MODIFICA DELLA TASSA DI SOGGIORNO, LA PROPOSTA DI FEDERALBERGHI

La Federalberghi si è fatta portavoce della proposta di sostituire la tassa di soggiorno con una quota del gettito IVA proveniente da tutte le attività turistiche istituendo cosi una city tax. La decisione di individuare l’esercizio ricettivo come unico punto di prelievo nei confronti dei turisti è infatti profondamente iniqua gravando tutto solo ed esclusivamente sulle strutture ricettive e non su tutte quelle che beneficiano dei flussi turistici. La proposta di Federalberghi comporterebbe:
1. Equità nella partecipazione fiscale: Introdurre una city tax o assegnare una quota del gettito IVA da tutte le attività turistiche potrebbe contribuire a distribuire in modo più equo il carico fiscale tra tutti gli attori coinvolti nel settore turistico. Attualmente, la tassa di soggiorno colpisce solo una parte dei turisti, mentre altri rimangono esenti.
2. Sostenibilità del sistema: La proposta potrebbe rendere il sistema di tassazione più sostenibile, garantendo una partecipazione più ampia e uniforme da parte di tutte le attività che beneficiano direttamente o indirettamente dai flussi turistici. Ciò potrebbe contribuire a sostenere i costi legati all’incremento della popolazione temporanea.
3. Monitoraggio del flusso finanziario: La quota del gettito IVA potrebbe essere una fonte di finanziamento più stabile e prevedibile rispetto alla tassa di soggiorno, che può variare in base al numero di pernottamenti. Secondo Federalberghi, i principi cardine del processo di revisione dell’imposta di soggiorno devono essere la trasparenza, la neutralità, la ragionevolezza e il coinvolgimento. Questi principi implicano che ogni comune debba rendere conto di quanto incassa, di come spende tali risorse e dei risultati delle misure adottate; che l’imposta debba essere applicata in tutti gli alloggi turistici, confermando il tetto massimo di cinque euro per persona; e che le decisioni concernenti l’istituzione della tassa e la destinazione del gettito debbano essere prese con la partecipazione degli operatori. Inoltre, la legge prevede che l’imposta debba finanziare interventi a sostegno delle strutture ricettive, ma questa previsione è inapplicata dai comuni. La Federalberghi ha quindi proposto che il nuovo regolamento nazionale sia accompagnato da una misura stabile, che finanzi la riqualificazione delle strutture ricettive destinandovi un’aliquota del gettito dell’imposta di soggiorno. Infine, Federalberghi nella sua audizione al Senato ha sottolineato l’importanza della semplificazione delle procedure per le imprese e l’onerosità della riscossione, sostenendo che alle imprese non devono essere richiesti documenti e informazioni già in possesso delle amministrazioni e che è necessario rimborsare gli oneri sostenuti dalle strutture, come le commissioni che restano a carico dell’albergo quando il cliente paga l’imposta con carta di credito.




