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Napoli: stagione di transizione o di conferma?

Quella che sembrava poter diventare la stagione della rinascita si sta trasformando clamorosamente in una stagione di transizione in casa Napoli. Gli azzurri, dopo un avvio piuttosto confortante, stanno attraversando un periodo nerissimo dal punto di vista dei risultati e degli infortuni. Un periodo che ha creato una crepa – forse definitiva – nel rapporto tra la presidenza e l’allenatore Rino Gattuso. E che sta mettendo a rischio il raggiungimento del principale obiettivo stagionale, ossia l’accesso alla prossima Champions League. Al momento gli azzurri sono sesti in classifica a tre punti dal quarto posto. La rosa a disposizione di Gattuso lascia ben sperare perché di qualità, ma la squadra – come confermano le quote NetBet scommesse – ha bisogno di ritrovare certezze per raggiungere gli obiettivi stagionali.

I dubbi dell’allenatore

Il tecnico Rino Gattuso vive il disagio della settima sconfitta in campionato, e sa che il suo destino napoletano è davvero legato ad un filo sottile, che potrebbe spezzarsi nel giro di sette giorni se il Napoli dovesse uscire dalla coppa Italia e perdere sabato contro la Juventus. De Laurentiis si sarebbe aspettato una reazione da parte del Napoli ma lo spettacolo offerto dai suoi giocatori l’ha contrariato parecchio. La sconfitta di Genova è un ulteriore motivo di riflessione, per lui. Dovrò ragionare sul da farsi, decidere se bisognerà andare avanti con Gattuso o accelerare i tempi del distacco, senza aspettare la fine della stagione. Una decisione non semplice da prendere, in ogni modo, perché a prescindere dallo scudetto, il Napoli è ancora in gioco per gli altri obiettivi. Comunque, De Laurentiis non si farà trovare impreparato nel caso i prossimi risultati dovessero costringerlo a prendere provvedimenti estremi.

I perché della crisi

Dietro la crisi del Napoli ci sono i numeri che come sempre ci danno un quadro chiaro della situazione. Una crisi che trova espressione anche nei numeri delle pesanti assenze nel gruppo di Gattuso: da dicembre sono 7 le partite saltate da Mertens, che fino ad allora non aveva saltato neanche una partita, 9 addirittura quelle di Osimhen, 4 quelle di Koulibaly e Ruiz, fermati dal Covid. Le ripercussioni sono soprattutto nella concretezza offensiva, come nel caso della gara contro lo Spezia. 

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Altro problema è la difesa. Sono sette le partite perse dal Napoli, con il comune denominatore degli errori difensivi: la solidità difensiva era un marchio di fabbrica del gioco di Gattuso, gli errori marchiani e le distrazioni banali sono l’effetto di una fiducia che inizia a mancare nella squadra.

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Ritrovare la brillantezza

Per ripartire e puntare alla Champions Gattuso ha bisogno degli uomini migliori. A partire da Dries Mertens. Il numero 14 partenopeo tornerà in Italia per la sfida di campionato contro la Juventus del 13 febbraio, difficilmente sarà arruolabile e dunque potrebbe assistere al match da spettatore in tribuna per incitare i compagni; come è suo solito fare.

Altro calciatore pronto a rientrare a pieno regime è Victor Osimhen. L’attaccante nigeriano sta recuperando dopo i tre mesi di stop dovuti alla lussazione alla spalla e al Covid-19 che l’ha tenuto lontano da Castel Volturno per tre settimane. I problemi sembrano superati, adesso, al giocatore manca ancora la condizione fisica, che potrebbe recuperare giocando, appunto. Il Napoli è in un momento di crisi vera, i risultati si alternano e le polemiche incalzano, soprattutto per quanto riguarda la posizione dell’allenatore. La gara con l’Atalanta potrebbe servire per riportare un po’ di serenità in un ambiente scosso dalle ultime vicende. Secondo quanto dichiarato da Gattuso, la coppa Italia non è un obiettivo primario del club, al quale interessa il piazzamento Champions League.

Ma è impensabile che si possa andare a Bergamo e non giocarsela, la partita. Anche perché la finale si giocherà il 19 maggio, tra tre mesi e ci sarà tutto il tempo per prepararla. La poca concretezza negli ultimi 20 metri, potrebbe suggerire al tecnico di accelerare il recupero del nazionale nigeriano. Anche a Genova, sabato sera, il Napoli ha costruito tante palle gol, ma soltanto una è entrata nella porta di Perin. Numeri insostenibili, che preoccupano più che mai l’intero ambiente napoletano anche in prospettiva futura. Osimhen potrebbe essere la soluzione al problema, tra i disponibili è l’unico in grado di garantire la profondità e, magari, a Bergamo dovendo giocare di rimessa, potrebbe creare seri problemi alla difesa atalantina. A Genova, l’ex Lilla ha giocato quasi un tempo arrivando pure alla conclusione. Non gioca una partita intera dall’inizio di novembre, trasferta a Bologna. È stato fermo due mesi e mezzo per essersi lussato la spalla durante un incontro con la sua nazionale, la Nigeria, contro la Sierra Leone.

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