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Michele Regine e il ricorso al Tar: «Non capisco la logica delle azioni di Stani Verde»

 

di Stefano Arcamone

FORIO. Saranno gli avvocati Giuseppe Di Meglio e Ferdinando Scotto a difendere l’amministrazione di Forio dinanzi al Tar, dove verrà discusso il riscorso presentato dal consigliere comunale Stani Verde attraverso l’avvocato Bruno Molinaro. L’opposizione chiede lo scioglimento del consiglio comunale per presunti errori tecnici commessi dalla maggioranza nell’approvazione del bilancio di previsione 2016, a cominciare dal voto, determinante, del sindaco. Mentre si viaggia spediti verso il giudizio del tribunale amministrativo, continua a tenere banco la polemica a distanza tra il presidente del Consiglio Michele Regine ed il consigliere d’opposizione Stani Verde. «Continuo a non capire la logica delle sue azioni – confessa Regine – ma ci difenderemo con tutte le nostre forze perché, a dispetto di quanto sostiene Verde, non esiste alcun commissario prefettizio che sia preferibile ad una qualsivoglia amministrazione, nemmeno la peggiore».

Intanto la nomina dei legali del comune di Forio. Il rischio di scioglimento anticipato del consiglio comunale è alto: preoccupati?

«C’è una giurisprudenza altalenante che impone una valutazione specifica della questione, ma il ricorso potrebbe effettivamente trovare accoglimento quindi è naturale che ci sia un pizzico di preoccupazione. La legge va applicata ma prima di tutto interpretata, quel che temo maggiormente sono le conseguenze di un eventuale accoglimento del ricorso».

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La conseguenza sarebbe il commissario prefettizio. Stani Verde in una intervista sostiene che sia preferibile a questa amministrazione.

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«È una sua opinione che non condivido, come non la condivide gran parte dei cittadini di Forio. Avere il commissario significa accettarne le conseguenze, che sono particolari e tutti conoscono. Nemmeno una amministrazione come questa, e mi riferisco al giudizio espresso dal consigliere Verde, dovrebbe essere sostituita da una gestione commissariale».

Nella stessa intervista il consigliere Verde vi ha accusati di calpestare la democrazia. Eccessivo?

«Non accetto la polemica. Ribadisco però quello che ho detto: non capisco il senso di questa azione giudiziaria. La politica andrebbe fatta in consiglio, non nelle aule giudiziarie. La politica della denuncia non paga, anche se, ed è evidente, c’è chi la pensa in maniera diversa. Credo nello scontro politico, le regole non prevedono la delazione. Consentimi però di precisare una cosa».

Prego.

« Non riesco a capire chi siano questi corrotti cui si riferisce Verde. Accusare qualcuno di corruzione è molto grave, se non supportato da elementi specifici».

Ma avete fatto le verifiche che vi chiedeva Verde?

«Queste verifiche non solo le abbiamo fatte noi, ma le avrebbe potute fare anche lui. Se ha fatto queste verifiche è giusto che denunci eventuali illeciti, ma tutt’altra cosa è tentare di far commissariare l’Ente pubblico».

Intanto c’è Forio da amministrare. Quali sono le prossime mosse dell’amministrazione?

«Viviamo un momento di profonda crisi che non riguarda solo il comune di Forio ma il sistema-Italia. Nonostante i pochi mezzi economici, questa amministrazione non ha aumentato le tasse, non ha gravato sui cittadini. Certo, non abbiamo fatto cose eclatanti, ma non ha determinato quella distruzione di massa del paese che urla il consigliere Verde. C’è anche un altro elemento da tenere in considerazione: dopo aver sforato il patto di stabilità non c’è la possibilità di movimenti particolari. Anche le piccole opere che vengono fatte ogni giorno, quella che si definisce ordinaria amministrazione, può sembrare poca cosa ma è uno sforzo importante che l’amministrazione cerca di portare avanti tra mille difficoltà».

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