Statistiche
CRONACAPRIMO PIANO

Murales al liceo, M. si congeda e attacca: «Il discriminato sono io»

La lettera alla preside del “Buchner” da parte dello studente finito nella bufera per una storia Instagram in cui invitava a vandalizzare l’opera di Jorit

Cambierà istituto scolastico, lo studente del liceo “Giorgio Buchner” di Ischia, che qualche mese fa è stato al centro delle polemiche per via di una storia Instagram in cui, senza troppi giri di parole, invitava a vandalizzare “Santa”, il murale realizzato dallo street artist Jorit su una delle facciate del Polifunzionale di via Morgioni. Lo annuncia egli stesso in una missiva rivolta ai suoi ormai ex compagni, rendendo contemporaneamente pubblico il contenuto della sua lettera rivolta alla preside del Liceo Buchner: «Liceali, buonasera e bentrovati! Sin da subito ho avvertito la necessità di chiarirmi con Voi in merito a quanto accaduto verso il termine dello scorso anno scolastico. Di certo non potevo andare via come un ladro, senza salutarvi o degnarvi di qualche riga. [..]. Con il sussulto di gioia di alcuni e la tristezza di altri, vi comunico che proseguirò il mio percorso di studi e formazione altrove, salutando, quindi, il Liceo. Tale notizia è giunta alla vostra Preside, la quale mi ha scritto nella serata di ieri dicendo di rispettare la mia scelta e, augurandomi il meglio, mi informava che, qualora dovessi ripensarci, il “Buchner” si rendeva pronto a «riaccogliermi». Sulla base di ciò, ho formulato la mia risposta alla preside [..]».

Poi ecco il testo della lettera rivolta alla Preside: «Buongiorno Preside, mi perdoni l’attesa, ma avevo sincera necessità di maturare una risposta il più esaustiva possibile. Non posso che risponderLe con le medesime Sue parole, una in particolare: «riaccoglierti» [..]. Il verbo da Lei utilizzato è preceduto dalla particella latina iterativa «re». Quest’ultima per definizione indica il ripetersi di un’azione e un’azione si ripete solo quando è avvenuta già in un primo momento, ma poi, però, ha conosciuto la sua fine. E se parliamo di accoglienza, beh, ci troviamo: ha scelto il predicato migliore in assoluto per quella frase.

Il sottoscritto nel 2019, dall’allora Liceo Statale “Ischia”, fu accolto come parte integrante di una grande famiglia. Quella Scuola mi accolse [..]. Poi quest’azione di accoglienza nei miei confronti è perdurata nel tempo, si è rafforzata, ma dalle 14:09 di quel pomeriggio del 21 maggio scorso si è dissolta in una lenta eutanasia. Non una morte naturale, ma un gesto concreto, un intenzionale atto a farle conoscere la sua fine, la più brutta, la più vergognosa. E quale arguta logica o fine ragionamento [..] converrebbe sul fatto che io debba maturare l’idea di ritornarvi e, che la stessa comunità scolastica che mi ha, con un esemplare calcio in culo sbattuto fuori e messo alla porta, abbia la minima – non chiedo troppo – capacità di riavermi tra i suoi banchi?

«Quel murale è incompleto, lo avete battezzato come murale dell’accoglienza elitaria, parziale, politica. Quella “Santa” non ha niente di cristiano o quantomeno non ha letto il Vangelo di Luca, l’unico che contiene la parabola del figliol prodigo»

Mi avete messo alla porta, sotto la nuova insegna del Buchner, sotto il murale di Jorit dalla vernice ancora fresca [..]. Ebbene, una sera di giugno, uscii di casa e andai lì sotto. Mi misi a riflettere. Capì due cose: quel murale è incompleto, quel murale è stato vandalizzato. [..] Lo avete battezzato come murale dell’accoglienza elitaria, parziale, politica.

Ads

Quella “Santa” non ha niente di cristiano o quantomeno non ha letto il Vangelo di Luca, l’unico che contiene la parabola del figliol prodigo. [..]. Non c’è stato l’abbraccio paterno verso il figlio che ha sperperato tutta la sua eredità, [..].

Ads

In secondo luogo, mi dispiace, ma quel murale è stato vandalizzato. Non da me. Da voi. Lo avete reso una macchia ostica, che non si toglierà facilmente. Quella “Santa” l’avete profanata, quella “Santa” è martire due volte, quella “Santa” non è più vergine.

Lo sa che quella “Santa” ha gli occhi come i miei, del mio stesso colore, azzurri? E allora [..] faccia sì che mai gli occhi azzurri, marroni, verdi o neri di nessuno si riempiano di lacrime o si offuschino di tristezza. Faccia sì che mai gli occhi di nessuno siano spettatori di una sanguinosa gogna mediatica [..].

Sia accogliente non solo verso il ragazzo encomiabile, ma soprattutto verso colui che sbaglia, ma non rifaccia l’errore che persegue e punisce. Non discrimini mai, non faccia mai razzismo, non faccia mai apologia, non inciti mai alla “vandalizzazione” di un giovane 17enne. Non inciti mai alla “vandalizzazione” di tutti quegli «M.». [..] Preside, casomai dovesse prevedere una sospensione con delle ore con obbligo di frequenza “sui temi della tolleranza, inclusione, sulla conoscenza e sul rispetto della Costituzione italiana”, faccia sì che siano ore realmente fruttuose e non festeggiamenti dei genetliaci dei suoi docenti di latino e greco, con palloncini e candeline annesse e connesse[..].

Quel murale ve lo meritate, perché se io ho fatto quello che ho fatto, ci crediate o meno, poco mi interessa, non ero di serie intenzioni, voi, invece, siete stati convinti, di serissime intenzione, nessuna goliardia, siete arrivati a conclusioni sorrette da una onnipresente unanimità – apparente e forzata credo io.

«In secondo luogo quel murale è stato vandalizzato. Non da me. Da voi. Lo avete reso una macchia ostica, che non si toglierà facilmente. Quella “Santa” l’avete profanata. Preside, faccia sì che mai gli occhi di nessuno siano spettatori di una sanguinosa gogna mediatica»

Quel murale ha tanto da insegnarvi, siate attenti allievi, perché, mi permetta, quel murale vi ha mandato tutti a recupero, l’esame lo farete a settembre. [..].

Sempre quella sera, preside, oltre a ciò pensai che non esiste solo il “Buchner”, anzi l’«Universo Buchner» era come stato inghiottito da un buco nero. Può capitare. C’erano millemila altre spiagge pronte a darmi un porto sicuro e tra queste ne ho scelta una. Ne sono assai contento.

Ho superato gli esami integrativi con grande soddisfazione. [..]. Ai suoi auguri, non posso che ricambiare. Le auguro di non trattare mai nessuno allo stesso modo, nessuno! A meno che non voglia ri-sbagliare, ri-perdere, ri-accogliere qualcun’altro.

Le auguro di essere di semplici e sinceri gesti. Non come Renzi che a Letta disse:- Enrico sta’ sereno. E poi gli fece cadere l’esecutivo. Non dia quel doppio bacio sulla guancia, ne è piena la storia di questi baci. Non dica a nessuno:- Non ti preoccupare M., adesso sistemiamo tutto. E successivamente mi sospende, prima, mi mette nella condizione di non poter recuperare ed essere bocciato, dopo, e infine, [..], mi espelle moralmente da quella scuola. [..] Un consiglio, ancora, che si congiunge agli auguri: dopo che sospende e boccia, lo mandi un messaggio a quei ragazzi. [..]. Un messaggio anche di rimprovero, ma lo mandi, lo faccia mandare. [..]. Ex preside, io la saluto e con lei saluto ciò che ha reso il liceo. Lì dentro c’è una crisi climatica assai ostica, uso le parole di Craxi, poiché “avete creato un clima infame”. [..]. Ad ogni modo, nel primo pomeriggio le formalizzerò la richiesta di nullaosta al trasferimento. N.B. Non mi apostrofi come screanzato o maleducato, ho detto solo quella che è per me la verità e realtà dei fatti». Infine, M. si rivolge nuovamente agli ex compagni: «Per correttezza, vi dico che la Preside ha ribadito brevemente di rispettare la scelta e che il liceo sarà sempre aperto per me. Non ha replicato al mio lungo scritto. Vi ringrazio per quanto fatto insieme, avremmo potuto fare tanto altro ancora. Ma a qualcuno davo fastidio. Voi siete l’unica speranza di quel Liceo!».

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex