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Morte per legionella, slitta il processo per omicidio colposo

Una vicenda giudiziaria che stenta a decollare, e questo naturalmente segna un punto a favore della difesa, che non può che avvantaggiarsi di tempi che finiscono con l’allungarsi ed il dilatarsi. Ma è una storia anche particolare, con un’accusa tutt’altro che irrilevante e due imprenditori isolani sul banco degli imputati. O meglio uno solo, perché per l’altro bisognerà ancora attendere che la giustizia faccia il suo corso e nello specifico saremo più chiari a breve. Nel mirino sono finiti in un primo momento Ciro Castiglione e Aniello Castiglione, accusati di omicidio colposo per il decesso di un cliente dell’albergo Punta del Sole a causa della legionella. Un’accusa questa dalla quale entrambi si sono sempre difesi fin dal primo momento spiegando come fossero state seguite e rispettate sempre tutte le norme legate alla sicurezza di natura sanitaria. In un primo momento, nella fase delle indagini preliminari, quando partì l’indagine l’Arpac si recò presso la struttura ricettiva ad effettuare i campionamenti del caso. I carabinieri chiesero ai titolari della struttura se intendessero farsi assistere da un difensore, che venne immediatamente contattato nella persona dell’avv. Michelangelo Morgera. Il problema sorse nel momento in cui il pubblico ministero, nel chiudere le indagini, nominò un difensore d’ufficio per Ciro Castiglione. Nel corso dell’udienza preliminare, il legale di fiducia presentò questa eccezione che in prima battuta non venne accolta. Inevitabile, però, che il professionista foriano la spuntasse essendo palese l’irregolarità commessa. Il che aveva portato a stralciare la posizione dell’indagato.

Si è arrivati così all’udienza di ieri mattina quando il giudice monocratico ha deciso di stoppare il processo aspettando il rinvio a giudizio del Castiglione per poter unificare il procedimento con i due imprenditori entrambi sul banco degli imputati. Per questo motivo non sono stati ascoltati nemmeno i testi e si è deciso di rinviare il processo al prossimo 12 luglio. In una fase iniziale, prima che le posizioni dei due imputati fossero separati, entrambi erano accusati del delitto previsto e punito dall’art. 589 del codice penale. Ciro Castiglione, in particolare, perché «in cooperazione con Castiglione aniello, in qualità di amministratore delegato della società “Cast Hotels spa”… entrambi con poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, nonché in qualità di datori di lavoro, per colpa generica e specifica e segnatamente per negligenza, imprudenza e imperizia, oltre che per inosservanza di leggi e regolamenti ordini e discipline e precisamente: omettendo di adottare le necessarie misure di prevenzione, atte ad eliminare le sorgenti di infezioni emerse negli impianti idrici e di produzione dell’acqua in violazione delle norme concernenti la normativa in materil di legionella…; omettendo di effettuare in più occasioni sin dall’anno 2008 le previste manutenzioni ordinarie e straordinarie ad evitare il diffondersi del batterio della legionella; omettendo di adottare un documento di analisi e gestione del rischio legionellosi in violazioni di quanto disposto dal punto 3.1 delle linee guida della conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome…;».

L’accusa, ancora, rincarava la dose spiegando anche come i due Castiglione avrebbero omesso «di realizzare sin dall’anno 2008 – anche a seguito dei vari casi di legionella verificatisi – una idonea valutazione del rischio di esposizione ad agenti biologici (legionella) e di adottare nel tempo quelle misure tecniche, organizzative, procedurali ed igieniche al fine di evitare che gli agenti biologici potessero diffondersi nei vari settori dell’attività alberghiera (piscina coperta, piscina scoperta, settore ricettivo e settore termale) con grave rischio per la salute degli ospiti e dello stesso personale dipendente». Violando così, secondo i magistrati, una serie di normative relative al Testo Unico sulla salute e la sicurezza. E con questo cagionando «la morte di Cerrone Maria, che nel corso del suo soggiorno presso il predetto Hotel Punta del Sole dall’11 al 18 agosto 2013 occupando la stanza 220 ed utilizzando i servizi igienici ivi presenti ed in particolare il rubinetto del lavabo e la doccia del bagno, per colpa generica e specifica come sopra descritte addebitabili a Castiglione Ciro e Castiglione Aniello contraeva l’infezione di legionella pneumophila di siero gruppo 1 che ne determinava il decesso il Napoli il 25 settembre 2013 per insufficienza respiratoria con polmonite severa e shock da infezione di legionella di siero gruppo 1». Queste le accuse che, nell’attesa che il processo entri nel vivo, i Castiglione hanno sempre respinto rimarcando di avere sempre rispettato tutte le normative legate ad igiene e profilassi.

Gaetano Ferrandino

 

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