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Movida sul banco degli imputati, nel mirino un locale notturno foriano

di Francesco Castaldi

FORIO – Come ricorderanno di certo i nostri lettori, lo scorso 12 agosto il sindaco di Forio Francesco Del Deo ha emanato un’ordinanza mediante la quale si regolamentano le «attività di trattenimenti ed audizioni musicali senza attività danzante, musica e canto in bar e ristoranti siti nel centro storico di Forio nel periodo dal 1° giugno al 30 settembre. In detto arco temporale, «[…] presso i bar e ristoranti siti nel centro storico di Forio […] le audizioni musicali […] possono essere effettuate dalle ore 19.00 alle ore 23.30 con tolleranza di minuti trenta, negli esercizi di cui sopra, sia al chiuso che negli spazi all’aperto ad essi annessi, nel limite massimo di 40 decibel dalla fonte di emissione sonora. Dopo le 24.00 – si specifica nel testo dell’ordinanza – alcuna attività di audizione musicale, anche senza amplificazione, è ammessa, salvo deroghe particolari».

Pur condividendo la scelta di «adottare atti finalizzati a disciplinare le audizioni musicali», già nell’edizione del 21 agosto scorso evidenziammo il fatto che ci appariva alquanto singolare che il primo cittadino abbia inteso far abbassare il volume della musica soltanto presso gli esercizi del centro storico del paese, dimenticando che lungo il porto di Forio insistono diversi locali che, al pari di quelli indicati seppur indirettamente nell’ordinanza sindacale, dovrebbero sottostare alle medesime norme, dal momento che anch’essi sono ubicati in una zona del paese densamente abitata. Dello stesso avviso è la signora Daniela Russo, che qualche giorno fa ci ha contattati per raccontarci il dramma di sua madre Maria, che vive in un immobile che si trova al di sopra dei locali notturni di via Marina.

La signora Maria Fischetti, non sopportando più le fastidiosissime emissioni sonore prodotte in particolare dall'”Area 70″, ha optato per una scelta drastica, decidendo di adire le vie legali per risolvere questa problematica – che la affligge dal marzo scorso – e fare finalmente ritorno alla propria abitazione. La donna, infatti, in questi mesi è stata costretta per disperazione a trasferirsi temporaneamente dalla figlia, che nonostante le numerose segnalazioni al comando vigili e al Comune di Forio non è riuscita ancora a trovare una soluzione definitiva alla spinosa questione. Nel ricorso sottoscritto dall’avvocato Carmine Bernardo, si legge che «la ricorrente lamenta che dall’attività commerciale denominata “Area 70”, […] di cui risulta titolare il sig. Serpico Ivano, provengono immissioni rumorose nocive perché dannose per il riposo, la quiete e la tranquillità della stessa, perché dette immissioni avvengono nelle ore notturne e – in maniera continuata – fino alle prime ore del mattino, non solo nel fine settimana ma anche nei giorni infrasettimanali».

Se ciò non bastasse, nel testo del ricorso l’avvocato Bernardo evidenzia che «le strutture dove si svolge l’attività “Area 70” non risultano essere state oggetto di alcuna valutazione di impatto acustico (VIA) né risulta che tale valutazione si stata depositata al Comune né che il locale sia adeguatamente insonorizzato e la musica – diffusa ad alto volume – in uno alle vibrazioni, raggiunge agevolmente l’immobile della ricorrente, pregiudicandone il diritto ala salute e al godimento della proprietà. D’altronde, come riferito in premessa, gran parte dei tavolini e delle sedie che ospitano gli avventori si trovano al di sotto di una tettoia – insistente su suolo pubblico senza necessaria autorizzazione – costruita in aderenza alla facciata dell’edificio e chiusa sugli altri tre lati da tende in materiale plastico assolutamente inidonee ad insonorizzare il locale ed impedire la diffusione della musica ed il rumore anche all’esterno di esso […]».

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«Il diritto alla salute della ricorrente – scrive ancora l’avvocato Bernardo – è minacciato da un pregiudizio imminente ed irreparabile.[…]. Si ritiene quindi necessario un provvedimento immediato per interrompere ad horas il pregiudizio grave ed irreparabile che sta subendo la ricorrente, considerato che le immissioni di rumore e vibrazioni nocive si protraggono costantemente per più giorni a settimana e dalla sera fino alle prime ore del mattino, precludendo completamente il riposo, la quiete e la tranquillità della sig.ra Fischetti, nonché il diritto di godimento del suo immobile. Circostanze che hanno causato alla ricorrente un’ansia reattiva e facile irritabilità, dovute – come diagnosticato falla dott.ssa Regine – alla insonnia prolungata. Si richiede quindi un provvedimento volto ad imporre l’immediata cessazione temporanea delle immissioni nocive di rumori e vibrazioni provenienti dall’attività commerciale del resistente, in attesa che vengano individuati gli opportuni accorgimenti tecnici […] volti ad inibire definitivamente al resistente di provocare nella proprietà della ricorrente una differenza col rumore di fondo pari o superiore a tre decibel e comunque superiore ai limiti previsti dalle normative vigenti».

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La signora Fischetti aveva chiesto a sindaco e comando vigili di far rispettare i termini del sequestro

Il manufatto della discordia e la diffida a Cannavale

Prima di adire le vie legali, la signora Fischetti aveva segnalato che il 17 maggio era stato sequestrato un manufatto in legno su una pedana insistente su suolo pubblico del quale i titolari dell’Area 70 risulterebbero non avere concessioni o autorizzazioni all’occupazione. Per tale ragione, la signora Maria il 19 maggio ha protocollato agli atti del Comune una breve missiva, nella quale chiedeva al sindaco e al comandante dei vigili urbani di «segnalare l’utilizzo della struttura sequestrata da parte dei titolari del bar Area 70 al sostituto procuratore, […]» e «di adottare ogni iniziativa per rendere effettivo il sequestro anche a mezzo di transennamento della zona oggetto della misura cautelare reale».

Non avendo ottenuto alcun riscontro, la Fischetti, dopo aver consultato l’avvocato Bernardo e presentato il ricorso, in data 13 giugno ha inviato una diffida penale all’attenzione del sindaco di Forio Francesco Del Deo e del sostituto procuratore della Repubblica di Napoli Luigi Alberto Cannavale, nella quale invita il primo cittadino «a disporre la immediata chiusura dell’esercizio denominato “Area 70”, […] e di richiedere all’ARPAC della Regione Campania le misure fonometriche sui rumori prodotti dal locale, misure da effettuare nelle ore notturne di attività e senza preavviso». Inoltre, invita e diffida il sindaco «ad impedire l’uso della tettoia e dell’area sequestrata mediante idoneo transennamento, richiedendo specifica autorizzazione al pm competente».

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