CRONACAPRIMO PIANO

«Mia madre gettata come un sacco di patate»

Tiene ancora banco il gravissimo fatto di cronaca che ha visto un’anziana ischitana narcotizzata a bordo di un taxi abusivo, derubata di tutto e abbandonata in un terreno in via Nuova Poggioreale. Il racconto denuncia della figlia, Melania Di Meglio, è davvero drammatico: il suo auspicio è che episodi del genere non abbiano più a ripetersi

Raccontata in parte già nell’edizione di ieri del nostro giornale, le parole di Melania Di Meglio, figlia della donna ischitana che ha vissuto l’assurda disavventura di essere narcotizzata, derubata ed abbandonata in una campagna napoletana da un tassista abusivo (che ci auguriamo possa essere presto assicurato alla giustizia) suonano veramente drammatiche. Una testimonianza affidata ai social che è il caso di riportare integralmente anche per rendere l’idea della sofferenza e del timore del peggio verso la propria genitrice ma anche per soffermarsi una volta di più su un gesto che davvero nella sua dinamica è stato a dir poco deprecabile. “Quello che è successo a mia madre – esordisce Melania – è peggio di quanto visto nella peggiore serie di criminalità proiettata sui nostri schermi. Ho riflettuto a lungo prima di raccontare quanto accaduto. Ma penso che sia doveroso raccontarlo e condividerlo affinché la gente sappia a cosa si può andare incontro quando si prende un ‘taxi abusivo’. Premetto dicendo che mia madre non è più giovanissima ma è una donna di grande energia che spesso raggiunge i miei fratelli fuori Ischia. E’ una donna lucida, intelligente e capace. E’ una donna che tutte le mattine percorre a piedi lunghi tratti perché il suo motto è ‘mens sana in corpore sano’”.

Poi la Di Meglio aggiunge: “Si recava a Napoli per prendere il treno che l’avrebbe portata a Milano da mio fratello (l’avrei potuta accompagnare, lo so, ma chi conosce mia madre sa che la sua indipendenza è direttamente proporzionale alla sua risolutezza e impossibilità di discutere oltre). Scesa dall’aliscafo è stata avvicinata da un uomo sulla mezza età che le chiedeva se aveva bisogno di un taxi. Al sì di mia madre le ha immediatamente preso il trolley per poi dirle solo successivamente: ‘Ho il taxi abusivo Signò perchè anche noi amma faticà!’. E lei su quel ‘anche noi amma faticà’ si è fatta fare fessa. E’ salita sul taxi. Il tizio è stato cordiale, ha instaurato con lei un rapporto di simpatia e fiducia tanto da poi invitarla a bere un caffè prima di arrivare alla stazione. Al diniego di mia madre è sceso a prendere un caffè per lui e lo ha portato anche a lei in macchina. ‘il caffè era lungo e dal sapore strano’ dirà poi mia madre. Inutile dire che non avrebbe dovuto prendere il taxi abusivo, bere il caffè ecc… Lei lo ha bevuto”.

«Da donna di fede confido nel buon Dio, nella sua giustizia e nella bravura dei carabinieri che stanno gestendo le indagini. E se un giorno mi troverò faccia a faccia con questa persona con garbo gliene dirò due. Ma belle ‘impostate’»

Ed è in quel momento che per l’anziana signora ha inizio un incubo del quale per ovvi motivi nella mente non è rimasto assolutamente nulla. Racconta ancora Melania Di Meglio: “Da quel momento non ha più memoria di cosa le sia successo. Glielo spiegheranno i carabinieri allertati da una signora che l’aveva rinvenuta letteralmente ‘gettata come un sacco di patate’ in una campagna nei pressi di Poggiorelale, precisamente a Via Nuova Poggioreale. Frastornata. Derubata di tutto (effetti personali, soldi, trolley). Tranne del telefono col quale ci chiameranno i carabinieri. Neanche più in grado di alzare con facilità i piedi da terra. Quando mi sono recata in caserma l’ho trovata ancora che farfugliava, si addormentava, non riusciva ad alzare i piedi da terra. Che per chi conosce mia madre e sa che va tutti i giorni da Barano ai Maronti appare strano. Ad alcuni carabinieri non tanto vista l’età di mia madre. Tralascio il tentativo di ricostruzione dell’accaduto. Il buco dalle 10.16 (orario di uno scontrino) alle 11.44 quando la signora chiama i carabinieri. Sorvolo sullo schifo, la disperazione, il dolore, provato quando ho appreso che mia madre ERA STATA SEQUESTRATA, STORDITA, DERUBATA E ABBANDONATA COME UN OGGETTO IN MEZZO A UNA CAMPAGNA, la paura che potessero averla picchiata e non lo ricordava”. Poi Melania Di Meglio prosegue ancora tra ringraziamenti ed anche qualche nota polemica nemmeno così celata: “Voglio spendere due parole sulla Stazione dei Carabinieri di Poggioreale, su tutti quelli che ci si sono stretti attorno come una famiglia (meno una persona sulla quale sorvolerò). Voglio ringraziarli per essersi presi cura di mia madre in attesa del mio arrivo. Per averci fatto sentire protette. Per i consigli dati. Per la gestione delle ‘indagini’. A parte i tanti ‘sorvolo’ perché, credetemi, ci sarebbe da aprire un libro su tante cose, chiedo a tutti voi di condividere questo scritto. Affinché giri e raggiunga quanta più gente possibile. Che nessuno alimenti mai ‘il mercato’ degli abusivi (tante amiche mi hanno detto poi ‘mammamia anche io spesso prendo il taxi abusivo!’). Che a nessuno possa MAI E DICO MAI capitare quello che è successo a mia madre.

Se con questa testimonianza, potrò salvare anche solo una persona dalla stessa sorte, quanto accaduto a mia madre non sarà andato vano. Da donna di fede confido nel buon Dio e nella sua giustizia. Da donna che crede nella giustizia confido nella bravura dei carabinieri che stanno gestendo le indagini. E se mai un giorno avrò la Grazia di trovarmi faccia a faccia con questa persona con garbo gliene dirò due.

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Ma belle ‘impostate’!”. E questo augurio a Melania glielo facciamo tutti, non vogliamo nemmeno lontanamente immaginare che l’autore di una porcata del genere possa rimanere impunito.

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