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Minaccia col coltello per non saldare il conto, preso e arrestato

Gli agenti del commissariato di polizia di Ischia hanno tradotto a Poggioreale il 22enne napoletano S.S., accusato di estorsione: aveva lasciato la sala vlt di via delle Terme senza pagare la somma di 1.135 che aveva accumulato giocando alle macchinette

Una vicenda davvero a tinte fosche, una sorta di icona di quanto i turisti che affollano la nostra isola nel periodo di agosto siano troppo spesso della peggiore specie, per non usare terminologie molto più dozzinali. Ma anche una vicenda nella quale ancora una volta gli agenti del commissariato di polizia di Ischia, guidati dal vicequestore Ciro Re, sono riusciti ad assicurare il responsabile alla giustizia e nel contempo anche a farlo rinchiudere in una cella del carcere napoletano di Poggioreale, epilogo questo dal punto di vista giurisprudenziale niente affatto scontato e più avanti spiegheremo il perché. I fatti in questione risalgono al pomeriggio di venerdì 5 agosto (sono stati poi denunciati il giorno successivo) e hanno avuto come location la sala scommesse Eurobet ubicata a Ischia nella centralissima via delle Terme, ironia della sorte poco distante dagli uffici della ps. Un giovane napoletano, il 22enne S.S., aveva a lungo giocato con le macchinette e – complice evidentemente anche l’ingenuità del dipendente della struttura, che gli aveva concesso credito – a un certo punto ha minacciato la persona cui avrebbe dovuto versare ben 1.135 euro con un coltello minacciandolo pesantemente. L’addetto ai terminali provava a fermarlo ma senza successo e così il delinquente si dava alla fuga utilizzando una bicicletta elettrica.

Il giovane è stato acciuffato presso il Bar Glamour Cafè di via Francesco Buonocore: la perquisizione domiciliare ha consentito di ritrovare gli abiti che indossava al momento dei fatti (ripresi dalle videocamere) e la bici elettrica con cui si era dato alla fuga

Una volta acquisita la denuncia sporta dal dipendente della sala vlt, gli investigatori procedevano inizialmente ad acquisire i filmati di videosorveglianza dell’esercizio, che tra l’altro mostravano chiaramente le fattezze di S.S. Non è tutto, si procedeva tempestivamente a mettere in atto una dettagliata attività d’indagine tesa proprio a risalire all’identificazione del responsabile, con gli agenti che erano convinti che lo stesso si trovasse ancora a Ischia. In effetti, secondo alcune indiscrezioni, S.S. sarebbe stato inizialmente avvistato dai poliziotti presso un bar di Piazzetta San Girolamo (tra l’altro indossava ancora gli stessi abiti del pomeriggio nel quale si era recato nella sala vlt) ma alla vista dei tutori dell’ordine il 22enne napoletano è riuscito a dileguarsi ed a far perdere le sue tracce approfittando anche del fatto che la zona fosse affollatissima di persone intente a passeggiare. Ma ormai il cerchio su di lui si andava chiudendo e a questo punto il personale a disposizione di Ciro Re cominciava a tenere d’occhio le varie attività dislocate sul territorio ischitano dove si trovano le classiche “macchinette mangiasoldi”, ipotizzando che il responsabile della minaccia fosse ludopatico. E la loro si rivelava una intuizione vincente.

S.S. deve rispondere anche del reato di ricettazione: era in possesso di un orologio del valore di decine di migliaia di euro – posto sotto sequestro – di cui non ha saputo giustificare provenienza e possesso

Nella mattinata di ieri, infatti, un giovane corrispondente nelle sembianze veniva individuato e fermato da persona del commissariato all’interno del bar Glamour Cafè di Ischia, in via Francesco Buonocore proprio mentre stava per dedicarsi al suo “hobby”. Stavolta fuggire gli era praticamente impossibile e così l’uomo si “consegnava” agli agenti senza opporre resistenza. Una volta appurato negli uffici di via delle Terme che fosse effettivamente lui l’autore del reato contestato, si procedeva ad una perquisizione domiciliare presso l’abitazione che S.S. aveva preso in fitto. Qui venivano rinvenuti gli indumenti che lo stesso indossava nella sala giochi, ma anche la bicicletta che era stata utilizzata per arsi alla fuga. Non solo, veniva rinvenuto anche un prezioso orologio (del valore, pare, addirittura di diverse decine di migliaia di euro) del quale il 22enne partenopeo non sapeva giustificare provenienza e possesso. Ovviamente il prezioso oggetto è stato sottoposto a sequestro. Di lì a poco la vicenda, come dicevamo in apertura di servizio, ha preso una piega tutt’altro che di poco conto. Il giovane, infatti, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, anche se la piena flagranza dal punto di vista strettamente cronologico di fatto non si configurava. Ma di concerto con il sostituto procuratore di turno, una volta cristallizzati i fatti, nel timore che S.S. potesse reiterare la sua condotta criminosa, lo stesso veniva arrestato e tradotto presso il carcere di Poggioreale dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia che dovrebbe svolgersi già nella giornata odierna alla presenza del suo difensore di fiducia.

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