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Minaccia la ex e chiede soldi per non pubblicare foto intime, indaga la polizia

ISCHIA – E’ una storia, una brutta storia, una di quelle che sui media nazionali se ne leggono tante, sempre più di frequente, ma che speri e immagini non possa mai accadere su un’isola come una nostra. Che, invece, ormai non è più immune da certi fenomeni, peraltro alimentati anche dalle moderne tecnologie. I protagonisti di una vicenda su cui stanno indagando e facendo luce le forze dell’ordine e che dunque potrebbe avere strascichi di natura giudiziaria sono un uomo ed una ragazza. Quando si sono conosciuti, il particolare non è trascurabile, lui ha da poco superato i trent’anni, lei invece è ancora minorenne avendone appena compiuti diciassette. Lui è un professionista, ma entrambi hanno una passione che li accomuna, ossia quella per la musica e non a caso si dilettano entrambi a suonare per una banda cittadina dell’isola d’Ischia.

Secondo quanto è logico dedurre, è proprio lì che tra lei e lui, fino a quel momento semplicemente “colleghi” scatta qualcosa di più. Dapprima qualche sorriso, poi le inevitabili chiacchierate, poi si giunge al classico sentimento e tra i due scatta così l’idillio. Che, evidentemente, si riverbera anche nell’intimità. Che, è opportuno precisarlo, avviene senza nessuna costrizione di lui a lei, insomma la ragazza è assolutamente consenziente. Insomma, la classica love story dove nell’epoca del terzo millennio nemmeno la differenza d’età sembra stonare più di tanto: ai nostri giorni, in fondo, siamo ormai abituati a vedere questo ed altro. Il rapporto tra i due va avanti per un periodo di tempo indeterminato, poi però evidentemente si incrina. Non c’è più il necessario feeling, è il caso che ognuno prenda la sua strada. Nulla di strano, l’esperienza di vita insegna che succede anche questo. E’ però nella fase immediatamente successiva che la faccenda prende una piega di quelle davvero particolari, che poi farà intervenire ed aprire un’indagine agli uomini del commissariato di polizia di Ischia, guidato dal vicequestore Alberto Mannelli.

Secondo le scarse indiscrezioni trapelate, l’uomo avrebbe preso contatti con la ragazza minacciando di diffondere sui social newtork e sul web in genere foto che la ritraevano in atteggiamenti intimi. Lei a quel punto, preoccupata, si è rivolta alla polizia e qui è scattata l’attività investigativa che ha subito riservato una sorpresa. L’utenza cellulare dalla quale lui avrebbe minacciato lei, infatti, non risultava intestata al professionista ma ad una terza persona, di sesso femminile, che non aveva rapporti e legami di nessuna natura – nemmeno di semplice conoscenza – con i due protagonisti di questa storia. Quando la donna è stata sentita dagli agenti relativamente ai messaggi inviati attraverso la sim a lei intestata, è letteralmente caduta dalle nuvole. Spiegando agli uomini del dott. Mannelli di non saperne nulla e soprattutto di non aver mai inviato messaggi alla ragazza, di cui ignorava persino l’identità.

A questo punto la situazione si è fatta ingarbugliata e si è subito capito che qualcosa non quadrava Gli inquirenti sono così risaliti al punto vendita in cui era stata acquistata la scheda ed acquisendo i filmati delle videocamere di sorveglianza si sono resi conto che proprio pochi minuti prima che venisse registrato il contratto il predetto professionista si era introdotto nel negozio. Utilizzando, evidentemente, proprio i dati dell’ignara signora. A questo punto è scattata la denuncia in stato di libertà a carico dell’uomo che aveva utilizzato i documenti di una terza persona ma anche del gestore del centro telefonico, con l’accusa di favoreggiamento. Tutto questo nell’attesa che poi arrivino gli ulteriori sviluppi, che potrebbero portare anche a vedere il “suonatore” ischitano nella condizione di doversi difendere dall’accusa di tentata estorsione. Insomma, la storia è ancora ben lungi dal concludersi…

 

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