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Memorabile tre giorni di Santi

 

Edificante finale nella tregiorni del mese di aprile con tre consecutive ricorrenze che rappresentano l’immutabile Fede nella sintesi di tre Santi esemplari da sottolineare ed additare all’oblio della nostra epoca smarrita e senza i Valori fondanti di San Luigi Grignion de Montfort (sabato 28), di Santa Caterina da Siena Patrona d’Italia e d’Europa, e di Papa San Pio V al quale in visione venne comunicata dalla Vergine del S.Rosario la vittoria di Lèpanto contro il pericolo dei turchi musulmani il 7 ottobre 1571. Diamo, pertanto, uno sguardo significativo a questa splendida triade di Santità. Il primo: San LUIGI MARIA GRIGNION de MONTFORT, Rennes in Francia (1673-1716), secondo di diciotto figli, padre avvocato, compie gli studi umanistici, filosofici e teologici alla Sorbona ed a 27 anni riceve l’ordinazione sacerdotale: si dedica al riscatto spirituale del popolo, rianimandone la Fede e difendendone la pietà contro gli attacchi giansenisti e protestanti nella nativa Bretagna e in Vandea, fondando i missionari della “Compagnia di Maria” (Congregazione di Sacerdoti Monfortani tuttora operanti) e delle “Figlie della Sapienza”. Papa Clemente XI lo nominò missionario apostolico e gli regalò un crocifisso che Luigi Maria portò sempre con sé fino alla morte avvenuta a 43 anni. Il successo delle sue iniziative è grande, ma grandi anche le ostilità (dall’interno della stessa Chiesa e dall’esterno) e le prove affrontate, anche attentati. Famose le sue opere scritte e scampate alla distruzione nemica: Trattato della vera devozione alla Santa Vergine, L’amore dell’Eterna Sapienza, Il segreto di Maria, Il segreto ammirabile del Santo Rosario. Fu canonizzato il 20 luglio 1947 da Papa Pio XII e il Papa San Giovanni Paolo II ne era particolarmente devoto, tanto che come suo motto scelse le parole “Totus tuus” che derivano proprio dal “Trattato” del Montfort come spiegò lo stesso Sommo Pontefice. Il secondo: Caterina Benincasa, conosciuta come SANTA CATERINA da Siena (25.03.1347-Roma 29.04.1380), ventiquattresima di 25 figli di un tintore di panni, pur semianalfabeta è stata religiosa domenicana, filosofa, teologa e mistica: è stata dichiarata ‘Dottore della Chiesa’ da Papa Paolo VI, proclamata Patrona d’Italia nel 1939 da Papa Pio XII (assieme a San Francesco d’Assisi) e Compatrona d’Europa da Papa San Giovanni Paolo II il primo ottobre 1999; l’Arcidiocesi Ordinariato Militare per l’Italia riconosce Santa Caterina come Patrona della Croce Rossa Italiana e assistenza spirituale alle Forze Armate. Fu chiamata Maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui illustri professori universitari; fu ricevuta ed ascoltata da Papi (si recò ad Avignone e convinse il pontefice Gregorio XI a riportare dopo 70 anni la sede papale a Roma dalla nota “Cattività avignonese”); contribuì a risolvere dispute politiche (381 lettere manoscritte) presso sovrani, condottieri, letterati, tanto che Papa San Giovanni Paolo II la definì “Messaggera di pace”, “Donna di pace” e “la Mistica della politica”. Frenetica la sua attività quotidiana a favore dei poveri e degli ammalati in S.Maria della Scala a Siena: dormiva due ore per notte e digiunava (ricevette le stimmate), per cui indebolita dalla incredibile mole di lavoro morì a Roma il 29 aprile 1380 a soli 33 anni (antesignana di S.Madre Teresa di Calcutta). Il terzo santo: San Pio V (il piemontese Antonio Ghislieri), teologo ed inquisitore domenicano, onesto, generoso e intransigente, operò per la riforma cattolica della Chiesa secondo i dettami del Concilio di Trento contro le eresie luterane e protestanti: appoggiò l’ascesa al trono inglese della cattolica regina di Scozia Maria Stuarda e scomunicò la papessa protestante Elisabetta I d’Inghilterra, figlia del pluridivorziato re Enrico VIII e dell’amante Anna Bolena. E Papa San Pio V diceva: “Può governare soltanto colui che governa se stesso secondo le leggi di Cristo”. La sua figura eminente è legata alla costituzione della Lega Santa che il pontefice pose sotto la protezione della Madre di Dio per la vittoriosa battaglia di Lèpanto (7.10.1571): Solimano il Magnifico disse una volta: “Temo più le preghiere di questo Papa, che tutte le milizie schierate”. Pio V consacrò la vittoria ottenuta “…per intercessione dell’augusta Madre del Salvatore, Maria”, intitolando il giorno 7 ottobre a “Nostra Signora della Vittoria”, successivamente rinominata da Papa Gregorio XIII in “Nostra Signora del Rosario”. Il Senato veneto a Venezia fece dipingere la scena della battaglia nella sala delle adunanze con la scritta: “Non la forza, non le armi, non i comandanti, ma il Rosario di Maria ci ha resi vittoriosi!”. L’eclisse valoriale de nostri tempi -“fumo di Satana entrato finanche nella Chiesa”(Beato Papa Paolo VI)- hanno tanto bisogno di ispirarsi a questa insigne Trilogìa di Santità !

*Pasquale Baldino – responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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