CRONACA

Moria di pesci e ratti, spunta l’ipotesi del gas dal sottosuolo

Cresce l’attesa per i dati delle analisi effettuate da ASL e Arpac, che tardano ad arrivare: e così, dopo l’eccesso di derattizzazione, si fa largo un’altra (decisamente suggestiva) ipotesi

E’ un mistero o almeno per adesso resta tale. Ma certo è che l’attenzione mediatica suscitata dal caso e le risposte che una serie di autorità interessate devono ottenere escludono in maniera praticamente categorica che la vicenda possa finire nel dimenticatoio. No, una spiegazione ci dovrà essere e i giorni che passano aumentano soltanto attesa e curiosità. Ci riferiamo all’incredibile caso della moria di pesci e ratti a Forio, rinvenuti sulla sabbia tra la Chiaia e il porto di Forio nella prima mattinata dello scorso 10 settembre.

Un fenomeno all’apparenza inspiegabile e certamente raccapricciante, che ha fatto immediatamente scattare l’indagine affidata ai militari della guardia costiera di Ischia, guidati dal t.v. Andrea Meloni. Prelievi ed analisi hanno visto e vedranno impegnati stazione zoologica Anton Dohrn, Asl e anche Arpac. Per adesso i risultati ufficiali non sono ancora arrivati o quantomeno non sono stati ancora consegnati al Comune di Forio e soprattutto alla capitaneria di porto, che in quanto autorità inquirente non può assolutamente non entrarne in possesso. E aumenta la curiosità visto che sono ormai diversi giorni che si attende il responso degli esami per capire cosa possa aver causato la morte di topi e tanti cefali.

Nei giorni scorsi avevamo lanciato un’ipotesi – e ribadiamo che allo stato dell’arte soltanto di questo si può parlare, e tra l’altro tutte sono più o meno percorribili fino a prova contraria – relativa all’eccesso di derattizzazione operato dalla ditta incaricata di procedere alla pulizia dell’alveo, un eccesso causato dal voler garantire condizioni di “sopravvivenza” agli operai che avrebbero dovuto immergersi in un luogo notoriamente tutt’altro che salubre. Quei materiali riversatisi prima nel canale di scolo e successivamente in mare, avrebbe causato il decesso di massa. Se questa versione dovesse essere confermata, le analisi sui cadaveri di pesci e topi lo proverebbero in maniera chiara e marcata. Ma nelle ultime ore si va facendo largo un’altra possibile causa, certo suggestiva e di conseguenza da prendere con le pinze ma che in ogni caso vi riportiamo non soltanto perché frutto di indiscrezioni attendibili ma pure perché non smentita a priori da nessun addetto ai lavori (il che la prende potenzialmente possibile).

A causare la strage le cui immagini hanno fatto il giro d’Italia, potrebbe essere stata una fuga di gas tra il mare e la battigia: una sorta di geyser, uno di quei fenomeni che ultimamente sono stati registrati anche alla Borbonica e pure alla Mandra ad Ischia. Fenomeni che, giova ricordarlo, negli ultimi tempi si manifestano con sempre maggiore frequenza e questo talvolta inquieta anche chi dimentica che fondamentalmente viviamo su un territorio magmatico e vulcanico e certi accadimenti – purché controllati – rientrano anche nell’ordine naturale delle cose. Ovviamente l’accaduto avrebbe causato l’anossia e la conseguente morte di pesci e ratti. Un’altra strada possibile, da prendere quantomeno in considerazione. Ma cresce la voglia di verità, attorno ad una vicenda fin qui avvolta da una coltre di mistero. Che è meglio far cadere, anche per evitare al prossimo cattivi pensieri.

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Un commento

  1. Non preoccupatevi perché la verità viene sempre a galla. Speriamo solo che la verità non sia come quei pesci venuti a galla. 🙂 🙂 🙂

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