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Multe per le compagnie di navigazione che non rispettano i diritti dei passeggeri

di Laura Cipullo

Finalmente gli utenti di traghetti ed aliscafi godranno degli stessi diritti dei passeggeri di treni, autobus ed aerei. A stabilirlo l’Autorità di Regolazione dei Trasporti che, lo scorso 15 ottobre, ha approvato  il “Regolamento” per l’accertamento e l’irrogazione delle sanzioni previste dal Decreto Legislativo 29 luglio 2015, n. 129, in attuazione della disciplina sui diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne contenuta nel Regolamento (UE) n. 1177/2010, che modifica il Regolamento (CE) n. 2006/2004. In poche parole, finalmente, attraverso il suddetto regolamento, l’Autorità di Regolazione dei Trasporti garantirà ai passeggeri che viaggiano in mare o attraverso le vie navigabili interne (laghi, fiumi, canali) le stesse tutele dei passeggeri che si muovono su gomma, su rotaia o in aereo, indipendentemente dal mezzo di trasporto prescelto, uniformandosi alla normativa europea.

Questo vuol dire che le compagnie di navigazione, che non rispetteranno i diritti dei propri passeggeri, saranno soggette a sanzioni che varieranno a seconda dell’infrazione commessa. Si tratta indubbiamente di un importante passo avanti nel mondo dei trasporti marittimi, infatti, sebbene il sopracitato “Regolamento” non preveda risarcimenti a favore delle parti lese (comunque precedentemente stabiliti all’interno del Regolamento (UE) n. 1177/2010), questo contribuirà ad inibire i comportamenti scorretti da parte dei vettori che, in caso di infrazione, saranno costretti a pagare una multa. La sanzione potrà essere sia inflitta in seguito ad una segnalazione da parte dell’utenza, sia comminata d’ufficio.

In particolare, il “Regolamento” prevede che  coloro i quali  abbiano presentato reclamo al  vettore  o all’operatore  del   terminale non ricevendo alcuna risposta, dopo sessanta giorni potranno inoltrare un reclamo all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per segnalare le violazioni degli obblighi di cui al Regolamento (UE) n. 1177/2010.

I servizi di trasporto per i quali possono essere presentati i reclami all’Autorità di Regolazione dei Trasporti sono:

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  • i servizi il cui porto d’imbarco è situato nel territorio di uno Stato membro, o il cui solo porto di sbarco è situato nel territorio dell’Unione, a condizione che il servizio sia effettuato da un vettore dell’Unione;
  • le crociere il cui porto d’imbarco è situato nel territorio di uno Stato membro, con alcune eccezioni puntualmente individuate nel Regolamento (UE) n. 1177/2010.

Questo vuol dire che, ad esempio, nel caso in cui il mezzo di trasporto, traghetto o nave da crociera che sia, non parta, oppure ritardi la partenza di oltre 90 minuti, e la compagnia non renda nota agli utenti la possibilità di farsi rimborsare il biglietto, oppure non permetta agli stessi di scegliere un trasporto alternativo, la multa potrà variare dai 1500 ai 15000 euro. La mancata assistenza in caso di cancellazione o ritardo della partenza potrà, invece, costare al vettore dai 100 ai 600 euro a passeggero, mentre per la mancata erogazione del titolo di viaggio la sanzione potrà ammontare fino a 1500 euro. L’assenza di materiale informativo o il mancato rilascio di informazioni riguardo ai diritti previsti dal Regolamento UE, all’interno dei porti, sulle banchine o terminal, è punibile con una multa che può arrivare a 900 euro a viaggio, mentre la mancanza di un sistema di gestione dei reclami può essere sanzionata anche con una multa di 25000 euro. Inoltre, il mancato riscontro al reclamo entro un mese o la mancata risposta definitiva entro due mesi, che per altro dà la possibilità all’utente di rivolgersi all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, possono far notificare al vettore una multa che parte dai 300 euro e che può arrivare fino a 1500 euro.

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Il “Regolamento”, per altro, tutela in maniera particolare i passeggeri con disabilità o mobilità ridotta, prevedendo un’ampia serie di situazioni in cui sarà possibile avviare la procedura di reclamo. Per la mancata erogazione del biglietto, il mancato sforzo per proporre un’alternativa di trasporto o la mancata comunicazione entro 5 giorni dei motivi del rifiuto, il vettore potrà essere sanzionato con una multa che va da un minimo di 150 euro fino ad arrivare ad un massimo di 1500 euro a passeggero. I vettori saranno sanzionabili per lo stesso importo in caso di emissione di biglietto a prezzo maggiorato. Invece, per la mancata fissazione di condizioni di accesso non discriminatorie in collaborazione con organizzazioni che rappresentano persone disabili o a mobilità ridotta, il valore della sanzione può raggiungere i 15000 euro a passeggero, mentre ammonta a un massimo di 5000 euro la multa in caso di mancata informazione sulle condizioni d’accesso presso le stazioni o su internet. La mancata assistenza gratuita (ad esempio salite, discese, accessi, bagagli, ecc.) potrà invece essere pagata dal vettore fino a 1200 euro a passeggero, mentre per la mancata consegna, su richiesta del passeggero, delle informazioni sulle condizioni d’accesso su formati adeguati ed accessibili (ad esempio via mail o SMS) è prevista una sanzione che varia da 150 a 1500 euro.

Il reclamo all’Autorità di Regolazione dei Trasporti dovrà essere presentato tramite il modulo scaricabile dal sito dell’autorità stessa (www.autorita-trasporti.it) e potrà essere presentato a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, via posta elettronica certificata (pec) all’indirizzo: pec@pec.autoritatrasporti.it; via posta elettronica all’indirizzo: art@autorita-trasporti.it; consegnato a mano presso il protocollo dell’Autorità, oppure inoltrato mediante l’apposito sistema telematico per l’invio e la gestione dei reclami (SiTe). Si ricorda che questa procedura potrà essere avviata esclusivamente se l’utente ha presentato reclamo all’impresa interessata da almeno 60 giorni.

 

 

 

 

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