CRONACA

Mercato del lavoro: c’è una grande richiesta di figure con competenze tecniche

Tra le più gettonate: manutentori termoidraulici, tecnici meccatronici e geometri di cantiere. Altre ancora con formazione universitaria (architetti, ingegneri), compresi i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori (ITS)

Le iscrizioni per l’anno scolastico 2023-24 saranno aperte alle ore 8 del prossimo 9 gennaio e verranno chiuse alle ore 20 del 30 gennaio. Le domande dovranno essere inviate esclusivamente online. Per molti studenti e genitori, quindi, si avvicina la fatidica data delle decisioni importanti dalle quali potrà dipendere il futuro lavorativo di miglia di ragazze e ragazzi che si apprestano a frequentare il primo anno degli Istituti Superiori.

Da questo punto di vista da sottolineare alcune riflessioni riportate nella lettera inviata ai genitori dal nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, che riguardano i dati relativi alle richieste provenienti dal mondo del lavoro. “Per quanto riguarda il mercato del lavoro italiano – scrive il Ministro -, nel 2022 sono stati siglati, in tutto, quasi due milioni e mezzo di contratti (2.495.050). Il 4,5% circa ha riguardato persone con un diploma di liceo, il 55% con un diploma di istituto tecnico, il 40,5% con una qualifica o un diploma professionale. Per esempio, la più grande regione italiana per popolazione, la Lombardia, nel 2022 ha assorbito quasi 22.000 diplomati di liceo, quasi 270.000 diplomati di istituti tecnici, e quasi 188.000 diplomati o qualificati professionali (fonte: Unioncamere).

A dare infine un quadro orientativo sui fabbisogni del mercato del lavoro in termini di competenze professionali è l’Osservatorio DataLab di Assolavoro che, nell’ultimo rapporto (del 2022), indica quali sono i 30 profili più richiesti dalle aziende, sull’intero territorio italiano. Profili che sono i seguenti: analisti di dati, sviluppatori software, esperti di intelligenza artificiale, tecnici energetici, tecnici dell’edilizia e geometri di cantiere, architetti e ingegneri, addetti e responsabili contabili, creatori di contenuti per social media, tecnici elettromeccanici e meccatronici, progettisti di impianti elettrici, addetti al controllo qualità, agenti commerciali e immobiliari, esperti di commercio elettronico, addetti all’assistenza clienti, addetti di call center e receptionist, elettricisti industriali e civili, operai specializzati in macchine a controllo numerico, saldatori, operatori taglio laser, manutentori termoidraulici, montatori meccanici, operai edili specializzati, operai addetti al confezionamento, responsabili magazzino, carrellisti con patentino.

In definitiva, c’è una grande richiesta di figure con competenze tecniche: alcune provenienti da un istituto professionale (per esempio, manutentori termoidraulici), altre da un istituto tecnico (per esempio, tecnici meccatronici, geometri di cantiere), altre ancora con formazione universitaria (architetti, ingegneri), compresi i diplomati degli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Sono molto richieste le nuove professioni dell’ambito digitale e informatico, ma è ancora alta la domanda di tecnici, progettisti, geometri, come anche molto richiesti sono tuttora gli operai specializzati.

A conferma di questo scenario, il Sistema Informativo Excelsior (Unioncamere e ANPAL) attesta che, nel 2021, per il 36,4% delle assunzioni di cui avevano bisogno, le imprese hanno dichiarato difficoltà di reperimento. Tale quota sale al 37,7% per le professioni intellettuali e scientifiche, al 41,4% per le professioni tecniche, al 48,4% per i dirigenti e al 51,6% per gli operai specializzati. Le figure di più difficile reperimento sono risultate essere fabbri ferrai, artigiani e operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento (65,5%), costruttori di utensili e assimilati (65,8%), fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica (66,2%).

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Sono risultati difficili da reperire anche gli ingegneri in generale (47,8%), i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi (57,1%) così come gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (57,2%), i tecnici della distribuzione commerciale (58,7%) e quelli informatici, telematici e delle telecomunicazioni (59,2%).

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Per i laureati nei vari indirizzi di ingegneria e per quelli nelle discipline medico-sanitarie, circa la metà delle assunzioni previste dalle imprese – conclude il Ministro – sono state difficili da realizzare; una quota del 48,3% riguarda i laureati e i diplomati ITS negli indirizzi di meccanica, meccatronica ed energia; sussistono difficoltà anche a reperire personale qualificato negli indirizzi edile e meccanico (53,6% per entrambi)”.

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