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Mercato comunale di Forio, cancellate quella svastica

Forse l’autore di questo scempio è un semplice teppistello, di quelli che con il favore delle tenebre si aggirano per il paese deturpando gli edifici, siano essi pubblici o privati. Forse l’anonimo vandalo del mercato comunale è tra coloro che hanno rovinato la chiesa del Soccorso e il vicino piazzale “Giovanni Paolo II”. Tra tutti questi “forse” l’unica cosa certa, caro lettore, è che chi si rende periodicamente autore di simili gesti non ha mai aperto un libro di storia. Se si fosse preso la briga di farlo, infatti, molto probabilmente ci avrebbe pensato molte volte prima di prendere una bomboletta spray di colore nero e riprodurre una svastica. Un simbolo, la cosiddetta “croce uncinata”, che ci rimanda inevitabilmente ad un passato oscuro, di quelli che per ovvie ragioni preferiremmo non rivivere.

E invece, a causa dell’ignoranza di taluni, siamo nostro malgrado costretti a riconfrontarci con un’epoca di inaudita violenza, nella quale molti decisero di trasformarsi in abominevoli bestie. Ad ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, c’è ancora qualche imbecille che con incomprensibile superficialità e grave menefreghismo decide di sfregiare un bene della collettività disegnando su un muro uno dei più alti emblemi dell’odio di cui la storia abbia memoria. Scherzare con il dolore del prossimo è quanto di più deprecabile possa esserci: proviamo vergogna per chi, lontano da sguardi indiscreti, ha realizzato questo autentico “aborto” pittorico, questo insulto alla democrazia.

La svastica di hitleriana memoria, purtroppo, è accompagnata da altri simboli e scritte non meno gravi: a colpire l’attenzione dei passanti è, tra gli altri, un’eloquente raffigurazione dell’organo genitale maschile. Un graffito puerile, che denota lo scarso livello culturale di quell’emerito scarabocchista-primate, che affetto da una non meglio precisata forma di complesso d’inferiorità ha ben pensato di disegnare il proprio membro accentuandone la grandezza. Se vi interessa conoscere invece le effettive misure del suo cervello, vi basterà ricordare che quest’ultimo è verosimilmente più piccolo della testa di una formica.

Fatte queste valutazioni (e sperando che il primate le abbia comprese), il nostro auspicio è che l’amministrazione comunale di Forio, nella persona del sindaco Francesco Del Deo, provveda ad horas alla ritinteggiatura del mercato comunale, e in particolar modo dei punti in cui sono presenti la svastica e le scritte oscene. Inoltre, come già sollecitato nel recente passato, invitiamo il Comune a farsi carico della messa in sicurezza e della ristrutturazione dello stabile dell’area mercatale di via Matteo Verde. Infine chiediamo agli amministratori di ripristinare, una volta per tutte, i servizi igienico-sanitari ubicati nei pressi del mercato.

 

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