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Il monito di Salvini in zona rossa: «Tutto fermo da sette mesi, assurdo»

ISCHIA. Non era una visita istituzionale, ma parliamo di un politico in vacanza. Dunque, non c’era un protocollo o una scaletta da seguire ma in ogni caso quello che doveva essere il previsto canovaccio è immediatamente saltato. Perché se all’origine doveva essersi un incontro e un saluto con i sindaci, beh questo almeno nell’immediatezza è stato impedito. Perché ieri mattina, non appena si è affacciato all’esterno del Regina Isabella, il leader leghista Matteo Salvini è stato letteralmente circondato e preso d’assalto dai giornalisti che gli hanno servito un “menu” dinanzi al quale non si è tirato indietro: nuovo governo, rapporti con i Cinque Stelle ma anche la questione terremoto sull’isola d’Ischia. Lui non si è sottratto, anzi è stato di una pazienza e disponibilità davvero inusuale (la “chiacchierata” con gli operatori dell’informazione è durata oltre un quarto d’ora, e noi la documentiamo in maniera esauriente in altra parte del giornale), ha spiegato che la sua ambizione sarebbe quella di fare il presidente del Consiglio («qualcuno la mette quasi sul “o io o il diluvio”, io non ne faccio una necessità ma mi sentirei comunque pronto») e poi affronta anche un tema particolarmente sentito sull’isola verde, e cioè quello degli abusi edilizi. «La grammatica – spiega – non mente, e un abuso resta un abuso? Ragionare su quelli di necessità? Si può fare, anche perché è innegabile che una cosa è la villa sulla spiaggia o vista mare ed altra cosa una finestra o un piccolo garage. Il fatto è che in Campania la Regione ha preferito ignorare il problema, ma questo ha soltanto peggiorato le cose». Poi, finalmente, il saluto di rito coi primi cittadini Giovan Battista Castagna e Giacomo Pascale ed al senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Domenico De Siano, ischitano doc.

Salvini ha raggiunto la zona rossa di Casamicciola e Lacco Ameno in taxi e qui ad attenderlo c’erano diversi terremotati. Il senatore è stato accolto con cordialità, insomma nessuna contestazione né tantomeno qualcuno che gli rinfacciasse trascorsi non propriamente dei migliori con i meridionali, e ha visitato le zone letteralmente devastate dall’evento sismico dello scorso 21 agosto. Tutto questo con attenzione e cura del dettaglio, al punto che ha chiesto pure informazioni e delucidazioni ed ha personalmente provveduto a scattare diverse fotografie. Salvini ha voluto vedere anche le macerie della Chiesa il cui crollo costò la vita a Lina Balestrieri e la casa crollata dalla quale poi vennero estratti miracolosamente vivi i tre fratellini Ciro, Matias e Pasquale. E’ rimasto decisamente sorpreso dal fatto che a distanza di sette mesi non sia stato nominato ancora un commissario per la ricostruzione e indignato dalla triste impressione (peraltro, purtroppo, suffragata dai fatti) che da quelle parti il tempo sembra essersi fermato: «E’ incredibile, inammissibile – ha tuonato – qui dopo oltre duecento giorni non si è mosso nulla», e giù a sparare bordate contro la burocrazia italiana, forse uno dei mali atavici del nostro paese. Non è mancato anche un simpatico siparietto: l’esponente leghista ha ricevuto mentre transitava in zona rossa una telefonata riservata e si è allontanato in un vicoletto. Qui ha scorto una pianta di limoni e ne ha colto uno soffermandosi ad annusarne il profumo. Un gesto che non è passato inosservato a un gruppo di terremotati che gliene hanno donato una busta, omaggio rivelatosi particolarmente apprezzato. A seguire, l’ultima tappa presso l’Hotel Grazia per l’incontro con un comitato di sfollati, che gli hanno chiesto a gran voce di non dimenticare le vittime del terremoto. Ad intrattenersi qualche minuto con Salvini il titolare della struttura ricettiva, Antonio Longobardi, che ha giustamente messo il dito nella piaga sottolineando inerzia ed inefficienza delle istituzioni a tutti i livelli. Poi il ritorno presso il “buen retiro” dell’Albergo della Regina Isabella, sulla cui spiaggia privata, nel pomeriggio, Matteo Salvini con una lenza si è dedicato anche alla pesca. Un modo per staccare la spina, prima di riprendere le consultazioni mercoledì 4 aprile.

Gaetano Ferrandino

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