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Museo del mare, scongiurata la chiusura ma si cercano nuovi associati

ISCHIA. Sospiro di sollievo, almeno per il momento, per il Museo del Mare. La peggiore delle ipotesi, quella cioè della cessazione delle attività, sembrerebbe essere stata scongiurata. Come si ricorderà, nelle scorse settimane, gli associati rimasti alla gestione del museo, avevano paventato la possibilità di un’imminente chiusura della struttura a causa, in primis, della mancanza di un adeguato supporto economico per permettere la prosecuzione delle attività. Un problema questo cagionato sia dal fatto che con gli anni erano venuti meno molte delle donazioni da parte di cittadini privati a supporto del museo, sia anche per un numero sempre minore di introiti derivanti dalle visite. Per tali motivi, era stato preannunciata la chiusura del museo già a partire dal prossimo mese di Ottobre che avrebbe così visto la perdita di una delle strutture museali più longeve e caratteristiche dell’isola di Ischia. La nefasta eventualità, però, pare sia stata scongiurata grazie al pronto interessamento dell’ex senatore, nonché armatore isolano Salvatore Lauro che avrebbe deciso di sostenere economicamente il museo. La notizia era già stata anticipata nei giorni scorsi da un comunicato della compagnia Alilauro, ma l’ufficialità definitiva della cosa è stata data soltanto lunedì pomeriggio, durante un summit che si è tenuto proprio al palazzo dell’orologio di Ischia Ponte, sede del museo del Mare,organizzato dagli associati per fare il punto della situazione e valutare anche i prossimi passi da fare.

Nonostante, infatti, sia stata risolta la questione economica, rimane, infatti, la necessità di  dover dare un nuovo input ed organizzazione alle attività del Museo affinchè possa esserci un fattivo rilancio della struttura che porti non solo maggiori introiti ma attiri anche l’attenzione di residenti e turisti. «C’è la necessità – ha spiegato Luciano di Meglio, da anni in prima linea nella gestione del Museo del Mare, insieme a Nino Lauro e Gianfranco Mennella – innanzitutto di accrescere sensibilmente il numero degli associati. Allo stato attuale ne siamo solo tre e questo numero non basta.  Se non troviamo altri associati, il museo finirà comunque per chiudere». Un maggior numero di associati, significherebbe infatti, non solo un maggiore sostegno alle attività del museo, ma anche nuove possibili idee per la sua rinascita.  Gli isolani che si recano in visita al Museo isolano, difatti, sono sempre meno così come pure anche i turisti. Necessario quindi invertire questo trend negativo. Un obiettivo questo non facile dal momento che, purtroppo,  l’edificio  che ospita da oltre un ventennio i cimeli del mare, deve fare i conti, per quanto storica e peculiare sia la sede, con spazi piccoli e angusti. «A mio parere – ha commentato Giuseppe Farace, membro del consiglio direttivo e del comitato scientifico del Museo del mare di Napoli, una della maggiori realtà della Campania in campo marittimo – il problema principale del museo del mare di Ischia è proprio la logistica.  Questo è un gruppo handicap perché non permette di organizzare maggiori iniziative. Ad esempio quest’anno il Museo del Mare napoletano ha ospitato il forum dei musei del mare a cui hanno partecipato i rappresentanti di 23 musi del mediterraneo. Tutto questo è stato possibile perché il nostro museo ha una sede contingua all’istituto nautico di Napoli, oltre ad avere degli spazi al suo interno molto più grandi e capaci di ospitare molte più persone. Credo che bisognerebbe dunque lavorare molto sul fronte della logistica. Il museo non deve essere solo qualcosa di espositivo ma deve essere itinerante e deve soprattutto attirare non solo i turisti ma anche i residenti. Noi al museo del mare di Napoli, organizziamo anche i concerti».

A queste osservazioni, tuttavia, molti dei presenti hanno convenuto che non solo comunque non vi sono altri locali sull’isola da poter destinare a sede del museo del mare, ma che comunque il palazzo dell’orologio di Ischia Ponte è segno distintivo del museo del Mare isolano. Piuttosto, come qualcuno dei presenti ha suggerito, per una maggiore valorizzazione, si potrebbe pensare di inserirlo in un itinerario culturale ad hoc.  Problemi logistici o meno,  l’obiettivo primario, è quello di fare uscire il marchio museo del mare di Ischia da fuori le mura fisiche della sede e renderlo un punto di maggiore attrattività. « Dobbiamo potenziare- hanno commentato gli associati – quel poco che abbiamo  a disposizione».«Ogni ischitano – ha concluso Luciano Di Meglio – può portare un’idea costruttiva per il nostro Museo del Mare».

 

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