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Mio figlio disabile costretto nel traffico durante il corteo di Sant’Alessandro

di Isabella Puca

Ischia – «Invito il responsabile della Protezione Civile di Ischia a migliorare la formazione di chi decide di prestare tale servizio. Mio figlio disabile, accompagnato dalla sua assistente, con tanto di cartellino, non ha potuto raggiungere casa sua, ripeto CASA SUA, poiché bloccato all’altezza della Piaggio, da un signore, di cui non conosco il nome perché non ha voluto dirmelo, costringendomi ad arrivare a piedi, di corsa da via Roma per evitare che mio figlio avesse una crisi! Vergogna! Se siete in strada per effettuare un servizio preparatevi al compito che dovete svolgere! La disabilità rientra di sicuro in queste competenze!». È stato questo lo sfogo pubblicato su Facebook da Annalisa, mamma di un ragazzo autistico che, durante il corteo di Sant’Alessandro ha vissuto attimi di panico quando ha saputo che era stato proibito a suo figlio di far ritorno a casa sua. Dinanzi a una situazione come questa, vogliamo immaginare, sia stato un eccesso di zelo da parte di chi in quel momento prestava il servizio d’ordine, ma in alcuni casi garantire la sicurezza è anche consentire a chi ha dei problemi seri, come l’essere affetto da una disabilità, il ritorno a casa in tutta tranquillità. «Vorrei capire se – ci spiega Annalisa – chi da parte della protezione civile è preparato a gestire determinate situazioni. Ciò che è successo a me potrebbe succedere a tante altre persone affette da qualche disabilità». Suo figlio, nel tardo pomeriggio dello scorso 26 di agosto, era in auto con la sua assistente dinanzi alla Piaggio zona Ischia Porto, avrebbe voluto proseguire verso lo stabilimento degli autobus, ma pur mostrando regolare cartellino  di disabile non gli è stato concesso, «eppure altre auto transitavano – ci spiega ancora Annalisa –  Dopo mezz’ora trascorsa nel traffico ho provato a raggiungerli, ma arrivata verso il porto ho visto che in quel momento la sfilata non c’era, era ancora lontana. Ci bastava far raggiungere l’auto allo stazionamento dei bus dove la situazione era tranquilla, ma gli è stato impedito nonostante esibisse il cartellino. Preoccupata di come mio figlio potesse reagire sono arrivata alla Piaggio e ho dovuto sistemarlo, cambiandolo per la strada con vari disagi». In effetti chi in quel momento prestava servizio d’ordine alla Piaggio avrebbe potuto coordinarsi con i vigili presenti poco più avanti per capire che in quel momento quella zona non era interessata dal corteo storico e permettere così ad Annalisa e suo figlio il rientro a casa. «Come è successo a me può succedere altre volte o magari è già successo. Non capisco perché una persona con una disabilità deve vivere una disabilità ancora più grande perché non c’è comprensione dagli addetti ai lavori. Ci sono cellulari, Walky talky non capisco come non siano riusciti a risolvere la questione».  Difatti bastava davvero poco per garantire loro il ritorno a casa. «Conosciamo queste difficoltà, non è detto che un disabile debba restare chiuso in casa quando c’è un evento, bisogna saper conoscere l’emergenza. Ci ho impiegato mezz’ora per calmare mio figlio e se in quel momento fossi stata a lavoro? Non capisco se si tratta di un’ incompetenza di un singolo o mancanza di gestione cerchiamo di capire per far sì che l’isola possa divenire più civile. Da presidentessa di un’associazione di disabili mi sento davvero coinvolta e mi dispiacerebbe se accadesse ancora ad altri ragazzi».

 

 

 

 

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