CULTURA & SOCIETA'

MOLTO FREDDO, MOLTO SECCO CON LIME Memorie di una pioggia passata e dimenticata 

di Lisa Divina

Qualche giorno fa a Ischia, come in gran parte d’Italia, si è abbattuta una pioggia torrenziale. Immediatamente sono intervenuti i locali con post, foto e commenti sui social. Uno in particolare mi ha colpito, cito: “Ischia (comune) disagi per il maltempo; Forio strade allagate; Casamicciola disagi a causa della forte pioggia; Lacco auto sommerse a causa della “bomba d’acqua”; Serrara, Monte Epomeo sommerso dalla fitta pioggia”. Insomma non sarebbe stato meglio scrivere: “Ischia disagi e allagamenti a causa del maltempo”? Sei comuni, sei piogge, sei bombe d’acqua! Come dargli torto, siamo talmente abituati alla nostra frammentazione che ormai la viviamo su tutti i piani di esistenza. Eppure bisogna ricordare che la nostra isola, tutta, è fragile dal punto di vista idrogeologico e andrebbero prese misure serie di sicurezza a tutela del territorio e degli abitanti. In memoria delle vittime, già troppe, che ne hanno pagato le conseguenze, in più con famiglie ancora sfollate che attendono di “tornare” a casa. Un esperto – per la verità vari esperti – ha spiegato che ci sono soluzioni più efficaci per ridurre il dissesto idrogeologico. Tra le più importanti di certo c’è il controllo dello sviluppo urbano nel rispetto- appunto – del ciclo idrogeologico, la gestione dei terrazzamenti e non ultimo il contrasto dell’abusivismo edilizio. Insomma questi, tra tanti, sono punti caldi per le nostre amministrazioni.

PH TINI – 1

A tal proposito, una mattina al bar siamo stati testimoni di una conversazione: “Salve Signore, lei è del posto? Salve a lei, si, mi dica. Ho una curiosità le vorrei chiedere perché, quando piove, le strade qui si trasformano in fiumi? Beh che dirle, è ovvio, mancano infrastrutture drenanti. Le griglie di scolo sono per lo più intasate e l’acqua non sa dove scorrere. Il turista ribatte: “Ma come è possibile che un’isola turistica come Ischia non abbia infrastrutture adeguate? (ride)” risposta: “Eh sì, bella domanda. Magari perché gli investimenti per la manutenzione e l’aggiornamento delle infrastrutture sono pari a zero. Altrimenti, come si organizzano feste e festini?” “Ma allora i soldi per gli eventi ci sono sempre, no?” Continua il turista “Esattamente”, risponde sconsolato il suo interlocutore . Pianificazione e gestione finanziaria restano parole grosse per certi amministratori. Sembra che le infrastrutture siano come il cugino sfigato che nessuno invita alla festa. Ma, domandiamo, la sicurezza dei cittadini non dovrebbe essere una priorità? La sicurezza dovrebbe essere in cima alla lista. Peccato che a volte finisca nel dimenticatoio, insieme alle buone intenzioni. La gestione politica è un terno al lotto, dipende da chi comanda e dalle loro priorità. In definitiva la conversazione tra i due si conclude con un iceberg di amarezza: “Da turista, sono deluso da come viene amministrata quest’isola. Dovreste ribellarvi!”. La responsabilità è del popolo che elegge questi amministratori. Dovremmo ricordarci e ripeterci che “ogni popolo ha il governo che merita.”. Forse ci meritiamo anche sei piogge differenti!

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