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Mennella: «Senza un reale coordinamento, i grandi eventi sono sprecati »

ISCHIA – Sul bilancio del turismo natalizio sull’isola d’Ischia abbiamo raccolto anche il parere del presidente di Federalberghi, Ermando Mennella:

«Diciamolo chiaramente: il periodo del turismo natalizio a Ischia è essenzialmente quello che va dal 30 dicembre al 2 gennaio. Anche se non c’è stato il tutto esaurito, c’è stata una buona affluenza: possiamo essere soddisfatti. Tuttavia, continuo a sostenere che il Natale a Ischia può essere soddisfacente se lo si considera come prolungamento della stagione turistica, ma non come sostitutivo di altri periodi. Dobbiamo prima pensare a consolidare il mese di aprile ma ancor più quello di maggio, per il quale ci sono vari motivi di preoccupazione. Soltanto allora potremo pensare a prolungare la stagione turistica. Detto questo, il bilancio del periodo natalizio è da considerare positivo: ogni evento che viene allestito è sicuramente meritorio, e in vari comuni ci sono state iniziative molto azzeccate. Tuttavia, e lo ripeto da tempo, continua a mancare il coordinamento tra le amministrazioni comunali: tante parole, dibattiti, ma alla fine ognuno si muove per sé. Invece, tale coordinamento esistere a priori, dovrebbe cioè costituire la condizione necessaria prima di ogni stesura di programmi per il cartellone degli eventi. Adesso siamo a gennaio 2017, ed è questo il momento per cominciare subito a programmare il prossimo Natale: questa, per me, è la vera programmazione. Da aprile in poi, si potrà così vendere un programma natalizio adeguato e condiviso da imprenditori e amministrazioni territoriali. In fin dei conti, i cosiddetti grandi eventi sono pochi. Il vero “evento” che induce un turista a scegliere Ischia è l’isola stessa, anche se dobbiamo cercare di veicolare al meglio le informazioni su tali eventi. Noi, come associazione albergatori, già dall’anno scorso abbiamo realizzato un sito internet per informare circa tutti gli eventi dei vari  comuni dell’isola, ischiaxmas.info,  senza nemmeno un minimo aiuto da parte delle amministrazioni. Sin dall’inizio avevamo fatto presente che tale sito era a disposizione delle stesse amministrazioni, senza alcun costo, ma alla fine ognuno si è mosso autonomamente perché pensa di essere più bravo, e dunque addio coordinamento. Noi invece siamo dell’idea che le risorse sono poche e che quindi bisogna spenderle bene per dare un utile servizio all’utenza. Nulla è stato fatto finora sul fronte del coordinamento: se talvolta gli eventi non sono coincisi tra loro, è stata una pura casualità, non certo per consapevole collaborazione. Forse, tra organizzatori e assessori comunali c’è stato all’ultimo momento qualche sommario scambio d’informazioni, ma questa non è affatto definibile come una seria programmazione. Bisogna concentrarsi su pochi eventi e promuoverli adeguatamente. Ci sono alcune particolari tipicità che devono risaltare, come ad esempio il presepe di Campagnano, oppure la Notte Bianca: iniziative del genere, se veicolate al meglio, possono dare un’enorme visibilità con tutti i benefici connessi. Ribadisco ancora una volta che non voglio affatto sottovalutare tutto quello che di buono è stato fatto quest’anno: diversi eventi sono riusciti in modo eccellente, però il punto focale è saperli portare a conoscenza dei turisti. Invece, troppo spesso, invece di collaborare per raggiungere insieme il comune obiettivo, a Ischia si sceglie di fare a gara a chi si dimostra più bravo, cosa che non serve a nessuno. Lo scopo dovrebbe essere unico: dare la giusta visibilità alle iniziative dell’isola d’Ischia, comunicandole col dovuto anticipo. Ci tengo a sottolineare una cosa: tutte le iniziative vengono messe in piedi grazie all’imposta di soggiorno che è prelevata solo ed esclusivamente dai clienti delle strutture alberghiere. Anche in questo periodo natalizio ci sono state diverse attività extra-alberghiere abusive, che non versano alcunché nelle casse comunale e che penalizzano chi invece investe correttamente nell’impresa e nel lavoro regolare.  Va benissimo valorizzare forme alternative di recettività, ma bisogna competere ad armi pari: chi viola lo spirito della norma non esercita più un’attività di sostegno al reddito, ma compie una vera e propria evasione fiscale. Un fenomeno che va assolutamente perseguito e debellato».

 

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