CRONACA

Movida violenta, Enzo Ferrandino:«Il Mojito non poteva suonare fino alle 3 di notte»

Il locale notturno dove è avvenuta l’aggressione non ha presentato la necessaria Scia. Il sindaco d’Ischia annuncia provvedimenti e chiede maggiore attenzione nell’accogliere potenziali facinorosi ai tavoli. Gli esercenti della Riva Destra chiedono rispetto per il buon nome della zona

Nelle prime ore di martedì un diverbio incendiato da futili motivi è deflagrato in una furente lite conclusasi con due coltellate. Il ferito, non in pericolo di vita, si trova in un letto d’ospedale al Rizzoli, senza milza. L’aggressore ha tentato di rifugiarsi sulla terraferma per sfuggire alle proprie responsabilità. Le forze dell’ordine sono riuscite a catturare il sospettato.

Intanto i gestori che animano ristoranti e locali notturni alla Riva Destra si ribellano. Non possono più accettare che gli atti di violenza, che pure capitano con una certa frequenza in una porzione ben delimitata e conosciuta della striscia di basoli e movida del porto, ricadano sul buon nome di tutti i locali che animano le serate ischitane alla Riva Destra.

Lo sforzo per offrire un servizio d’eccellenza in piena sicurezza e tranquillità è costante. I lavoratori della Riva si impegnano con dedizione per offrire un servizio di qualità e sicuro. Occasione di litigi e incomprensioni sfociano in atti di efferata violenza nei soliti locali, quelli che hanno deciso di lavorare con il rischio di diventare uno sfogatoio di violenza.

Un vero problema non solo di ordine pubblico, ma anche di reputazione che di riflesso pagano i tanti locali dove certe cose non capitano, grazie a buona dose di esperienza e buon senso che evitano sul nascere che possano capitare situazioni pericolose. Come? Semplicemente selezionando la clientela ed evitando che si ecceda con gli alcolici. «Innanzitutto non posso che esprimere i sentimenti di più assoluta condanna verso l’episodio accaduto nella notte sulla Riva Destra – dichiara il primo cittadino di Ischia Enzo Ferrandino – E’ un fatto grave, e apprendo con soddisfazione che le forze dell’ordine hanno assicurato in tempi celeri il responsabile alla giustizia. L’isola ad agosto, e in particolare nell’imminenza del Ferragosto, diventa un vero e proprio “caleidoscopio”. Posso affermare che, dopo aver preso visione dei fatti così come accaduti, siamo davanti ad una palese violazione dell’ordinanza sindacale perpetrata dai gestori del locale dove si è consumata la vile aggressione: il Mojito, infatti, non poteva suonare fino alle 3 non essendo stata presentata la necessaria SCIA. Il rispetto delle regole è sacrosanto, ed è chiaro che davanti a questa violazione adotteremo i provvedimenti del caso». Il locale dove è avvenuta la violenza non aveva i permessi per suonare, una mancanza di non poco conto che potrebbe costare caro ai gestori del locale al centro del tifone di polemiche alimentato anche dai colleghi che condividono luoghi ma non il modus operandi del locale dove è avvenuta l’aggressione.

«La comunità tutta dovrebbe iniziare a riflettere sull’opportunità di “aprire le porte” a determinati soggetti – redarguisce, severo, Enzo Ferrandino che sottolinea – è l’ora di capire che un guadagno facile nell’immediato rischia di macchiare nel lungo termine l’immagine della nostra isola. Ed è un delitto che questo debba avvenire per l’azione dei soliti, e pochi, sconsiderati»

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La Riva Destra è diventata il Bronx dell’isola? Tutt’altro. Il grido di protesta si erge all’unisono dagli esercenti che lavorano con professionalità in Riva. Dello stesso avviso anche i gestori dei locali storici della Riva Destra, quelli dove solitamente si ospitano persone desiderose solo di divertirsi e di passare qualche ora spensierata. Antonino Fedele del Drink’t e Drank’t ricorda come da anni lui e i suoi colleghi della Riva Destra segnalano il peggioramento della situazione, con una presenza incontrollata di minorenni fino a tarda notte in giro per locali, buona parte dei quali riesce a consumare alcolici nonostante sia vietato dalla legge.

Soluzioni? «Servirebbe una pattuglia fissa in fondo alla riva destra, in piazzetta, dove complice il luogo appartato e la scarsa illuminazione non si sa mai esattamente cosa accada. Abbiamo chiesto più controlli non solo nei week-end, ma anche negli altri giorni della settimana, giorni in cui c’è un’atmosfera d’anarchia che non aiuta a tenere sicura la Riva. In 13 anni di lavoro – chiarisce il gestore del Drink’t e Drank’t – ho visto nascere e morire diverse attività sulla riva, erano di tutto rispetto, facevano selezione prima di far sedere le persone, proprio per evitare situazioni del genere! Sono stati costretti a chiudere. Mentre adesso alcuni senza la benché minima selezione, non ricevono i dovuti controlli per la tipologia di clientela che scelgono, perché per quanto se ne voglia dire il cliente sceglie il bar/ristorante/albergo ma anche lo stesso bar/ristorante/albergo sceglie il cliente!».

Dello stesso avviso anche Gianni Scotti de “Il Cappuccino”. «Mi dispiace per il ragazzo, sperando che si riprenda ma io come tutta la famiglia prendiamo le distanze da tutto ciò che è accaduto sulla Riva Destra. Quella per noi non è Riva destra, la Riva Destra che intendiamo noi è un luogo dove la gente si diverte in modo sano. Purtroppo negli anni si sta perdendo tutto il fascino e la storia di questa strada a causa delle invasioni di ragazzini che la mettono a ferro e fuoco. Noi, insieme ad altri colleghi, avevamo già preventivato e fatto presente a chi di dovere che sarebbe potuto accadere qualcosa del genere. Facciamo una fatica enorme per tenere un locale pulito e tranquillo ma alla fine veniamo trattati come chi fa il contrario di noie di altri colleghi. Ora Basta ridateci quella che era una volta la Riva Destra!!!».

In linea anche il pensiero di Francesco Mancusi del Porto 51 che ricorda: «Ci sono locali che investono in quella zona per cercare di attrarre un pubblico di qualità, sforzi che si vanificano se non ci si attiva per risolvere certi episodi che succedono sempre negli stessi luoghi. Ma il problema è anche nell’offerta turistica che offriamo che richiama sull’isola anche persone poco raccomandabili».

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Un commento

  1. Mi dispiace che a parlare sono sempre i soliti stolti…. Purtroppo ci troviamo anche noi in un turismo che non vogliamo, innanzitutto c è un ordinanza che dice la musica fino alle tre di notte, poi per fortuna è successo in un locale, perché il ragazzo è stato subito soccorso e abbiamo collaborato per identificare l aggressore,pensate se succedeva per strada…. Si pensa che chiudendo un locale si risolve,ma fatevi un esame di coscienza tutti quanti…. perché viene solo questa gente, non sapete più cosa inventare x il mojito, prima il problema erano i domenicani da quando non facciamo più serate latine dite che diamo da bere a minorenni,ma state voi alla cassa? Che ne sapete quando chiediamo i documenti prima di bere,quando anche noi veniamo minacciati che possono stare in un luogo pubblico…. Basta mettere più controlli, questa è gente che non si fa scrupoli,infatti escono solo x fare casini,vi ricordo una rissa di pomeriggio un mese fa al porto 51, due risse settimana scorsa al drinkt drankt, un altra in piazzetta fuori al bar vittoria, in spiaggia, succede ovunque perché quest’ anno si è deciso così…. Che l isola deve ospitare solo questa munnezza…. Quindi prima di parlare fatevi un esame di coscienza o meglio tacete

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