CRONACA

Metropolitana a Ischia, la “pazza idea” anima il dibattito isolano

A Capri il progetto potrebbe diventare realtà e sull’isola verde potrebbe essere un deterrente al traffico. E la mobilità sotterranea, oltre a far sognare, infiamma anche una discussione con favorevoli e contrari

Se lo fa Capri perché non dovrebbe provarci anche Ischia? Sull’isola azzurra si torna a parlare di Metropolitana. Il tunnel di 3 chilometri che dovrebbe unire Capri ad Anacapri potrebbe essere una soluzione definitiva per decongestionare gli “ingorghi” di turisti che fremono per scoprire le bellezze dell’isola della Piazzetta e della Grotta Azzurra. A qualche miglia marina di distanza, Ischia ragiona sul traffico veicolare, ormai divenuto insostenibile. Sul tavolo delle amministrazioni ci sono ben pochi progetti per ovviare alla piaga del traffico che scoraggia i turisti e mortifica gli isolani, impossibilitati a lasciare le auto in garage a causa di due fattori che si intrecciano e sembrano insormontabili: una ritrosia quasi patologica a camminare a piedi o con i bus unita a un servizio di trasporto pubblico vessato da continue avarie, ritardi e inadempienze.

Scendere nel sottosuolo di Piazza degli Eroi o di Piazza Trieste e Trento e aspettare il passaggio del trenino sotterraneo. Pochi minuti e la prima fermata condurrebbe in piazza Marina, fermata poi a santa Restituta e infine alla Lucciola di Forio. Altra linea diretta verso Pilastri, Piedimonte e centro di Barano e poi diritti verso Fontana, senza dimenticare una fermata a Buonopane. Questa un’ideale mappa della Underground in salsa ischitana. Un sogno di sostenibilità che ridurrebbe traffico e tempi di percorrenza.

Di soluzioni alternative non se ne parla da anni, ma c’è chi sogna. Benedetto Valentino, patron del Premio Ischia lancia la pietra nello stagno dell’immobilismo e anima un dibattito vivace e interessante. “L’idea della metropolitana sotterranea – scrive Valentino – per collegare Capri con Anacapri è eccellente. Bisognerebbe iniziare a pensare così anche per la mobilità dell’isola d’Ischia. Collegare almeno i comuni costieri con una metro è una soluzione definitiva al traffico. I sei sindaci dovrebbero istituire un tavolo con la Regione per sfruttare i fondi europei della prossima programmazione per un’opera del genere che riguardi tutte le isole minori”.

L’idea ha creato in pochi minuti due partiti contrapposti, guelfi e ghibellini della metropolitana. C’è chi è entusiasta all’idea di poter raggiungere i principali centri dell’isola aggirando il traffico classico, muovendosi sottoterra, chi invece – pessimista – ricorda i problemi legati alla sismicità dell’isola, alle falde acquifere numerose che si trovano in profondità. Certo il sogno di trasferire la mobilità di turisti e residenti a diversi metri di profondità, lontano dagli occhi di chi esplora l’isola, sarebbe un sogno che potrebbe restituire quell’aspetto genuino e antico all’isola verde.

Ma gli scettici non mancano di mettere in luce alcuni problemi di non poco conto. Augusto Coppola sostiene che scavare una galleria è proibitivo, a pochi metri il suolo è troppo caldo per un’opera simile. E poi, sottolinea, basta ricordare il progetto P4 (qualcuno lo ricorderà) e dovevano essere i reflui a passare in quella galleria che fu interrotta per le temperature. Per non parlare di acque e falde. irrealizzabile e assurdo anche pensarci. A Capri invece si può, la geologia è ben diversa. Ribatte Pasquale Coppa che sottolinea. “Non riesco a capire perché solo ad Ischia certe opere non si possono realizzare trovando sempre le più fantasiose spiegazioni sulle motivazioni del “no” pur di non farle. Oggi l’ingegneria è arrivata a livelli inimmaginabili. Guardate cosa fanno, ad esempio, in Giappone, il quale è, peraltro, un paese con una grande sismicità, eppure si fanno (ovviamente nella maniera giusta) grandi opere. A parte la metro, Ischia dovrebbe essere piena di parcheggi sotterranei multipiano: impatto ambientale zero e strade finalmente libere”.

Il dibattito è potenzialmente infinito. Ma tra i commenti c’è chi ricorda anche la possibilità di valide alternative, più semplici e immediate. Il regista teatrale Salvatore Ronga propone di riportare in funzione il metrò del mare, valida alternativa al trasporto su gomma. Giovan Giuseppe Mazzella (Mizar) propone invece si una metropolitana, ma su gomma con divieto di sosta auto private sul percorso. Una mobilità finalizzata alla riduzione drastica di auto private.E poi tutti gli accorgimenti con un progetto serio che convinca i cittadini a non possedere auto se non per i viaggi fuori dall’isola.

C’è poi anche l’altra strada, quella che guarda al cielo, ovvero la funicolare, forse la soluzione più pratica e veloce che potrebbe riportare in auge i vecchi percorsi ormai relegati soltanto alle cartoline e inaugurare percorsi sopraelevati che potrebbero congiungere facilmente le principali località dell’isola, abbracciando le pendici dell’Epomeo. I progetti sono tanti, bisogna solo sceglierne qualcuno per liberare l’isola dal giogo del traffico e proporre delle valide alternative.

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2 Commenti

  1. Di Idee strane ne lette e sentite nella mia vita ma questa ha superato tutti i limiti,scavare sotto l’isola a carattere vulcanico, come Ischia, significa RUBARE soldi all’Italia, e causare enormi danni del tipo irreversibili alla stessa isola, vedi parcheggio SIENA.Quest’isola con questi amministratori e destinata ad una brutta fine, sono molto dispiaciuto, invece di pensare a scogliere per difendere le spiagge, perdono il tempo a queste Stro….ate. Difendete l’isola con scogliere prima che sia troppo tardi, vedi acqua nel porto riva destra, a ponte via pontano ecc.

    1. Niente paura, tanto resterà solo e sempre una PAZZA IDEA. E non voglio aggiungere altro. A Natale si dovrebbe essere più buoni, perché maltrattare ancor di più questa bellissima isola che funziona una meraviglia? Facciamo passare prima le feste e poi ne riparliamo. 🙂 🙂 🙂

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