CRONACA

Mezzi pesanti e vie del mare, fumata (quasi) bianca

Pozzuoli, la giornata che cambia la rotta: orari anticipati, navi più grandi e un compromesso che sembra comunque rimanere fragile. Il tavolo resta aperto mentre autotrasportatori e sindaci chiedono garanzie

La giornata di ieri segna un punto di svolta, non definitivo, ma apparentemente concreto, nella gestione dell’emergenza che sta stravolgendo i collegamenti marittimi del Golfo. Se lunedi pomeriggio il tavolo tecnico aveva individuato una prima cornice di interventi, ieri quella cornice è stata riempita di orari, anticipi, modifiche operative e una serie di aggiustamenti che raccontano bene la complessità del momento. La differenza rispetto a lunedi è netta: ieri si è entrati nel merito, con una trattativa serrata tra Regione, Prefettura, Capitaneria, compagnie di navigazione e autotrasportatori. Una trattativa che ha prodotto un equilibrio instabile, accettato “a metà” dagli operatori del trasporto, ma considerato l’unico possibile per evitare il collasso dei rifornimenti verso Ischia e Procida.

LE DECISIONI DI OGGI: ANTICIPI, NUOVE CORSE, NAVI PIÙ CAPIENTI

La novità più rilevante riguarda gli orari delle corse notturne, che sono stati anticipati per garantire l’arrivo dei mezzi pesanti in tempo utile per la distribuzione delle merci. Infatti tra le prime decisioni concordate sulle linee si è stabilito di far partire prima: quella da Napoli all’1:30 e quella delle 2:30–3:40. Anche la corsa delle 4:10 è stata anticipata. La Regione darà una differenza economica alla Medmar per coprire le miglia aggiuntive». E ancora: il tavolo ha anticipato la corsa delle 4:30 per Pozzuoli, portandola alle 4:00 da Napoli. Il ritorno è stato anticipato alle 5:50 Napoli–Ischia. Su questa corsa Medmar dovrà comunicare alla Regione un eventuale aumento di costo. È proprio sul tema dei costi che si è registrato il momento più teso della giornata: il direttore Giuseppe Carannante aveva in un primo momento ipotizzato di caricare questo surplus di spese derivante dalle maggiori miglia e dal maggior tempo necessario per raggiungere Napoli rispetto a Pozzuoli, direttamente sull’utenza. L’ipotesi però non è stata condivisa dal tavolo ed alla fine si è giunti ad una sintesi: se ci sarà un aumento del 20%, si dividerà 10% Regione e 10% utenza.

LA CORSA DELLE 11:30: IL NODO PIÙ DIFFICILE

Il punto più controverso riguarda la corsa delle 11:30 da Napoli, indispensabile per il ritorno dei mezzi più grandi verso Procida e Ischia. Una linea particolarmente voluta dagli autotrasportatori a cui il patvoloprefettizio ha spiegato perché la soluzione proposta Lunedi dagli stessi esponenti di categoria non era sufficiente. Ovvero: La Regione non può finanziare una corsa dedicata senza una gara. Il traghetto Caremar delle 10:45 doveva essere spostato alle 11:30, ma così si accavallava con il traffico delle 10:45 e con chi non può partire alle 12 da Pozzuoli. Dunque, la proposta non andava bene. La soluzione individuata oggi è diversa: La struttura al tavolo prefettizio ha pensato di spostare la corsa dell’aliscafo Caremar, per di più facendo si che la corsa sia tenuta con il traghetto veloce disponibile in quell’orario, con partenza da Porta di Massa. Se Caremar darà l’ok, oltre alla corsa delle 11:30 ci sarà una corsa intorno alle 13:00–13:10, attualmente fatta con aliscafo Caremar Achernar, che verrebbe sostituito, come detto, da un traghetto veloce.

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IL TAVOLO RESTA APERTO: UNA SETTIMANA DI MONITORAGGIO SU UN SISTEMA DELICATO

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La giornata di ieri ha mostrato un dato politico chiaro: la soluzione ponte è un compromesso, costruito con fatica e destinato a essere ritoccato più volte. Una soluzione che non soddisfa pienamente gli autotrasportatori, ma che viene accettata “per mancanza di alternative”. Marco Galano, presidente della New Atec, lo ha spiegato con chiarezza: «Siamo soddisfatti a metà. Le prime due corse regionali siamo riusciti a farle anticipare e la Regione ha accettato di prevedere un contributo in favore delle compagnie che sosterranno maggiori costi». Poi ha aggiunto:«Non siamo soddisfatti al 100%, ma grandi alternative non c’erano. L’emergenza dovrebbe durare un mese: è il tempo necessario per mettere in sicurezza i palazzi a Pozzuoli». Infine evidenzia come ci sis sia battuti affinche i maggiori costi sostenuti per il passaggio su napoli non siano scaricati tutti sul’utenza: «Il direttore Carannante voleva ribaltare questo surplus di costi per le compagnie direttamente sull’utenza. Non ci è piaciuto. Abbiamo ribattuto, anche con l’assessore Casillo e il presidente Fico. Alla fine si è arrivati a una quadra: se ci sarà un aumento del 20%, si dividerà 10% Regione e 10% utenza». La pressione sulle isole è enorme, la stagione turistica è nel suo picco, i rifornimenti non possono rallentare. E Pozzuoli, con due edifici pericolanti, resta un punto debole che richiede interventi rapidi. Il prossimo mese sarà decisivo. E il tavolo, come ha detto il Prefetto, «resta disponibile a riunirsi anche la prossima settimana per verificare i miglioramenti da apportare». La politica, ieri, ha preso in mano la crisi. Una emergenza tecnica è diventata una partita politica che coinvolge Regione, Prefettura, sindaci, compagnie e autotrasportatori, tutti costretti a trovare un equilibrio in un sistema fragile.

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