CRONACA

Monte Vezzi in fiamme, è iniziata la stagione degli incendi

Venerdì sera lo Schiappone e l’area circostante sono stati avvolti dal fuoco sviluppatosi in tarda serata. Quasi certa l’origine dolosa che ha giovato anche della tarda ora, quando i presidi anti-incendio sull’isola sono ridotti ai minimi termini

Appena il tempo di vederlo completamente verdeggiante e privo di cicatrici causate dal fuoco ed ecco che in una notte il periodico incendio ha nuovamente messo a dura prova la vegetazione che cresce selvaggia e rigogliosa sui pendii tra lo Schiappone e Monte Vezzi. Le prime segnalazione ai Vigili del Fuoco da parte dei residenti preoccupati per il barlume rosso in rapida crescita sono iniziate in tarda serata. C’è chi ha distinto nettamente almeno due falò ben distinti. Semmai qualcuno avesse dubbi sull’origine dolosa dell’ennesimo incendio che depaupera il patrimonio arboreo ischitano.

Nel giro di qualche ora le lingue di fuoco si sono fatte strada fin verso la cima di Monte Vezzi, mandando in fumo ettari di alberi. Le luci rosse delle fiamme e lo scoppiettio derivante dai canneti ha tristemente caratterizzato la nottata di chi vive in zona e dei numerosi turisti che di ritorno o diretti verso i Maronti o nelle zone collinari dell’isola, ha assistito al triste e spettacolare incendio che ha tratto in inganno anche qualche curioso gridando persino a una impossibile eruzione vulcanica. Ma di notte, la striscia di fuoco che ha colorato di rosso la silhouette del monte Vezzi, spingendosi fino alla sua vetta aveva effettivamente un aspetto che poteva richiamare il terribile fenomeno.

Rimane da parte dei piromani, pari a zero le possibilità che si sia trattato di un incendio dovuto a cause naturali, la predilezione ad appiccare fuochi al calar della notte. Non solo le tenebre consentono di defilarsi velocemente e senza farsi notare dai luoghi dove si è dato origine all’incendio, in più l’incomprensibile politica di far rientrare dopo le 19.00 le associazioni che monitorano il territorio sulla terraferma indebolisce la possibilità di poter fronteggiare sul nascere gli incendi. Aggiungendo a ciò l’impossibilità da parte dei Canadair di levarsi in volo di notte, a causa dei mille ostacoli che potrebbero arrecare danno alla rotta degli aerei antincendio, il quadro dei motivi che portano gli appicca incendi a muoversi sul far della sera sono chiarissimi.

Rimane la rabbia di chi, impotente, ha dovuto assistere, nel cuore dell’estate, all’ennesimo incendio che ha diminuito la vegetazione del territorio ischitano, arrecando inoltre un potenziale danno non solo ai vigneti della zona prossimi a dare i propri preziosi frutti, ma anche alle abitazioni non poche, dove vivono diverse famiglie che ancora una volta e solo per un puro caso del destino, animato dallo spirare del vento, non ha minacciato persone, ma bruciato decine e decine di alberi che ben visibile dando un’occhiata di giorno verso la collina appena andata a fuoco.

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