Ecco come gli artisti di Ylenia Pilato hanno celebrato con le loro opere la festa della donna in una mostra
La curatrice della mostra Ylenia Pilato si è così espressa:" l'evento ha voluto celebrare la bellezza e la complessità della natura femminile in tutte le sue forme. Il suo universo viene raccontato attraverso un viaggio emotivo tra immagini, note di colore e parole sussurrate. Noi donne siamo il respiro del mondo, l'essenza del tempo, il filo invisibile che cuce insieme le trame dell'esistenza. Siamo forza, resistenza, speranza, fari sull'orizzonte quando la notte sembra infinita. Noi donne siamo la vita, la bellezza, il miracolo di ogni giorno, la ragione del futuro, un'eterna sorgente di luce e un inno all'amore” - Hanno esposto gli artisti : Angela Maria Di Costanzo, Anna Barone, Anna Lamonaca, Clementina Petroni, Cristina Rontino, Giancarlo Ruopoli, Gino Ciriminna, Lucia Vecchione, Magda Kismet, Maria Concetta Cuomo, Maria Luisa Iacono, Michael F. Feuerberg, Rania Andon, Viola Marylù, Ylenia Pilato

La festa della donna, come ben sappiamo, e’ sempre più una data memorabile che si festeggi anche attraverso svariate iniziative culturali. Presso la sede l’Angolo dell’Arte in Via Sant’Antonio Abate a Forio, il 7 marzo 2026 è stata inaugurata la mostra d’arte collettiva ” Universo Donna” a cura di Ylenia Pilato. L’evento è stato focalizzato sul tema della donna, portando in scena opere dedicate all’essenza del femminile, un universo di sfumature, un microcosmo in cui corpo e anima hanno dialogato e vibrato all’unisono.
Hanno esposto gli artisti : Angela Maria Di Costanzo, Anna Barone, Anna Lamonaca, Clementina Petroni, Cristina Rontino, Giancarlo Ruopoli, Gino Ciriminna, Lucia Vecchione, Magda Kismet, Maria Concetta Cuomo, Maria Luisa Iacono, Michael F. Feuerberg, Rania Andon, Viola Marylù, Ylenia Pilato. Vediamo nel dettaglio le opere. L’artista Angela Maria Di Costanzo ha raffigurato un vaso di mimose, fiore simbolo dell’8 marzo, portatore di un messaggio di forza, femminilità e libertà. L’artista Anna Barone, con la sua opera realistica, ha raffigurato un volto di ragazza molto espressivo. Un tributo alla bellezza innocente dell’adolescenza. L’artista Anna Lamonaca ha presentato un’opera raffigurante una figura di donna stilizzata ritratta di spalle che cammina in un viale alberato tipico della stagione autunnale. L’artista Clementina Petroni ha partecipato con un’opera di grandi dimensioni raffigurante tre figure di donna. Un’opera che ha destato particolare attenzione tra i presenti al vernissage.Clementina Petroni ha anche deliziato il pubblico con la lettura di alcuni suoi componenti. Apprezzatissima soprattutto la sua ” Donna, madre, Dea”. L’artista Cristina Rontino ha partecipato con un’immagine di donna. La sua opera non è solo un ritratto: è un frammento di pensiero, di ascolto. È diventata anche l’ispirazione per il primo logo che lei disegnò per lo sportello di ascolto antiviolenza. L’artista Giancarlo Ruopoli ha scelto di raffigurare un volto di donna, dove gli occhi sono i veri protagonisti: così espressivi, specchio di un’anima profonda, sacri, misteriosi. L’artista Gino Ciriminna ha raffigurato un volto di donna dove i toni pacati scelti conferiscono un senso di serenità. Un volto delicato, ma anche espressivo tipico di una donna che sa essere introspettiva. L’artista Lucia Vecchione ha dedicato la sua opera alla forza delle donne. La donna viene vista come una guerriera ” resiliente” , ragionevole ma tenace con dei fiori al posto della frecce. L’artista Magda Kismet ha scelto di raffigurare un’elegante e misteriosa geisha. Il significato simbolico della geisha è quello di ” persona d’arte” e l’opera di Magda ha incarnato perfettamente l’eleganza, la grazia e la raffinatezza, riassumendo l’essenza della cultura nipponica. L’artista Maria Concetta Cuomo purtroppo deceduta, aveva da sempre espresso il desiderio di far conoscere la sua ” arte”.
Così è stato possibile recuperare i suoi segnalibri ed esporli alla mostra. L’artista Maria Luisa Iacono ha raffigurato il volto di sua sorella Vanna. Un’opera in chiave contemporanea, con uno sfondo a tinte forti che di certo non è passato inosservato. L’artista Michael F. Feuerberg ha scelto di raffigurare una donna metà suora, metà peccatrice. Sullo sfondo i grattacieli di una metropoli che conferiscono all’opera una chiave di lettura contemporanea. L’artista Rania Andon ha raffigurato un grazioso uccellino dal piumaggio di colore giallo con la tecnica dell’acquerello. La sua opera si è distinta per la delicatezza e l’armonia dei colori. L’artista Viola Marylù ha voluto rendere omaggio alla femminilità nella sua essenza più pura, dove spicca il corpo nudo di donna che esalta la grazia delle forme. La calla raffigurata accanto al corpo conferisce maggiore grazia e candore. L’artista Ylenia Pilato ha presentato un’opera preziosa intitolata appunto ” Donna Preziosa “. La donna vista come una principessa contemporanea, portatrice di bellezza e charme. Un inno alla femminilità e all’eleganza che non tramontano mai. Durante la serata inaugurale è stata letta la poesia ” Donna” di Barbara Lo Fermo, poetessa palermitana d’origine legata molto all’isola d’Ischia. Apprezzatissimo è stato il compimento ” 8 marzo in controluce” dello scrittore Salvatore Di Costanzo. Un componimento che mostra la dignità della donna all’interno di un contesto privo di bellezza come la guerra, in un contesto di pura e deliberata devastazione. Durante la serata inaugurale della mostra ” Universo Donna” molto interessante è stato l’intervento dello Psicoterapeuta Nello Di Micco che si occupa di Violenza di Genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante. Il focus è stato sull’arte, le donne e la libertà. “Parlare di arte, di donne e di libertà, ha spiegato Nello, significa parlare della storia dell’umanità. Perché ogni volta che una donna ha preso in mano un pennello, una penna, uno strumento musicale o ha calcato un palcoscenico, non ha solo creato bellezza: ha affermato il proprio diritto a esistere, a esprimersi, a essere libera. Per secoli, alle donne è stato concesso di essere muse, ma non artiste. Sono state ritratte, raccontate, idealizzate ma raramente ascoltate.
Eppure, anche nei periodi più oscuri, alcune voci hanno trovato il coraggio di emergere. Nel Seicento, Artemisia Gentileschi dipingeva eroine forti e determinate, ribaltando lo sguardo maschile dominante. Le sue tele non erano solo opere d’arte: erano dichiarazioni di indipendenza.Nel Novecento, Frida Kahlo trasformava il dolore in colore, il corpo in simbolo, l’identità in rivoluzione. Attraverso l’autoritratto, rivendicava il diritto di raccontarsi senza filtri, senza censure. La sua arte era libertà: libertà di essere donna, di essere diversa, di essere autentica. E come non ricordare Virginia Woolf, che in Una stanza tutta per sé ci ha lasciato un messaggio ancora attuale: per creare, una donna ha bisogno di indipendenza economica e di uno spazio proprio. Ma quella “stanza” è anche simbolica: è lo spazio mentale e sociale che ancora oggi dobbiamo difendere. L’arte è sempre stata uno strumento di emancipazione. Attraverso la musica, la letteratura, il cinema, la fotografia, le donne hanno denunciato ingiustizie, rotto silenzi, acceso coscienze. Ogni opera è un atto di coraggio. Ogni parola scritta controcorrente è un passo verso la libertà. Ma non parliamo solo del passato. Oggi milioni di artiste nel mondo continuano a lottare contro stereotipi, disparità salariali, discriminazioni. Eppure, continuano a creare. Perché l’arte non chiede permesso: esiste, resiste, insiste. L’arte ci insegna che la libertà non è un dono, ma una conquista. E le donne, attraverso l’arte, hanno dimostrato che la creatività può diventare rivoluzione silenziosa, trasformazione culturale, cambiamento sociale. Difendere la libertà delle donne nell’arte significa difendere la libertà di tutti. Perché una società è davvero libera solo quando ogni voce può esprimersi senza paura. Che l’arte continui a essere spazio di verità. Che le donne continuino a essere protagoniste, non comparse. Che la libertà non sia un privilegio, ma un diritto condiviso.” Al vernissage ha partecipato a sorpresa lo scrittore Umberto Lucio Amore, Presidente dell’ Associazione Culturale Incontrarte, il quale ha declamato la sua poesia ” Donna” : ” Sei l’alba che scioglie la notte, la pioggia che danza sulla terra assetata, il vento che sfiora senza spezzare, la forza che tace e costruisce. Hai portato il peso del silenzio, hai camminato su strade d’ombra, hai nascosto sogni tra le dita e seminato speranza negli sguardi. Sei stata fuoco domato, acqua trattenuta, voce spezzata nel tempo.
Eppure, hai resistito. Ora il mondo ascolta il tuo passo, riconosce il tuo nome, vede la luce che da sempre porti dentro. Sei donna, sei essenza, sei eternità “. Un inno alla donna, celebrata come essenza vitale e forza universale. Come un tempio sacro, il corpo custodisce la nostra voce più intima e profonda. Eppure, a volte, questa voce viene soffocata e imprigionata. La donna è un essere complesso e poliedrico. Una donna non è definita da un solo tratto, ma da un insieme di sfumature come forza, dolcezza, intelligenza, intuizione, fragilità. Un universo interiore che si traduce in un vasto mondo da scoprire, fatto di emozioni, pensieri e passioni. La curatrice della mostra Ylenia Pilato si è così espressa:” l’evento ha voluto celebrare la bellezza e la complessità della natura femminile in tutte le sue forme. Il suo universo viene raccontato attraverso un viaggio emotivo tra immagini, note di colore e parole sussurrate. Noi donne siamo il respiro del mondo, l’essenza del tempo, il filo invisibile che cuce insieme le trame dell’esistenza. Siamo forza, resistenza, speranza, fari sull’orizzonte quando la notte sembra infinita. Noi donne siamo la vita, la bellezza, il miracolo di ogni giorno, la ragione del futuro, un’eterna sorgente di luce e un inno all’amore. La figura femminile poi è sempre stata oggetto di rappresentazione nelle arti figurative. Il senso è quello di riconoscere e onorare il ruolo fondamentale della donna nella vita, nella società e nell’esistenza stessa. Il fine è trasmettere un messaggio di rispetto, ammirazione e gratitudine per la sua capacità di resistere, amare, lottare e rinascere, diventando così un simbolo di luce e bellezza eterna. Dare il via ad una mostra in questo periodo così particolare a livello mondiale a causa degli scenari di guerra, mi è sembrato opportuno e doveroso, anche per evidenziare e dare luce al tema della violenza sulle donne, alla loro importanza, alla loro fragilità nella società e soprattutto per dire ancora oggi un secco e deciso ” no” alla violenza che le colpisce continuamente. Ancora una volta l’arte diventa strumento di comunicazione. Ringrazio vivamente tutti gli artisti partecipanti, l’emittente televisiva Ischiareporter per le riprese, la pasticceria Di Massa per il buffet e i padroni di casa Fabio Bianco e Federica Monti per la disponibilità della sede. Credo che l’Angolo dell’arte, conclude Ylenia Pilato, sia davvero una location perfetta non solo per la musica, ma anche per le altre arti come la pittura e la poesia”. La mostra chiuderà i battenti oggi 13 marzo.






Fotoricerca di Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter
Collaborazione: Ylenia Pilato
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