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Maxi giro di fatture false, oggi la prescrizione?

Potrebbe essere dichiarata già oggi l’avvenuta prescrizione dei reati contestati agli oltre cinquanta imputati nel maxi processo per un presunto giro di fatture false. Un processo che ha coinvolto diversi professionisti e imprenditori dell’isola d’Ischia e che dopo tanto rumore si avvia a concludersi con un nulla di fatto per le accuse mosse dalla Procura, destinate appunto a cadere sotto i colpi della prescrizione. Questo è quello che presumibilmente accadrà per la gran parte dei cinquantadue imputati. Nell’udienza svoltasi il 23 novembre dello scorso anno, uno degli avvocati difensori – l’avvocato Michelangelo Morgera (legale di fiducia dell’imputato Giovanni Castiglione) – aveva chiesto lo stralcio e la definizione della posizione per il proprio assistito, per il quale i reati erano da dichiararsi prescritti. Altri difensori seguirono questa strada avanzando analoga richiesta. Risultato: oggi la quasi totalità degli imputati uscirà, salvo imprevisti, da questo delicato processo con la formula della prescrizione, evitando così guai peggiori che presumibilmente senza questo “salvagente temporale” sarebbero potuti arrivare, almeno per qualcuno dei soggetti coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Napoli.

Il processo si incardinò sulla base delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza su un giro di false fatture emesse e contabilizzate per operazioni inesistenti, al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto.  Secondo l’accusa, diverse società edili documentavano operazioni edilizie, in realtà mai effettuate, allo scopo di favorire alcuni imprenditori del settore turistico e alberghiero, che potevano poi dimostrare una diminuzione degli utili d’impresa, pagando così al fisco molto meno del dovuto, per un totale di diversi milioni di euro, considerando anche il mancato versamento dell’Iva. L’enorme documentazione raccolta dalla Guardia di Finanza, secondo il pubblico ministero, avrebbe dimostrato l’effettiva realizzazione dello scopo. Le difese degli imputati, per quanto riguarda gli imprenditori e i rappresentanti legali d’imprese commerciali e alberghiere, rivendicavano l’effettiva realizzazione degli interventi edilizi rappresentati nei documenti contabili, ribadendo non soltanto l’assoluta liceità degli accordi presi con le società edili coinvolte, ma anche la necessità materiale di tali interventi, praticamente obbligati per garantire la sicurezza e la manutenzione delle strutture.

Tali asserzioni venivano corroborate da una corposa mole di documenti che illustravano le varie fasi delle trattative, compresi i vari iter per la richiesta e il conseguimento delle indispensabili autorizzazioni per la redazione dei progetti riguardanti gli interventi necessari, oltre al saldo delle somme dovute, documentate da riferimenti dei conti correnti e copia degli assegni. Dal canto loro, invocando errori interpretativi sorti durante le indagini, i difensori delle imprese edili coinvolte ribadivano l’assoluta liceità di tutte le operazioni. Un processo complicato e ipertrofico che, ricordiamo, coinvolge oltre cinquanta imputati (e relative difese), tra i quali diverse note personalità isolane nel campo dell’industria alberghiera e del commercio, inizialmente incardinato a Napoli ma che fu poi assegnato alla sezione distaccata di Ischia.

Francesco Ferrandino

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