CULTURA & SOCIETA'

MOLTO FREDDO, MOLTO SECCO CON LIME Pinocchio ma dove vai?

di Lisa Divina

Dal placido scoglio avvolto da acque cristalline, qui dove tutto si muove affinché nulla cambi, dove si pensa a fare festa e corteggiare commissari, succede qualcosa di disdicevole (tanto per cambiare). Una burrascosa tensione tra Dirigente Scolastico, Genitori e Amministratori Comunali distrae anche il più ligio dei piccoli studenti su questioni che riguardano i bambini ma di cui sono responsabili gli adulti (qualunque sia il titolo che li coinvolge in questa diatriba). In sintesi: la Dirigente vuole tutti, ma proprio tutti, a tavola obbligati a pagare un “prezzo gourmet” per un pasto, chiaramente, da mensa scolastica. I genitori vogliono prezzi onesti e la libertà di portare a pranzo a casa il proprio pargolo. L’amministrazione, ovviamente divisa tra opposizione e maggioranza, vede quest’ultima dichiarare “placidamente” che non c’è nessun obbligo, tutti sono liberi e giustifica il “prezzo gourmet” con il contributo del sindaco ad aiutare chi non può. Mentre l’opposizione da una parte ricorre a richieste d’intervento dallo Stato, dall’altra spuntano dichiarazioni su TeleIschia tipo: «il sindaco rinunciava al suo stipendio, ma sappiamo i motivi per cui rinunciava al suo stipendio…» Oddio! e quali sarebbero questi motivi? Viene aggiunto «poi sappiamo che negli ultimi mesi invece ha preso lo stipendio anche se ha gridato (il sindaco) sui palchi e in Consiglio che ha messo lo stipendio a disposizione della mensa» cioè? in che senso?? conclude (ma non conclude) aggiungendo: «non si governa sulla menzogna».

Scusate, ma quindi ci state dicendo che quel “santo uomo adorato dai più” (a breve verranno prodotti corone, santini e poster per i giovani) fa false dichiarazioni come fosse Pinocchio nel paese dei balocchi? …e che la sua filantropia ha un retro-interesse? Nah, non può essere. Nessuno ci crede. Ci vorrebbero “fatti” meglio palesati…su! Vero è che il prezzo pazzo della mensa ha un non so che di sospetto, facendo una veloce ricerca troviamo che in media, in Istituti Elementari Privati, il costo pasto oscilla dai quattro ai sei euro; com’è possibile, dunque, che in una scuola pubblica si abbia il massimo del prezzo, quando in passato non si sono mai superati i quattro euro e cinquanta? Forse la matematica è diventata un’opinione e quindi il calcolo è sbagliato, chissà… Intanto pochi o nessuno si occupa di queste piccole anime plasmabili che assistono o subiscono in vari modi questa burrasca in corso che riecheggia nelle case e sui social. Bisognerebbe spostare la discussione nelle sedi opportune e con il coinvolgimento degli organi atti a risolvere la questione, per gestire gli scontri tra ADULTI in modo appropriato garantendo un ambiente sereno per i bambini. Gli ADULTI dovrebbero risolvere le controversie al di fuori dell’orario scolastico e in spazi appropriati per evitare di esporre i bambini a tensioni e conflitti. Inoltre, è essenziale che gli adulti diano l’esempio di come gestire i conflitti in modo costruttivo aiutando i piccoli a sviluppare competenze di gestione dei problemi in modo autonomo man mano che crescono. Magari così in futuro queste situazioni verranno amministrate da ADULTI migliori di noi. Insomma, o viviamo in un grande inganno osannando Pinocchio manco fosse Gandhi o pagate sto “prezzo gourmet” e tacete. Tanto sicuro è tutto oro quello che luccica nei vostri occhi!

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