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Migranti e referendum, Giaquinto: c’è chi dice no

Mentre, con Decreto n. 20458 del 28 dicembre 2017 il Ministro dell’Interno ha assegnato, per il prossimo triennio, le risorse finanziarie ai progetti SPRAR (accoglienza rifugiati e richiedenti asilo) proposti da 98 enti, tra questi il Comune di Procida, che dovrà portare sull’isola, già dal prossimo febbraio, 34 migranti, si ritorna a parlare con rinnovato fervore del referendum comunale, proposto nei mesi scorsi da un Comitato spontaneo e sottoscritto da quattro consiglieri comunali del gruppo “Per Procida”, circa le anticipazioni emerse dall’ultima riunione del Comitato dei Garanti previsto dallo Statuto comunale. «Nessuna comunicazione ufficiale è al momento pervenuta al Comitato per la promozione del Referendum Consultivo sull’adesione del Comune di Procida alla Rete SPRAR per ospitare migranti sull’isola – dice Giuseppe Giaquinto, uno dei promotori dell’iniziativa. Ho appreso da qualche organo di informazione e ho avuto modo di leggere il verbale con cui ieri sera, a maggioranza, il Comitato dei Garanti si è espresso per la non ammissibilità del Referendum. Trovo le argomentazioni tecniche addotte assolutamente fuorvianti e prive di ogni aderenza al quesito vero oggetto del referendum proposto. Così come trovo inopportune, da parte di qualche membro del Comitato, le argomentazioni di merito che confermano la poca imparzialità di gran parte dei nominati a garantire tutte le posizioni in campo. Appena ci sarà notificato il parere conclusivo, il Comitato per il referendum si esprimerà in modo chiaro su questa decisione prevedibile ma non certo giusta e democratica.

Quello che ancora una volta viene fuori è che un Comitato dei Garanti “di comodo” ha dato parere negativo sull’opportunità democratica di poter fare esprimere i cittadini su una materia di diffusa sensibilità e di totale coinvolgimento territoriale, con argomentazioni tecniche che, nel caso di un referendum consultivo cittadino, come da noi richiesto, su una scelta amministrativa per un’adesione volontaria ad una sensibilizzazione promossa dal Governo anche al suono di milioni di euro sul tavolo, poco hanno a che vedere con il rispetto di leggi e costituzione, con materie vincolate e con il sacrosanto diritto di cittadini di potersi muovere liberamente. Il fenomeno migranti è ben altro ed ha risvolti molto preoccupanti che ormai sono ben chiari a moltissimi sindaci che si sono tirati indietro ed anche al popolo della sinistra. Ma di questo ne parleremo nel nostro comunicato. La nostra era semplicemente una richiesta di condivisione con i cittadini procidani, veri ed unici padroni dell’isola, della scelta operata dall’amministrazione comunale da verificare attraverso un semplice referendum consultivo.

C’è chi ha detto NO. Ora dovrà esprimersi in modo definitivo il Consiglio Comunale, organo istituzionale di rappresentanza popolare, a cui facciamo appello per un rapido esame e decisione finale. E’ chiaro – conclude Giuseppe Giaquinto – che ogni tentativo di togliere la libertà di scelta ai cittadini verrà visto come assoluta mancanza di trasparenza in una vicenda sottaciuta all’inizio, propagandata a senso unico dopo, ritenuta inopportuna per tanti altri sindaci e territori, difesa con le unghia e con i denti dalla maggioranza o, da parte di essa, attraverso l’individuazione dei membri del Comitato dei Garanti ed, infine, portata avanti a colpi di atti amministrativi senza alcun rispetto per la richiesta referendaria in atto. Una linea di condotta che fino alla fine dimostrerà unicamente che gli interessi di pochi mettono democrazia, partecipazione, condivisione ed anche tranquillità ed immagine del territorio, con le spalle al muro. Grazie comunque ai membri del Comitato Garanti per il lavoro svolto e soprattutto per la maestosa dottrina giuridica sciorinata ma che non mi ha assolutamente convinto. A presto con chiarezza verso tutti».

Guglielmo Taliercio

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