sul cantiere è intervenuta l’ARPA Campania per ben quattro volte, la stazione Anton Dohrn ben due volte, e tutte le analisi hanno confermato, come d’altronde era noto sia dai sondaggi geognostici che li c’era acqua di mare. A proposito dei sondaggi, ciò che afferma il Borgogna in merito al fatto che “il progetto aveva, a supporto, la relazione geologica di una stagista dell’Università di Roma, senza titoli accademici e con scarsa esperienza specifica” e che “Non c’erano studi seri e sondaggi” costituisce una dichiarazione grave e calunniosa basata sul nulla e frutto di reazioni irrazionali ad evidenti strafalcioni dettati dalla totale incompetenza in materia. Il progetto per legge, per conseguire la prescritta autorizzazione sismica deve essere supportata da idonei sondaggi e prospezioni sismiche. Gli studi effettuati sull’area sono stati redatti da ben tre geologi. Non sto ad elencarvi le tipologie di indagini effettuate per non tediare il lettore. Basti pensare che sono state effettuate oltre 20 trivellazioni a varie profondità e c’è un decreto della Regione Campania, preceduto da uno screening ambientale (valutazione d’incidenza), che ha autorizzato lo sversamento del materiale proveniente dallo scavo sugli arenili del comune d’Ischia attestandone la piena compatibilità. Il geologo che ha firmato la relazione è il dott. Francesco Martone, noto nell’ambiente, ed all’epoca titolare della PLP Group, una delle aziende di geotecnica più grande del mezzogiorno. Consultare internet per le referenze.

Infine, spero che si comprenda la mia riottosità a partecipare a questo tipo di dibattito, dove trovo estrema difficoltà di comunicazione proprio per l’impossibilità di confrontarsi su un terreno comune. Fu questo l’ultimo mio intervento sulla stampa locale nel lontano 2007, proprio sulle pagine de Il Golfo, dove manifestavo la difficoltà del dialogo al difuori di un linguaggio comune. Ho tenuto duro per 14 anni e non sono più intervenuto sulla stampa locale. L’ho fatto pensando che qualcosa nel frattempo fosse cambiato. Evidentemente no. So che comunque i lettori in futuro non noteranno la mia assenza.

Concludo con la promessa di non tediare più i lettori de Il Golfo con le mie esternazioni, ribadendo la nostra opposizione all’accesso agli atti per i quali saremo chiamati ad esprimere il nostro parere, e, nel contempo, confermiamo la massima disponibilità ad illustrare il progetto in qualsiasi momento e sede, disponibilità che abbiamo già manifestato da tempo.

ARCHITETTO PINO MATTERA

RISPONDE GAETANO FERRANDINO – Nell’ospitare volentieri le nuove precisazioni dell’architetto Mattera, e nell’attesa di eventuali ed ulteriori controdeduzioni, Il Golfo si fa promotore di un incontro per illustrare il progetto e mettere dinanzi a un tavolo di discussione le due parti che attualmente, come si nota dagli interventi pubblicati nei giorni scorsi, hanno idee e opinioni evidentemente divergenti. Cominceremo a sondare il terreno nella speranza di poter riuscire a fare sintesi già dopo Ferragosto.

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corry54

Oramai il caso SIENA è diventato la barzelletta sull’Isola.Una costruzine che è stata battezzata sbagliata, e strada facendo si è peggiorata con tonnellate di cemento , che provocheranno più danni che servizi all’isola.Ottimi ingegnieri-architetti, ottimi amministratori di Ischia ha nno formato un Cocktail di misticanza del peggio del peggio, ma si pagherà, non sono Nostradamus, ma usccederà che il tutto si affosserà, e l’isola si approprierà die suoi spazi.

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