MOLTO FREDDO, MOLTO SECCO CON LIME Nuove opportunità, scarsa visione e uno spritz-es, grazie!

di Lisa Divina
Da anni, nei salotti ischitani si dibatte, si parla e si straparla. Problemi? A iosa. Soluzioni? Zero. Risolvere un problema è come rinunciare al gusto di lamentarsi senza muovere un dito. Ma, tra un aperitivo e un tramonto, qualcosa si è mosso: il Convegno sulla ZES, Zona Economica Speciale, un’occasione per rilanciare l’imprenditoria turistica di Ischia. Ovviamente è solo per chi abbia il coraggio di afferrarla. Ma cos’è ‘sta ZES? Semplicemente è una Zona Economica Speciale, un’area geografica dove si applicano incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche per attirare investimenti, creare lavoro e far girare l’economia nel senso giusto di marca. In soldoni: meno tasse, meno scartoffie, più possibilità di fare business senza troppi giri in giro. Sembra una cosa seria, no? Ma a Ischia le cose serie (si sa) le trattiamo come un aperitivo: con calma e tra un inciucio e l’altro. Ischia è un gioiello italiano, e non ci piove.
Ma, diciamocelo, noi isolani a volte ci montiamo la testa. “Solo noi sappiamo cosa è meglio per l’isola!”, proclamiamo, snobbando chi viene dalla terraferma. Una bella doccia di umiltà ci farebbe bene, perché tra “io so tutto” e “io non ci credo”, i problemi – come viabilità e turismo selvaggio – restano lì a prendere il sole con noi. La ZES turistica è un’occasione da non sprecare (come le altre), potrebbe essere la svolta per l’imprenditoria locale. Offre meno tasse per hotel, ristoranti e servizi turistici; procedura snelle e incentivi per chi crea lavoro. Risultato? Più soldi agli imprenditori, più occupazione, più qualità per i turisti. Potremmo avere un turismo moderno, con infrastrutture decenti, valorizzando non solo le spiagge ma anche l’entroterra e la cultura. E magari, dico magari, un’isola che smetta di vivere solo di rendita e inizia a costruirsi un futuro. Basta trattare i turisti come bancomat e iniziare a offrire esperienze che li facciano tornare. Serve innovazione, e sì, lo so, la parola fa paura a chi vive di nostalgie. Ma, quindi, dove sono gli imprenditori? Qui casca l’asino. Al convegno, gli imprenditori – quelli che dovrebbero cogliere la palla al balzo – brillavano per assenza. Troppo occupati a “battere cassa”, dice qualcuno. Cari miei, la ZES è per chi sa aprirsi ad una visione più ampia e meno “campa cavallo”. Basta soubrette amministrative con proclami e giravolte sui tacchi, lasciamole al loro destino.
È ora di passare dalle parole ai fatti. La ZES può essere il trampolino per far decollare Ischia, ma serve una cosa che qui scarseggia: coraggio imprenditoriale e la capacità di una visione più ampia. Non basterà un altro salotto, un altro aperitivo, un altro “se ne parla l’anno prossimo”. Ischia merita di più. E noi, isolani o no, dobbiamo smettere di appoggiarci al “se non vedo non credo” perché la realtà è che “se non fai non accade proprio nulla”. Altrimenti, tra un pettegolezzo e l’altro, l’unica cosa che crescerà sarà l’erba sui nostri sogni. La ZES è lì. Prendiamola, e per una volta, facciamola nostra.






Ad Ischia c’è la borghesia intellettuale. Che discute nei salotti facendo bla’ bla’ bla’. È poi non fa mai nulla.
Non è corretto: la borghesia intellettuale discute nei salotti per farsi i fatti suoi..