Mobilità intelligente in Campania: opportunità e diritti nella sperimentazione MaaS 2026

A CURA DELL’AVVOCATO LELIO MANCINO
La Regione Campania apre una nuova fase nel modo di vivere gli spostamenti urbani e interurbani, introducendo una sperimentazione che guarda al futuro: il sistema MaaS (Mobility as a Service). Fino al 30 aprile 2026, cittadini e turisti potranno usufruire di servizi integrati per pianificare viaggi e acquistare, con un’unica operazione, titoli di trasporto validi su più mezzi. Si tratta di un cambiamento significativo, che segna il passaggio da una mobilità frammentata a un modello digitale, unitario e interconnesso. I territori coinvolti – Salerno, Aversa, Bacoli e Sorrento – diventano così laboratori di innovazione, dove il trasporto pubblico si integra con nuove tecnologie per semplificare la vita degli utenti. Il cuore del sistema MaaS è la possibilità di acquistare un unico biglietto elettronico attraverso applicazioni dedicate. Non si tratta solo di comodità: questa innovazione incide direttamente sul rapporto tra utente e servizio pubblico, introducendo nuove forme di tutela e trasparenza.
Dal punto di vista giuridico, infatti, l’integrazione dei servizi comporta anche una maggiore responsabilità degli operatori coinvolti. L’utente non acquista più singole tratte, ma un’esperienza di viaggio complessiva. Questo apre riflessioni importanti in materia di responsabilità contrattuale, soprattutto in caso di disservizi, ritardi o interruzioni lungo il percorso. Altro elemento centrale della sperimentazione è il cosiddetto “Welcome Bonus”, un credito riconosciuto agli utenti che partecipano al progetto. Il bonus, utilizzabile entro il 31 maggio 2026, rappresenta un incentivo economico ma anche uno strumento per orientare le abitudini di mobilità. È importante sottolineare un aspetto: il bonus è vincolato all’utilizzo di una sola applicazione. Questo implica una scelta consapevole da parte dell’utente, ma solleva anche interrogativi in termini di concorrenza tra piattaforme e libertà di utilizzo. Dal punto di vista legale, si tratta di una condizione legittima nell’ambito di una sperimentazione, ma che merita attenzione per evitare possibili distorsioni del mercato o limitazioni indirette della libertà di scelta del consumatore. La partecipazione alla sperimentazione non è automatica: gli utenti saranno selezionati tramite avviso pubblico e riceveranno una comunicazione ufficiale via email. Questo introduce un ulteriore profilo giuridico rilevante, quello della trasparenza amministrativa. È fondamentale che i criteri di selezione siano chiari, oggettivi e verificabili, nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione sanciti dall’art. 97 della Costituzione.
Una sfida culturale prima ancora che tecnologica
Al di là degli aspetti tecnici e giuridici, il progetto MaaS rappresenta una sfida culturale. Cambia il modo di concepire la mobilità: non più come somma di servizi, ma come ecosistema integrato. Per i cittadini significa maggiore semplicità, ma anche maggiore responsabilità nell’utilizzo degli strumenti digitali. Per le istituzioni, invece, è un banco di prova sulla capacità di innovare garantendo al tempo stesso diritti, equità e inclusione. La sperimentazione MaaS in Campania è un passo avanti verso una mobilità più moderna, sostenibile e intelligente. Tuttavia, come ogni innovazione, richiede un attento bilanciamento tra efficienza tecnologica e tutela giuridica. Il diritto, ancora una volta, non deve inseguire il cambiamento, ma accompagnarlo, garantendo che nessun cittadino resti indietro in questo processo di trasformazione. Perché innovare non significa solo semplificare, ma anche proteggere.




