CRONACA

Mobilità a emissioni zero, Legambiente: «Ischia non resti dietro»

A Napoli crescono gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, piedi), Maria Teresa Imparato: «Anche l’isola deve stare al passo con i tempi ed abbattere l’emissione di anidride carbonica»

C’è una mobilità che in Campania cambia da Napoli a Caserta: una mobilità a emissioni zero, capace di ridurre lo smog e affrontare la sfida imposta dai cambiamenti climatici. Sempre più persone decidono di spostarsi in città con mezzi non inquinanti: in bicicletta o e-bike, con i mezzi pubblici a trazione elettrica, compresi i treni urbani o anche a piedi. A Napoli questi spostamenti rappresentano il 50% del totale, percentuale che scende al 20% per Salerno e Benevento e al 18% per Caserta.

È quanto emerge dal rapporto Le città elettriche il primo rapporto sulle mobilità a emissioni zero in Italia, realizzato da Legambiente in collaborazione con MotusE. Il rapporto analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale. “Il rapporto – ci spiega Maria Teresa Imparato presidente di Legambiente Campania – è stato effettuato solo nei capoluoghi di Provincia, ma possiamo applicare anche dei dati relativi ad Ischia. Il modello dell’elettrico è il modello del futuro. Lo deve essere ancor di più sulle isole dove le condizioni sono diverse e relativamente alla mobilità ci sono maggiori difficoltà. Dovrebbe essere in primis il settore pubblico a dare il via al cambiamento investendo nell’elettrico”. La proposta della presidente regionale della Campania di Legambiente è di “incrementare il trasporto pubblico procedendo all’abbattimento di anidride carbonica nell’aria”. Incrementare il trasporto pubblico con la riduzione dell’utilizzo dell’auto privata renderebbe più vivibile l’intera isola “Soprattutto nei periodi estivi quando aumenta la popolazione”, ha chiarito Imparato. E c’è anche un dato allarmante che riguarda l’isola di Ischia. In nessuno dei sei Comuni dell’isola sono presenti centraline dell’Arpac che rilevano la qualità dell’aria. “In mancanza di questi dati non possiamo analizzare scientificamente la qualità dell’aria”, continua la presidente di Legambiente. E continua: “Abbiamo però dei dati a latere che ci rappresentano la situazione sull’isola di Ischia”.

“Il dato del rapporto di 1 :1 ovvero del possesso di un veicolo ogni residente – ci spiega – è allarmante anche se in Italia, specie al Sud è diffuso. In un territorio come quello di Ischia, che è un’isola, ovviamente, le auto sembrano ancora di più. Ben vengano delle iniziative come le ‘Domeniche ecologiche’ o l’istituzione di zone a traffico limitato. Ma queste sono delle piacevoli parentesi che da sole non bastano. Bisogna ragionare in un piano complessivo che deve vedere un investimento in termini di trasporto pubblico, mobilità sostenibile, car sharing e bike sharing. Proprio l’auto e la biciletta condivisa hanno avuto negli ultimi anni una grande diffusione in Europa così come in Italia. Potrebbero rappresentare il fiore all’occhiello per Ischia che tornerebbe a diventare l’isola Verde”. E continua Mariateresa Imparato: “I dati sulla mobilità ischitana non sono certo positivi. Ma potrebbero rappresentare un punto di partenza per cambiare la rotta. È necessaria un’inversione di tendenza per fare in modo che cambi la cultura in primis dei residenti. Scegliere di camminare a piedi, utilizzare la bicicletta o il trasporto pubblico dovrebbe rappresentare la normalità in un territorio quale quello dell’isola di Ischia. Per questo siamo pronti a scendere in campo accanto alle istituzioni con dei progetti mirati di condivisione e di facile realizzazione, come il pedibus, per fare in modo che cambino le abitudini degli ischitani”. Lo studio di Legambiente dimostra come la mobilità in Italia, ed anche in Campania, stia cambiando.  

“Con la presentazione dello studio- commenta Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania- intendiamo aprire un tavolo di confronto e riflessione per far capire quanto sia conveniente cambiare le nostre città attraverso la chiave della sostenibilità. Anche in Campania qualcosa si muove, e in alcuni città, anche se lentamente rispetto al resto di alcune metropoli italiane, crescono coloro che si muovono in bici, a piedi, con il trasporto pubblico e con veicoli elettrici. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’ inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. Se da un lato si registra da tempo una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti, al tempo stesso questa disponibilità viene minata quotidianamente da disservizi, ritardi complessivi del trasporto pubblico locale con mezzi spesso insicuri, sporchi e poco efficienti. Occorre dirottare- conclude Imparato di Legambiente Campania– le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari”. 

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