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MATTINATE DI FASCINO AD ISCHIA PONTE PER LA CONTINUA FESTA DEL PESCE

DI MICHELE LUBRANO

Ormai il mercato ittico locale, per la sua parte più viva e originale, ha cambiato destinazione. Le pescherie attrezzate a norma, pare stiano precipitando in un ruolo secondario di fronte ad un certo tipo di concorrenza che viene direttamente dal mare.  Qualche tempo fa,  sollevammo il problema  gettando un po’ di benzina sul fuoco al fine di pungolare una categoria, quella dei pescivendoli con tanto di licenza, che subendo la vendita in libertà del pescato sulle banchine da parte dei pescatori in proprio, ne avrebbero tratto solo danni. Era questa la nostra visione, suffragata per altro  anche da qualche giustificato sfogo di più di un interessato rimasto anonimo, esternata in favore delle pescherie a solo titolo di giustizia commerciale. A tale proposito, con nostra sorpresa i titolari delle pescherie di Ischia si affrettarono a mettere in chiaro la propria posizione, affermando di non subire nessuna concorrenza  dalla diversa vendita del pesce e aggiungendo addirittura la solidarietà propria ai pescatori in buona parte anche loro fornitori. Quindi, contente le pescherie, contenti tutti. Detto questo, e sicuri anche di non urtare più la suscettibilità dei titolari delle pescherie in gioco, vale la pena soffermarsi su ciò che realmente accade di buon mattino e nel tardo pomeriggio di ogni giorno sulle varie banchine dell’isola, da Sant’Angelo a Forio, da Lacco Ameno a Ischia. Al riguardo, i poli di maggiore attrazione rimangono il vecchio pontile e la banchina del Piazzale aragonese a Ischia Ponte dove, quotidianamente, di buon ora, specie quando le mattinate sono radiose, si riversa  un gran numero di persone che fanno ressa di fronte alle barche, per non perdere la possibilità di accaparrarsi il pesce migliore: dallo scorfano di scoglio alle perchie, dal sarago al coccio colorato, fino ai calamari ed ai polipi vivi, per non parlare poi del pesce azzurro di vario tipo. Senza dubbio è uno spettacolo di persone che comprano, di voci che aleggiano nell’aria e ti trasmettono impulsi piacevoli, di volti marcati dalla fatica degli  improvvisati pescivendoli, con la qualifica di pescatori che ti invitano a scegliere e contrattare il prezzo. A tutto ciò si aggiunge  la freschezza climatica del mattino, i colori della natura, il profumo dell’azzurro mare, la varietà dei pesci che sembrano parlarti e la presenza delle stesse barche a tinta varia, che sembrano intrattenerti a una festa che si ripete anche la mattina seguente e ancora quella dopo, guardando sempre innanzi, senza interruzione in questo caldo mese di luglio che già chiama il mese fratello agosto., Alla luce di tutto quanto, ora si hanno tutte le ragioni per inneggiare alla festa del pesce in una location, il Borgo Antico di Ischia Ponte, che presenta tutte le caratteristiche naturali, architettoniche e scenografiche adatte per essere èpsizionato al primo posto fra le nuove destinazioni dove si pratica la vendita diretta del pesce appena pescato, dal pescatore al privato compratore. La gente è felice di vivere un’ora alla ristoratrice frescura del primo mattino e godersi lo scenario in cui si sente pienamente immerso. Lo spettacolo, vivo e  affascinante nel suo genere, è assicurato dalla presenza delle numerose  barche attaccate alla banchina, l’una di fianco all’altra, quasi a formare un palcoscenico colorato galleggiante ove viene rappresentata la sceneggiata popolare del più antico ed esaltante teatro napoletano dove grida, gesti, movenze ti riportano indietro nel tempo, quando proprio sul marina del Borgo di Celsa, l’attuale piazzale aragonese, le popolane ischitane accoglievano festanti i proprio figli, mariti e padri pescatori con le proprie barche di ritorno da una fortunata pesca. Alcuni storici del passato, hanno provato a descrivere dal vivo  la scena, che noi qui oggi abbiamo immaginato ed accostata   ad un’autentica forma di vita, che all’epoca caratterizzava  l’essere sociale di quel popolo. Pittori e poeti hanno rappresentato e cantato lo scenario naturale della Marina del Borgo, dal Castello a Punta Molino, dalla Torre di Michelangelo a Cartaromana, raffigurando volti  e modo di vivere, mezzi e forme d’uso di una civiltà che col mutar dei secoli è giunta ai giorni d’oggi manifestandosi negli stessi identici luoghi con gli eguali segni delle proprie origini. Il piazzale Aragonese con la sua banchina e le barche da pesca ad essa attaccate, oggi e  il Borgo di Celsa con la sua Marina e le barche da pesca a riva, ieri. Un raffronto suggestivo di due diverse epoche, in cui i luoghi ed i protagonisti sono le pietre miliari di un racconto storico che si riflette sulle inequivocabili realtà di oggi. La Festa del Pesce sulle barche accostate in filiera al vecchio pontile ed alla banchina del Piazzale Aragonese ad Ischia Ponte, le numerose persone, fra uomini e donne, che si accalcano d’avanti alle barche con il gesto indicatore e la voce quasi imprecante verso il pescatore-venditore di preferire quella partita di pesce anziché l’altra, è la dimostrazione di una certa scelta  popolare di preferire meno le pescherie e di più la vendita del pesce direttamente sulle barche dove tra l’altro si ha la certezza di acquistare pesce freschissimo pescato qualche ora prima e non pesce vecchio di un giorno. Ormai ci si trova di fonte ad un fenomeno nuovo che aumenta di proporzioni sempre di più. Volerlo fermare, non si può. I pescatori che si accostano alla banchina  con la propria barca per vendere il pescato appena catturato, hanno la legge dalla loro parte. Però, attenzione: se non è più “guerra del pesce”, già da oggi il fenomeno può trasformarsi in “guerra dei prezzi”. La spietata concorrenza per le pescherie, può venire direttamente dal mare.

 

                                                                                                 michelelubrano@yahoo.it

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