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Movida sotto attacco, Lista: «Viviamo di turismo, non di oro nero»

di Francesco Castaldi

FORIO – Nel recente passato, sulle colonne di questo quotidiano, ci siamo occupati di questioni relative alla movida ischitana, e in particolar modo delle emissioni sonore che provengono – soprattutto nella fascia serale e notturna – dai numerosi locali che si trovano sulla nostra isola. Come abbiamo evidenziato alcuni esercenti, fregandosene di coloro che abitano nei pressi delle proprie attività, spesso e volentieri non si attengono alle normative vigenti, generando un forte inquinamento acustico, che in diverse circostanze provoca dei danni non indifferenti alla salute di quelle persone che, poco avvezze a frequentare locali notturni, preferirebbero dormire in tutta tranquillità. Mettendo da parte coloro che trasgrediscono la legge, sulla nostra isola esistono tutta una serie di imprenditori che, soprattutto durante la stagione estiva (ma non solo), organizzano sia all’interno che all’esterno dei propri esercizi diverse iniziative, molte delle quali prevedono l’esibizione di musicisti, che per forza di cose richiamano un gran numero di persone, tra le quali decine e decine di turisti.

Questi eventi, pur riscuotendo un vasto consenso, sono costantemente monitorati dai funzionari della Siae, che in qualche circostanza dimostrano di essere poco flessibili e inclini al dialogo. Un esempio tangibile di quello che vi stiamo riferendo è rappresentato da un episodio accaduto giovedì sera a Forio, e che ci è stato raccontato dal leader di “Noi siamo Nessuno” Gigi Lista: «Ieri sera si è verificato l’ennesimo atto di distruzione della movida ischitana. Mi trovavo lungo corso Regine a Forio, tanto per intenderci tra il “bar Florio” e il pub “Il tramonto”, dove ogni giovedì si esibisce un band che fa divertire tantissime persone, tra le quali molti turisti. Infatti ieri sera, su circa duecento persone che affollavano il corso, vi erano almeno una settantina di turisti, che erano davvero molto entusiasti di questa iniziativa. Nel bel mezzo della serata, quando l’adrenalina era alle stelle, è arrivata un signora della Siae, che di fatto ha bloccato l’esibizione, costringendo uno degli artisti che stava suonando a compilare e firmare una serie di moduli. È opportuno evidenziare che questa donna, prima di intervenire in maniera così brusca, aveva dato fastidio per l’intera serata, seppur in maniera più lieve. A un certo punto è giunto a darle man forte un altro funzionario della Siae, che ha iniziato ad assumere un atteggiamento che definirei “da sceriffo”, cosa ha indispettito e non poco i presenti, che di tutta risposta lo hanno fischiato, esternando al contempo il loro disappunto con espressioni alquanto colorite».

«A questo punto – continua Lista – ho rammentato al funzionario che gli “sceriffi” non vanno più di moda neppure negli Stati Uniti, figuriamoci su di un isola come Ischia. Gli ho inoltre detto che queste cavolate da incapace (si riferisce all’espletamento delle formalità burocratiche che spesso risultano tediose, ndr) possono essere tranquillamente fatte o prima o dopo lo spettacolo, non durante lo stesso. Questa serie di controlli – denuncia il leader di “Noi siamo Nessuno” – sono mirati alla distruzione della movida, come d’altronde sono deleteri anche quelli che sono stati eseguiti quest’estate durante i “giovedì foriani”. Forse a qualcuno non è chiaro che qui a Ischia non viviamo di petrolio. Qua se facciamo un buco al massimo escono i liquami delle fogne, non l’oro nero. Quindi, se davvero vogliamo fare qualcosa di buono per il nostro territorio, queste persone si devono togliere dalle scatole. Se ci fanno mettere la musica, se ci permettono di organizzare allora saremo finalmente in grado di creare delle attrattive. In questo modo, le persone che verranno sulla nostra isola avranno un bel ricordo di Ischia. Il 70 % dei turisti che arrivano sulla nostra isola e si annoiano non torneranno più. E la colpa di tutto questo di chi è? Ovviamente di questi emeriti incapaci, che arrivano e pretendono di fare gli sceriffi sulla monnezza. Questi individui, con il loro modo di operare, distruggono il prodotto interno lordo di un paese, che è rappresentato anche dagli introiti che derivano dalla movida».

«La musica – sottolinea Gigi Lista – è una risorsa importantissima per il nostro territorio. Si deve dare una spinta gioiosa per uscire fuori da un marasma che potrebbe verosimilmente generare una cristallizzazione dell’economia stessa del territorio. I tentativi per rianimare questo morto turistico chiamato Ischia ci sono, e partono prevalentemente dai piccoli e medi imprenditori, che nonostante le difficoltà del caso (tasse, dipendenti da pagare eccetera) cercano di promuovere un tipo di turismo che induca le persone a ritornare, e soprattutto tentano di ridare vita alla nostra società, che oramai è diventata amorfa. Nonostante tutti gli sforzi profusi, questi distruttori che cosa fanno? Vengono pagati per disturbare le cose che fanno gli altri. Queste persone (si riferisce ai funzionari della Siae e a tutti gli elementi di disturbo della movida, ndr) dovrebbero andare in galera, perché sono dei criminali. Ritengo che le forze dell’ordine non dovrebbero dare troppo peso alle proteste di coloro che si lamentano sempre richiedendo il loro intervento, perché noi viviamo di attività turistiche, se lo devono mettere bene in testa tutti. Se non ci fanno fare movida, se non diventiamo accattivanti – e abbiamo tutte le carte in regola per esserlo – non potremmo mai far diventare un soggiorno a Ischia un’esperienza indimenticabile».

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