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Nuovo maxisequestro di droga a Ischia, tre arresti: in manette anche il “bombolaro”

Fossimo in tutti gli attori della vita isolana – siano essi appartenenti al mondo politico, associazionistico, sociale ecc. – cominceremmo davvero a preoccuparci. E a renderci conto che pian piano stiamo ignorando completamente un fenomeno che ormai è letteralmente scoppiato e rischia di minare alla radica la nostra comunità ed in particolare i nostri giovani, facilmente attirabili dalle sostanze stupefacenti. Perché sono scattate nuovamente le manette ai polsi di tre persone, ma soprattutto perché sono stati posti sotto sequestro altri 600 grammi di droga. Che, sommati al chilo e duecento grammi dei giorni scorsi, fanno quasi due chili di roba nello spazio di meno di una settimana. Se non è allarme questo, ci manca davvero poco.

Entrambe le operazioni hanno visto impegnati i carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Andrea Centrella, e gli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile coordinati dal maresciallo Sergio De Luca. La prima ha avuto come location il porto di Casamicciola. I militari dell’Arma tenevano d’occhio da diverso tempo un 40enne napoletano che si recava spesso sull’isola, all’apparenza insospettabile  e non a caso anche incensurato. Ma che, secondo gli inquirenti, era un fornitore di riferimento per molti pusher di casa nostra. L’uomo è sceso dall’aliscafo della Snav ed è stato immediatamente bloccato. Sottoposto a perquisizione personale, addosso è stato trovato un quantitativo pari a 500 grammi di marijuana che il soggetto – originario del Rione Traiano – aveva occultato sotto gli abiti che indossava. Condotto in caserma, veniva sottoposto agli adempimenti di rito prima di essere tradotto presso il carcere di Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Ben più complessa invece l’attività che ha portato a far scattare le manette ai polsi di una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, ossia Vincenzo Mazzella, alias “il bombolaro”. Il 45enne attualmente è sottoposto all’obbligo di firma ed è marcato stretto dai carabinieri, che però notavano come lo stesso rappresentasse – anche in determinati discorsi – sempre un punto di riferimento per i tossici isolani. Ritenendo impossibile che potesse custodire droga in casa, gli uomini del cap. Centrella intuivano che qualcuno gli faceva da sponda. I sospetti sono caduti su un 28enne venezuelano, impiegato presso un negozio di via Acquedotto, che spesso si incontrava proprio con il Mazzella. La svolta è arrivata nel pomeriggio di ieri. Il noto pregiudicato è arrivato a casa di A.P. rimanendone all’interno mentre il ragazzo di origine sudamericana si allontanava. I carabinieri lo bloccavano e di lì a poco il suo “compare” gli chiedeva di raggiungerlo. E’ stato a quel punto che gli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile hanno fatto irruzione bloccando il bombolaro. Nell’abitazione c’era – su un tavolo – un quantitativo di cocaina pari a cento grammi. Veniva fermato di napoli 500 grammi destinati ai pusher dell’isola, unitamente a ritagli di buste della spesa a forma circolare che sarebbero servite per realizzare le cosiddette “bombette” e gli accendini necessari per termosigillare lo stupefacente. Condotti in caserma, anche per loro è scattata la traduzione a Poggioreale, dove resteranno in attesa dell’udienza di convalida che dovrebbe svolgersi nella giornata odierna.

Gaetano Ferrandino

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