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“Mosaici lignei”, il Torrione riapre con una mostra dal sapore particolare

Per circa cinque mesi il Museo Civico del Torrione è stato chiuso per motivi legati alla burocrazia e alle sue mille artificiosità, ma oggi fortunatamente possiamo dire che le cavillose questioni cartacee sono state superate ed è con immenso piacere annunciare che il Comune di Forio ha rinnovato fino al 2019 il contratto con l’Associazione Culturale Radici. A dare il via a una nuova stagione ricca di eventi ci ha pensato l’artista Giovanni Amalfitano con i suoi lavori che rievocano in modo molto personale dei momenti di viaggio della sua vita. Nella sala inferiore del Torrione siamo stati rapiti dalla tecnica di realizzazione delle opere dell’artista, che è solito dire “metto solo insieme pezzettini di legno”. A dire il vero la sua tecnica è assai interessante perché parliamo del mosaico che da sempre ha affascinato per la sua complessità tantissime generazioni di artisti. Il mosaico di Amalfitano è però particolare perché egli fa uso di tessere in legno che conferiscono all’insieme una grande armonia quando interagiscono tra di loro. Il risultato è un quadro che sa emozionare l’osservatore soprattutto per i soggetti rappresentati.

In questa personale, l’artista propone infatti all’osservatore i luoghi che ha visitato nella sua giovinezza e in particolare sono rappresentate chiese, palazzi, edifici antichi e piazze che sono l’essenza dei luoghi stessi e che vengono qui riportati in piccolo formato da Giovanni Amalfitano con passione e amore per l’arte e per ogni espressione dell’animo umano. Ecco che alle pareti della Sala Mostre del Torrione possiamo godere della riproduzione attraverso tessere di legno del castello di Gabiano in Piemonte, del castello del Buonconsiglio di Trento e della piazza San Benedetto di Norcia prima del devastante terremoto dell’anno scorso, ma anche dopo l’immane tragedia con la chiesa di cui rimane solo la facciata, l’abside e parte delle navate. Nei mosaici di Giovanni Amalfitano non trovano posto solo capolavori architettonici del Bel paese, ma anche edifici di altri paesi come la grande moschea di Cordova in Spagna, il convento del Cristo Re in Portogallo (bene architettonico protetto dall’UNESCO), il castello del Conte Vlad in Transilvania e altri posti straordinari che vengono sempre analizzati nei minimi particolari dall’artista.

Nelle opere esposte si può constatare anche una prospettiva che conferisce grande spazialità e profondità agli interni degli edifici realizzati. È interessante parlare poi dei materiali utilizzati, ovvero legni di risulta tra i quali spiccano i seguenti: mogano, iroko, ebano, quercia nostrana e toulipier. Nella storia dell’arte il legno da sempre è un materiale incredibilmente umile e allo stesso tempo capace di esprimere i sentimenti più forti delle persone. Proprio per la sua semplicità, il legno si presta ad essere modellato e ad essere “padroneggiato” dall’artista che deve sempre avere una mano attenta e sapiente durante la lavorazione onde evitare dei tagli troppo netti che potrebbero rivelarsi fatali per il risultato finale. Le parti colorate delle opere proposte al Torrione sono realizzate con resina epossidica e possiamo quindi osservare lavori carichi di colori squillanti che aumentano il senso di realismo e di adesione al vero.

Nel complesso al vernissage della mostra “Mosaici lignei” abbiamo respirato un’aria di grande calore e intimità per le opere esposte che sono una sorta di invito da parte di Giovanni Amalfitano ad entrare nel suo mondo, nei suoi ricordi e a scavare nelle sue più interessanti esperienze di vita che lo hanno portato a sviluppare negli anni una vena artistica davvero singolare. Sembra utile ricordare che la mostra rimarrà aperta tutti i giorni fino a lunedì 16 ottobre rispettando il seguente orario: dalle 17,00 alle 20,00. La mostra è gratuita.

Henry Camilo Bermudez

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