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Mennella: Albergatori troppo tassati, così non va

Le tasse non pagate dalle imprese che rischiano di mandare al collasso l’ente locale ischitano, sono analizzate dal massimo rappresentante degli albergatori sull’isola. «Ovviamente io non so se il buco di bilancio del Comune di Ischia sia per la maggior parte ascrivibile alle strutture alberghiere. – ha dichiarato Ermando Mennella, Presidente di Federalberghi Ischia – Ma quello che io continuo a ripetere da qualche anno, è che oggi la tassazione che è rivolta verso le imprese alberghiere non ha una sostenibilità economica. Questo è dovuto a un eccessivo carico sia per quanto riguarda la TARI e l’IMU, per gli alberghi, con rendite catastali attribuite in maniera sproporzionata. Questo naturalmente comporta che in un periodo di crisi, come quello che stiamo affrontando negli ultimi otto anni, possa accumularsi un debito da parte delle aziende». Ermando Mennella, è poi intervenuto anche sulla vicenda della cosiddetta “concorrenza sleale tra gli albergatori:«per quanto riguarda il comportamento scorretto da parte di imprese alberghiere che evadendo le imposte fanno concorrenza sleale ad altre aziende che le pagano, questo è un dato di fatto. Noi come associazione di categoria, abbiamo sempre impostato la nostra azione a tutela delle imprese che svolgono l’attività in maniera onesta e che non applichino espedienti. Però questo è un dato che è sotto gli occhi di tutti. Oggi il Comune deve farsi carico di una problematica notevole: a fronte di un calo di fatturato negli ultimi anni, la tassazione sulle imprese è giunta a dei livelli esponenziali, oltre a degli adeguamenti normativi che hanno fatto ulteriormente crescere i costi, dal personale alla tassazione nazionale. – ha aggiunto Mennella – Questo ha comporato un aggravamento della situazione economica in alcune strutture con conseguenti ritardi nei pagamenti. Ci sono però molte aziende che hanno avviato un piano di rateizzo con l’ente pubblico, per mettersi nella regola. Però io credo che il problema sia strutturale, oggi l’imposizione per la tassa di spazzatura o dell’IMU, non può essere più sopportata dagli albergatori. O viene ridefinito il tutto, oppure veramente ci saranno gravi problemi per il tessuto produttivo. Oggi quello che la parte politica non vuole capire, che noi non vogliamo fare una guerra tra cittadino e albergatori o ristorati o altro, ma avanziamo delle proposte per migliorare l’intero sistema a vantaggio di tutti. La TARI ad esempio, si presupponeva in base al conferimento, alla quantità conferita. Oggi invece tutto questo non viene tenuto in considerazione. A Ischia ci sono 8000 abitazione che ogni giorni producono rifiuti, che devono essere raccolti. È questo il grosso costo per l’azienda di nettezza urbana. Invece oggi le poco più di 80 aziende alberghiere di Ischia, coprono quasi i 2/3 dei costi relativi alla “spazzatura” – raccolta e smaltimento. Noi non possiamo immaginare di continuare questo andazzo che sta mettendo in crisi le aziende. Se ciò accade non è un problema solo degli albergatori, ma di tutto il sistema economico dell’isola, che rendono Ischia ancora un “isola felice”. Questa situazione è tenuta in piedi da una politica che invece di ragionare su elementi concreti pensa a mantenere il proprio orticello – ha aggiunto Ermando Mennella – Non mi riferisco tanto ai sindaci, che avrebbero anche la capacità di abbassare in qualche modo questa pressione fiscale, ma quei consiglieri che reggono le maggioranze che pur di conservare quei 200 – 300 voti utili all’elezione, non si attivano in tal senso. C’è bisogno di introdurre un sistema che faccia pagare per quanto si produce. In buona sostare attivare una tariffa, così da incentivare anche la produzione di raccolta differenziata, che se trattata in un certo modo determina un risparmio per le casse comunali. Tutto questo, anzitutto farebbe pagare il giusto a tutti, ma potrebbe generare un percorso virtuoso del quale ne gioverebbero tutti in termini di risparmio. Non comprendo per quale motivo non si intende andare su questa strada». Un altro aspetto che mette in risalto Ermando Mennella, è anche la concorrenza che si innesca con queste politiche, rispetto ad altre località italiane che pagano molto meno tasse:«ci sono località turistiche in Italia, dove le tasse sono molto più basse rispetto a quelle praticate a Ischia, questo costituisce per noi un elemento distorsivo di un sistema che alla fine ci penalizza e penalizza l’intera economia isolana. Molto spesso ci sono alberghi che solo di spazzatura pagano 700 euro all’anno per ogni camera, mentre in altri luoghi queste cifre sono impensabili. Quello che deve essere chiaro, è che l’impresa alberghiera dell’isola d’Ischia, sostiene dei costi che il mercato non può più sostenere, dove l’unica alternativa se non cambiano le cose è la chiusura» – ha concluso Ermando Mennella, presidente Federalberghi Ischia.

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